fiOrdivanilla | il Senso del Gusto

mercoledì 12 agosto 2015

"Leonardo non era vegetariano." e Sfera di gamberi rossi e burrata con insalatina di albicocche marinate

"Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero." Edito da Maschietto Editore, in collaborazione con Eataly e con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci di Firenze. Prefazione di Oscar Farinetti.   

Petto di piccione, chianti, more e radici (Ph. Yari Marcelli)























Il libro è stato realizzato in occasione di Expo2015 "Nutrire il Pianeta, Energia per la vita". Uscito nelle librerie il 7 Luglio, è stato presentato in anteprima nazionale presso Eataly Smeraldo a Milano.












































Ma, bando alle informazioni istituzionali, passiamo al contenuto. Testi e ricerche su Leonardo, su quanto ha detto, fatto e scritto in tema di cucina e alimentazione, uniti alle ricette di dello Chef del Ristorante Da Vinci di Eataly Firenze Enrico Panero, basate su ipotetiche liste della spesa di Leonardo, tratte da diversi documenti e codici vinciani. 

Un libro di cultura dove si incontrano storia, arte e gastronomia. Una pubblicazione straordinaria che fonde elementi di ricerca e studio diversi fra loro e dedicati al Genio universale di Vinci. Un libro intelligente e innovativo, “pensato per offrire la migliore rappresentazione del saper fare italiano”, scrive Davide Paolini. Un viaggio nelle campagne di Leonardo nel Quattrocento fino alle elaborazioni culinarie, gastronomiche e filosofiche del nostro tempo. 

Lista della spesa di Leonardo (Ph. Yari Marcelli)






















Un tempismo perfetto l’uscita di questo libro, quasi in concomitanza con la riapertura di uno spazio d’eccezione quale è La vigna di Leonardo da Vinci, tornata a vivere in Corso Magenta 65, di fronte al Cenacolo di Santa Maria della Grazie, presso la Casa degli Atellani dove sorgeva in origine (www.vignadileonardo.com).

"Leonardo non era vegetariano” è il ritratto inedito del Genio con ricchezza di fonti, materiali, ricerche, aneddoti, iconografie, immagini d’epoca (ritratti, paesaggi e bozzetti di Leonardo, fotografie), comprese molte liste della spesa; materiali raccolti grazie alla compartecipazione di grandi personaggi dell’arte, della storia artistica e scientifica, nonché di cucina, come l’esperta Annamaria Tossani, che presenta le ricette riccamente illustrate grazie alle fotografie di Yari Marcelli (a cui vanno tutti i credits delle foto presenti in questo post).





















Profezia del volo - con lista della spesa (Ph. Yari Marcelli)

Tutti conosciamo Leonardo da Vinci come grandissimo artista, pittore, ingegnere e scienziato italiano, scopritore e inventore. In questo volume scopriamo come invece la sua passione e il suo genio si applicarono anche ai temi del cibo, della cucina, dell’alimentazione, spesso in relazione alla salute dell’uomo.

Studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, scrisse favole, ‘profezie’, indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione. E ovviamente il cibo è rappresentato in alcuni suoi dipinti, a partire dal Cenacolo milanese, senza dubbio la mensa più famosa del mondo.

Il viaggio cultural-gastronomico si svolge in otto tappe: otto capitoli storici, ciascuno corredato da due ricette ispirate ai temi trattati, come la Sfera di gamberi rossi e burrata con insalatina di albicocche marinate, presentata dallo Chef Panero durante la presentazione del libro. 

Una ricetta elegante, fresca, colorata. Raffinata nella sua semplicità. Gli ingredienti raccontano interessanti storie e aneddoti di cucina. 
Sugli agrumi: Leonardo cita espressamente il limone per la ricetta della bevanda dell’acquarosa e li chiama “pomi rance”: “Fuoco. Tolli quella superfizie gialla ch’hanno i pomi ranci e quelli destilla al limbicco, che sarà detta stillazion perfetta.”

E sulle albicocche: da una sua lista della spesa, risulta che Leonardo spende 5 soldi e 4 denari “in pane impepato e biricocoli [variante linguistica settentrionale per ‘albicocche’] a Firenze tra il 1503 e il 1505. Il frutto, fin dal tempo dei Romani, era associato all’organo sessuale femminile e veniva considerato un simbolo del peccato.
Più importante, le albicocche si ritrovano nelle lunette del Cenacolo, nei festoni a ghirlanda di fronde, con olive e altra frutta; ricorrono spesso nelle versioni rinascimentali dell’Ultima Cena, come in quella del Ghirlandaio nel Refettorio di Ognissanti a Firenze.
 


E sui gamberi: menzionati una volta con i granchi per la loro difficoltà a cibarsi quando manca la luce lunare; una luce artificiale li attira e consente di catturali: “Li gamberi e granchi son voti a luna scema, perché veggan poco lume a cibarsi; e chi porta loro lume di notte, tutti corrano a esso lume. E quando la luna è piena, veggan bene el cibo e con abbondanzia si pascan di quello.” di quello.”

E ancora, sulle foglie di menta: nel Codice Foster II Leonardo trascrive una ricetta a base di “petrosemolo [prezzemolo] parte 10, menta parte 1, serpillo [timo selvatico] parte 1, pan brusato parte 10, aceto, pevro [pepe] e sale poco.” Sembra una salsa di accompagnamento dei cibi, secondo le regole dietetiche contenute in un agile opuscolo trecentesco De Saporibus a opera del medico e filosofo Maino dei Maineri. 

Il libro è culturale e poetico insieme, che leggerlo è un piacere.

Sul finire, il libro presenta una serie di apparati volti a scoprire che cosa Leonardo ha detto intorno a molti ingredienti e alimenti, utilizzati anche nelle ricette dello Chef Panero: in alcune pagine, nelle liste degli ingredienti compare un asterisco che rimanda alle voci di un vero e proprio “dizionario della cucina di Leonardo” in fondo al libro.

Arricchiscono il volume, e lo completano, un saggio sul Cenacolo di Leonardo di Cristina Acidini, storica d'arte e scrittrice italiana fra le massime conoscitrici al mondo dell'arte leonardiana; per la parte food l'intervento è del gastronauta Davide Paolini, che conduce il lettore in un viaggio fra i luoghi e i sapori delle terre vinciane.


Non potevo concludere senza prima aver condiviso con voi una ricetta tratta dal libro, la stessa presentata da Panero, che poi è anche di stagione.






















Sfera di gamberi rossi, burrata con insalatina di albicocche marinate (Ph. Yari Marcelli)












































Sfera di gamberi rossi e burrata con insalatina di albicocche marinate
La sfera. Il mondo. Terra e mare.
Il gambero rosso, uno dei crostacei per eccellenza, crudo ed essenziale nella sua freschezza, dolcezza, morbidezza. Caratteristiche che ritroviamo anche nel cuore di burrata.
Le albicocche, sempre presenti nelle liste della spesa di Leonardo, marinate in aceto e menta, creano un contrasto che in realtà unisce.
La forza della bisque delle teste dei gamberi, parte nobile contenente l’essenza del mare, introduce il palato all’eleganza della sfera.


Ingredienti 

Gamberi rossi freschi: 16
Burrata fresca: 60 g
Limoni naturali: 1
Basilico: 1 mazzetto
Albicocche: 6
Aceto bianco di mele: 1 cucchiaino
Foglie di menta: q.b.
Olio extravergine di oliva: q.b.
Sale: q.b.


Privare i gamberi del guscio e della testa, conservando quest’ultima. Frullare le teste di gambero (importante che siano molto freschi) con foglie di basilico, olio un cucchiaio di acqua fredda e sale. Filtrare il tutto in modo da ottenere una salsa fredda e cremosa di gambero.
Per la salsa al basilico, frullare alcune foglie con un cucchiaio d’acqua e un filo d’olio.


Tritare il crostaceo finemente, condirlo con olio, sale e buccia di limone grattugiata. Dividere la tartare in 4 palline e chiuderle all’interno di due strati di pellicola trasparente, picchiettando con le mani per realizzare un cerchio alto circa mezzo centimetro.
Togliere lo strato di pellicola superiore.

Disporre al centro del disco la burrata lavorata con foglie di basilico e sale. Chiudere le estremità della pellicola su se stessa in modo da realizzare una sfera con all’esterno la tartare di gambero e al centro la burrata.

Successivamente tagliare a spicchi le albicocche e farle marinare con olio evo, aceto bianco di mele, un pizzico di sale e foglie di menta spezzettate. Con un cucchiaino disporre alcune gocce di salsa di gambero e di basilico in ordine sparso sul piatto. Posizionate la sfera al centro del piatto e l'insalatina di albicocche marinata. Guarnire il tutto con germogli di menta e basilico.

mercoledì 12 febbraio 2014

Chiù - Gustosità italiane

Una piccola bottega del gusto situata nella centralissima Milano. 
Amore e passione per il cibo, ricerca e
tradizione. Un concentrato di Italia-gastronomica. 535958_333543516755349_1337726176_n

Chiù è un network in franchising che offre un’ampia scelta di prodotti selezionati tra i produttori d’eccellenza della gastronomia italiana. Ma non fatevi ingannare dai luoghi comuni secondo i quali le “catene” vengono meno alla qualità. 

Oggigiorno il franchising non è più – non sempre per lo meno – il parente povero nella realizzazione di exploit tra le grandi insegne. Oggi è invece capace di misurarsi con le più riuscite attività commerciali del settore.
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L’ambiente è molto accogliente e curato nei dettagli; i tavoli in legno scuro si intonano al colore delle scaffalature, le sedie in legno chiaro in tinta con le pareti... un luogo casereccio con stile.

Varcata la porta d’ingresso il primo ad accoglierci è il profumo speziato del cosciotto di maiale appeso al gancio in bella vista e l’aroma dolce e delicato delle mozzarelle fresche di bufala. Ma questo è ancora niente. Scopriamo che Chiù è un concentrato di prodotti gourmet: formaggi e salumi della tradizione mediterranea, selezione di prodotti d’eccellenza, DOP, IGP e da presidi Slow Food. Dalla pasta ai cereali, dalle zuppe ai sughi e alle creme, dalle speciali farine (come la farina di pistacchi) ai sali del mondo e dal miele alle composte, fino ai vini tipici regionali e birre Baladin. Ma soprattutto prodotti campani, come la Mozzarella di Bufala DOP, la pasta trafilata al bronzo o i "Panuozzi", deliziosi panini realizzati con la pasta della pizza, cotta nel forno a legna.

Inoltre il locale rinnova la sua proposta gastronomica con specialità culinarie sempre diverse, seguendo il ciclo delle stagioni.

Ma Chiù non è solo una Bottega del Gusto, è anche un tranquillo e rilassante luogo di incontro e di degustazioni, una sorta di Bistrot all’italiana che offre tipicità e alimenti freschi di giornata, proposti con un tocco di creatività.

Bottega del Gusto, Bistrot ma anche Take Away, Delivery e Catering.

Una vera perla.

Via Vincenzo Monti, 32
20123 Milano
E-Mail: info@chiu.eu
Tel: 02 39400694

mercoledì 4 dicembre 2013

Andrea Provenzani e Daniel Canzian. Cena a 4 mani per raccontare la propria cucina

Una cena a 4 mani. Provenzani, de Il Liberty di Milano e Canzian, ex Marchesino che da qualche tempo ha intrapreso una nuova strada: un ristorante tutto suo, il Daniel di Milano, inaugurato lunedì 7 ottobre.

Sorprende questa cena, perché non si tratta di due grandi qualunque, ma di chef che “convivono” in una stessa porzione di Milano: distano infatti a soli 300 m l’uno dall’altro nella zona Porta Nuova Garibaldi. E se è vero che l’unione fa la forza, loro ne hanno fatto anche un atto di intelligenza. Hanno deciso di unirsi anziché concorrersi, raccontando ognuno la propria cucina.

Due cucine molto diverse ma allo stesso tempo grandi. L'una (quella di Provenzani) valorizza il piatto aggiungendo quell’ “in più” senza mai cadere nell’eccesso. L'altra tende più alla semplicità, al concetto del "togliere", sottraendo tutti quegli ingredienti di "troppo" presenti in una ricetta, senza per questo incorrere nella banalità. Il risultato è stato

giovedì 3 ottobre 2013

(dal Cabaret Voltaire a) MamaGamma: dove arte e cibo si incontrano

È la Liguria una terra leggiadra.
Il sasso ardente, l'argilla pulita 
s'avviano di pampini al sole.
È gigante l'ulivo... A primavera
appar dovunque la mimosa effimera.
Ombra e sole s'alternano
per quelle fonde valli
che si celano al mare,
per le vie lastricate
che vanno in su, fra campi di rose,
pozzi e terre spaccate,
costeggiando poderi e vigne chiuse.
In quell'arida terra il sole striscia
sulle pietre come un serpe.
Il mare in certi giorni
è un giardino fiorito.
(Vincenzo Cardarelli)


È stato difficile scegliere una poesia di ispirazione paesaggistica ligure (e paesaggistica interiore) che non fosse di Montale o una delle magnifiche parlate-cantante di De André.

La Liguria, del resto, è una terra che ha ispirato artisti, intellettuali, musicisti e cantanti di tutto il mondo, da Montale a De André, a Cesare Pavese e poi Petrarca, D'Annunzio, ma anche Byron, Shelley e artisti come Filippo Tommaso Marinetti. 
Liguria, luogo di cultura e tradizioni, di centri marittimi, di borghi antichi e medievali: un immenso arco delineato da monti a formare coste alte e frastagliate di smisurata bellezza. I suggestivi Borghi delle Cinqueterre (da ovest verso est, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore), il Golfo dei Poeti, La Spezia con i suoi musei e il suo Arsenale, Sarzana con il suo antico centro storico, i suoi castelli e le sue fortezze. Sono solo alcune delle meraviglie che hanno tratteggiato e dipinto le mie vacanze liguri 2013.

Chi va in visita alle Cinqueterre vuole immergersi nella rara bellezza e nella pace di luoghi senza tempo, congiungersi con l’opera d’arte della natura. È una vacanza per chi ama tuffarsi indietro nel tempo, ai ritmi e ai modi di vivere di una volta, che solo si possono ritrovare in questi borghi incontaminati che conservano ancora la magia dei tempi passati.

Oggi, dopo un periodo di lontananza dal mio sito, torno per parlarvi non di ‘vacanze 2013’ naturalmente, bensì di uno spazio gourmet scoperto proprio quest’estate in visita a Sarzana, in Val di Magra.  

(premessa: in assenza della mia reflex, mi sono vista costretta a scattare tutte le foto con l'iphone :(

[ m a m a g a m m a ]

lunedì 10 giugno 2013

Festival del Gusto Alto Adige -

24. – 26.05.2013, Bolzano.
Il centro storico di Bolzano nei giorni del Festival del Gusto si trasforma in un vero e proprio percorso dei sensi. Showcooking, corsi di cucina, seminari, degustazione di prodotti di qualità dell’Alto Adige, musica dal vivo ed eventi collaterali.

Alto Adige/Südtirol in occasione del Festival del Gusto ha organizzato, per alcuni foodies e giornalisti, un programma ad hoc ricco di incontri, visite esclusive, workshop e momenti di gusto: corsi di cucina con chef stellati, pranzo in piazza al Ristorante del Gusto (una delle novità di quest’anno, gestito dal cuoco stellato Herbert Hintner), un laboratorio di Slow Food presso il Centro Papperlapapp sul tema “Cucina senza sprechi”, un pranzo e una cena presso caratteristici maso, visita agli stand del Festival con l’Ambasciatrice del Gusto di Bolzano Antonia Contato, con particolare attenzione alle 4 Specialità dell’Alto Adige: Mela Alto Adige IGP, Speck Alto Adige IGP (indicazione geografica protetta), Latte e i Latticini Alto Adige DOC e Vino Alto Adige DOC (denominazione di origine controllata); stand che si estendono lungo (e largo!) le vie, da Via Argentieri e da Via della Mostra fino a Piazza del Grano a partire dalla piazza principale, Piazza Walther, cuore pulsante della manifestazione e palcoscenico per molteplici eventi.
Foto 25-05-13 13 10 26Pranzo in piazza: Salmerino cotto nel latte dell'Alto Adige
e miele dell'Alto Adige,
con yogurt e salsina al prezzemolo.
Ideazione: Burkhard Bacher
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Speck Alto Adige IGP
12 in tutto i gruppi di prodotti di qualità dell’Alto Adige che si presentano assieme per la seconda volta grazie al Festival del Gusto. Protagonisti del Festival, infatti, oltre alle note Specialità Alto Adige, sono i prodotti da forno, la verdura, i piccoli frutti come fragole e fragoline, ciliegie e lamponi, il miele (miele millefiori, miele di rododendro, miele di tarassaco e miele di bosco, tra i mieli più caratteristici dell’Alto Adige), la grappa, i prodotti da frutto (succo di mela, confetture, frutta essiccata…) e, importante new entry, la carne bovina dell’Alto Adige, da quest’anno entrata a far parte dei prodotti di qualità altoatesine.

Innumerevoli forme e varietà di pane inebriano i sensi per il profumo, il sapore e la bellezza: (il più conosciuto e amato) Strudel di mele, (il mio adorato) Zelten, Schüttelbrot (pane croccante di segale), Pusterer Breatl (pagnotte venostane in coppia), Vinschger Paarl … pani dal nome antico che raccontano storie di passato e di tradizione.
E la verdura? Sempre di stagione, cresce in pieno campo e in pieno sole, all’aria pura di montagna ed è coltivata in zone tra 800 e 1.650 m di altitudine: Val Venosta, Val Passiria, Val Martello, Renon, Valle Isarco, Val Pusteria (rinomate le patate di questa zona) e Alta Val di Non.

E le mele… ah!, le mele…! No perché, sapete, c’è mela e mela. Se parliamo di mele dell’Alto Adige, parliamo di ben TREDICI varietà di mela (due in più rispetto lo scorso 2012) ciascuna insignita del riconoscimento IGP. Vale a dire, tredici varietà di mela ciascuna certificata, tutelata e controllata. In altre parole, tredici varietà di mela dal sapore unico, sane, fresche, sicure. (E scusate se continuo) Le due new entry sono Pinova e Topaz: la prima, dal sapore molto aromatico, è dolce e insieme aspra; ha polpa succosa, soda e croccante. La seconda, la Topaz, dalla polpa anch’essa molto soda, ha un sapore fresco e piacevolmente acidulo.
Parlando di vini, i Vini Alto Adige Doc si sono uniti anche quest’anno alla kermesse del gusto dell’annuale "Mostra Vini di Bolzano" e del "Simposio Internazionale del Gewürztraminer", evento che si svolge a Termeno e che anticipa l'apertura della Mostra Vini.
La Mostra Vini di Bolzano è una perla del Festival del Gusto Alto Adige. Per tre giorni consecutivi lo storico Museo Mercantile e il Parkhotel Laurin (l’hotel dove abbiamo soggiornato) sono i centri per eccellenza della più tradizionale Mostra Vini di Bolzano, che include eventi collaterali come l’esclusiva Wine Party Alto Adige e la Swinging Bubbles, Colazione allo spumante, eventi ai quali abbiamo partecipato ed entrambi ospitati dall’Hotel Laurin. 
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Tornando al programma della tregiornidigusto a Bolzano, tra i laboratori più interessanti (a livello di esperienza personale e ‘pratica’), il corso di cucina insieme allo chef Luis Haller del Relais & Chateaux Castel Fragsburg (sopra Merano), insignito dalla stella Michelin, col quale abbiamo preparato una ricetta di sua ideazione: Gnocchi di patate della Val Pusteria e ortiche con carciofi e Speck Alto Adige IGP.
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Capita poi di spostarsi anche solo un poco dal centro di Bolzano e trovarsi in luoghi che sembrano fuori dal mondo: meravigliosamente immersi nella natura, a offrire paesaggi mozzafiato. È il caso di Terlano (BZ), località che ospita il maso Oberlegar della famiglia Schwarz.
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Questo maso è particolarmente conosciuto per i piatti di asparagi bianchi (Margarete) del proprio orto. In primavera ci sono diversi primi piatti di asparagi, tra cui il risotto e gli asparagi con prosciutto (prodotto dal signor Schwarz), salsa bolzanina e patate lessate.
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Tripudio di asparagi bianchi. Canederlo alle ortiche ricoperto di salsa all'asparago bianco Margarete (il top), risotto con asparagi bianchi e verdi, strudel con asparagi bianchi, spinaci e prosciutto.
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Asparagi, salsa bolzanina, salsina al rafano, prosciutto, patate lessate.
maso oberlegar dolceCanederlo caldo alla fragola con gelato alla vaniglia e salsa alla (e a forma di) fragola (qui niente asparagi, ve l’assicuro;).
 
In occasione della chiusura della Mostra dei Vini, il Parco del Laurin ospitava Swinging Bubbles, una colazione con spumante dell'Alto Adige dove, oltre al buffet per la colazione, i produttori di spumanti altoatesini offrivano i loro prestigiosi spumanti. Il tutto accompagnato da una piacevolissima musica jazz degli "Alamnouche“.

A metà mattinata ci siamo incamminati verso la Funivia del Renon per raggiungere la località Soprabolzano e proseguire infine con una bella scampagnata tra lama e alpaca, montagne e vallate verdi, fino al maso Kaserhof per il pranzo.
La passeggiata fino al maso è stata particolarmente rigenerante e mi ha dato modo di pensare a tante cose grazie anche a qualche chiacchierata. C’è tanta meraviglia su cui riflettere e di cui vale la pena accorgersi ed io di quella meraviglia ne ero piena, così piena da non riuscire a fare a meno di fotografare. Al tempo stesso mi premeva la consapevolezza di non poter essere in grado di rappresentare appieno tale meraviglia… si può essere anche eccellenti fotografi (cosa che io non sono) ma la Natura resta qualcosa di inarrivabile. Ciononostante permane un senso di
incapacità al non-fotografare quando ti accorgi che tutt'attorno c'è tanta, quasi troppa bellezza da togliere il fiato o meglio, da ridarti la voglia di respirare, nonostante l'umana incapacità di ritrarre l'immensità della Natura. È allora che viene da dire "Quanto Bene!", come ha esclamato un’amica. Foto 30-05-13 08 54 54 Foto 30-05-13 08 02 19 Seguirà un post di sole fotografie scattate con la reflex (e un altro ancora con la ricetta dello chef Luis Haller)… per ora accontentatevi di questi scatti dal cellulare ;)

Vorrei concludere scrivendo due parole sul ParkHotel Laurin. Vivere il Laurin dà forte dipendenza, ve lo dico. Al Laurin ho trovato le più confortevoli comodità e desiderabili bellezze che potessi desiderare.  Un’oasi di piacere in tutti i sensi. In tutti i sensi.
Ambiente elegante, caldo, accogliente. Il leggendario LaurinBar è come un’unica grande opera d’arte: gli splendidi affreschi in stile Liberty, così come anche lo stile dell’ambiente, la musica di sottofondo, la luce soffusa… rendono l'ambiente intimo e raffinato. Le camere dell’hotel sono in stile retrò, ognuna arricchita da quadri originali di artisti risalenti al XX secolo. Lussuosi e moderni i bagni in marmo rendono l’arredamento ancor più prezioso e unico.
E il parco? Una riserva naturale! Un verde curatissimo dove spuntano meraviglie di ogni genere: archi di rose rosse o gialle, piante e preziose sculture; appositi spazi dove pranzare all’ombra, sorseggiare un cocktail, fare un bagno in piscina o semplicemente una passeggiata.

Ed è in questo contesto tra Art Nuoveau e opere originali d’arte moderna che si integra perfettamente l’offerta e la filosofia della cucina dell’Hotel. La brigata di cucina, capitanata dallo Chef Manuel Astuto, propone piatti creativi e originali che mai perdono il legame con il passato e la tradizione, con i sapori alpini e i gusti mediterranei.

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Alto Adige/Südtirol organizza originali e interessanti eventi a tema gastronomico e culinario che ruotano attorno all’informazione e alla cultura dell’Alto Adige. Da un’idea di Alto Adige Marketing nascono “I salotti milanesi”, un modo insolito e intelligente, oltre che interattivo, per far conoscere il territorio.
“Una location speciale a Milano, un personaggio altoatesino diverso per ogni cena, uno chef stellato e non, dell’Alto Adige, inviti a media mirati e … ottimi vini altoatesini: ecco la ricetta dei salotti altoatesini” organizzati mensilmente nel salotto-laboratorio allestito nello spazio espositivo Dream Factory in corso Garibaldi a Milano.
Un esempio? “LA FARINA d’alta montagna. Grano, segale, farro, mais, grano saraceno…”, un incontro dedicato alla competenza alpina e ad uno dei grandi temi del 2013. Riscoprire la farina, sentire e coglierne tutte le particolarità. Conoscere la storia, la cultura e le ricette altoatesine, come anche la grande varietà di pani diversi. Infine trasformare la materia prima e gustarla (
insieme allo chef Herbert Hinter).