fiOrdivanilla ° CucinArt *

domenica 15 novembre 2009

Panini alla ricotta con farina di Kamut (a lievitazione naturale)

Questi panini hanno la loro storia (ma non la racconterò per filo e per segno, sta volta no GIURO!)… tempo fa ero capitata su una delle tante belle pagine del sito di FrancescaV. Attratta da quei panini così belli, sono stata ulteriormente colpita dagli ingredienti. Pochi, gustosi e buoni. Ricotta, strutto (o burro), semi di sesamo… la prossima volta proverò senza burro, magari aggiungendo un poco più di ricotta, credo verranno ugualmente buoni (ormai ho capito più o meno come lavorare con la pasta madre:).
Panini alla ricotta con farina di Kamut (a lievitazione naturale) - image @ Manuela VielAlla fine del post di Francesca mi sento direttamente (e involontariamente) chiamata in causa:

A chi va di riprovare questa ricetta sostituendo il lievito di birra con la pasta madre?

Ed è così che mi sono cimentata in questi buoni e morbidi panini, dall’ottimo risultato, saporiti e sostanziosi, adatti per una golosa merenda perfetta anche per i bambini (li vedo bene anche da usare in versione merenda-dolce) o da accompagnare ad un pasto, oppure da mangiare (ancor meglio) così, in tutta la loro naturalezza e bontà. Perché hanno gusto, non c’è che dire. Io ve li consiglio vivamente.
In origine questa ricetta prevedeva una
treccia, ma io li ho preferiti così, monoporzione, da regalare o da portare in tavola della serie… ‘ad ognuno il suo’!

Io li ho fatti un po’ più grandicelli rispetto a quelli di Francesca; inoltre la ricetta l’ho modificata un po’, sia per la presenza della pasta madre anziché del lievito chimico, sia perché lì per lì mi andava di apportare qualche mio piccolo personale accorgimento, anche in fatto di farine utilizzate :)
Ed eccola qua dunque la mia ricetta… Franci, è per te :)

Panini alla ricotta con farina di Kamut (a lievitazione naturale)
Ingredienti:
350 gr di farina 0
150 gr di farina di Kamut (*)
270/280 gr di pasta madre (*)
circa 200/220 di acqua naturale tiepida (circa 150 subito per sciogliere la pm e il resto a poco a poco fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo) (*)
125 gr di ricotta light
25 gr di burro
1 cucchiaino di miele (meglio il malto se lo avete)

2 rametti di rosmarino o più, precedentemente staccato dal gambo e frullato fino a renderlo fine fine e a questo punto frullato ulteriormente con
2 cucchiaini abbondanti di sale

Fate una piccola fontana e sciogliervi al centro il lievito e lo zucchero con l’acqua intiepidita; scioglietelo schiacciandolo bene con le dita meglio che potete prima di aggiungere gli altri ingredienti.
Una volta sciolto al meglio il lievito, aggiungete un po’ di farina dai lati e impastatela un poco; aggiungete ora la ricotta e continuate a impastare con il resto della farina.
Aggiungete ora il resto della farina e impastate per bene lavorando a a lungo. quando l’impasto si sta formando aggiungere il sale al rosmarino, amalgamare ed infine aggiungere il burro (o lo strutto). L’impasto finale risulterà liscio e morbido, o almeno così dovreste ottenerlo.
Mettete l’impasto in una ciotola e copritelo con un canovaccio inumidito di acqua calda (inumidito, non bagnato). Riponete in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria (il forno con sportello chiuso va benissimo, magari tenendo accesa la lucina così che ci sia un minimo di innalzamento della temperatura), altrimenti appoggiato sopra al frigorifero o altro apparecchio ‘in funzione’ che abbia il motore che emette calore.
Lasciate lievitare fino a raddoppio (occorreranno circa 3 ore ma anche di più o può darsi di meno, dipende tutto dalla temperatura).
Una volta raddoppiato di volume, riprendere l’impasto e formare dei panini della grandezza che desiderate (ricordate che i tempi di cottura ovviamente cambieranno!); appoggiateli ad una certa distanza l’uno dall’altro su una teglia da forno ricoperta di carta forno. Fate attenzione davvero a distanziarli, altrimenti vi ritroverete dopo la seconda lievitazione dei panini lievitati simili a gemelli siamesi.
Formando i panini ricordate che la parte “ripiegata” dell’impasto è quella che dovrà poggiare sulla carta da forno. Quindi in poche parole la parte ripiegata dell’impasto deve essere sotto e la parte ‘liscia’ sopra. Coprite i panini e lasciateli lievitare ancora. 

Portate il forno a 200°.

Scoprite i panini, pennellateli con del latte e ricopriteli di semini di sesamo (anche quelli di lino ci stanno molto bene). Io per ricoprirli bene li ho capovolti delicatamente poggiando direttamente la parte sopra su un mucchietto di semini. Sempre molto delicatamente!

Quando il forno avrà raggiunto la temperatura,  infornate i panini e portate subito il forno a 180°. Cuocete per circa 35 minuti. La cottura di riferimento è 35 minuti, ma può essere terminata poco prima se i panini sono più piccoli. Tenete presente che dovranno apparire un poco colorati sulla superficie, quindi regolatevi anche da questo dato : )

-°-°-°-°-°-°-

Note(*)
Kamut: per la farina potete tranquillamente usare al 100% quella di kamut o variare le dosi di una e dell’altra a vostro piacimento. Io ne ho usata in una piccola parte perché non sapevo gli “effetti” della farina di Kamut.. ora che la conosco meglio (ha un’ottima lievitazione ad esempio) so per certo che è un’ottima farina da usare nei lievitati.

Pasta madre: potete usarne anche solo 250 oppure 300, a seconda di quanto tempo volete/potete lasciar lievitare. Per lievitazioni più brevi = più pm; lievitazioni più lunghe meno quantitativo di pasta madre. Io personalmente vi consiglio lievitazioni più lunghe e meno pasta madre.

Acqua: la quantità dipende dall’assorbimento della vostra farina.

Considerate, inoltre, che se usate una farina integrale, per esempio, userete un po’ più di acqua (perché ne assorbe di più di quella normale)
e avrete delle lievitazioni un po’ più brevi.

*

Consigli
Prima di adagiare i panini appena formati sulla carta da forno, ho cosparso questa di farina di mais fine (non quella precotta ovviamente!) così al momento di ‘spostarli’ per appoggiare la superficie dei panini sui semini di sesamo, non mi avrebbero dato problemi di
‘appiccicamento’ :D E poi anche per un altro motivo: prima di infornare il pane io adotto sempre un mio rito: sollevare un po’ le forme del pane per staccarle un po’ dalla placca sulla quale si saranno appiccicati per bene durante la seconda lievitazione (dalla placca o, per dire, dalla carta da forno). In questo modo ritengo cuociano meglio.

venerdì 13 novembre 2009

Corso di Cucina toscana (le zuppe)

Laura Giusti. Vi dice qualcosa questo nome? ah no? Beh, fate un corso insieme a lei e poi ne riparliamo.
image foto © Giuliano Ubezio

Laura si è raccontata parlandoci un po’ di sé. E sapete, mi ci sono ritrovata in molte cose. Lei, laureata in Lettere, io non ancora laureata ma nella stessa facoltà, con la sola differenza che io ho deciso di seguire il corso di Laurea in Sc. Umanistiche per la Comunicazione. Il resto della storia ha più o meno il suono della stessa musica.

Tra gli archivi storici della sua università (presso l’Università di Siena) si imbatte in libri di cucina, iniziando così a ricercare ricette, soprattutto ricette antiche. E’ bellissimo saperla così, ricercatrice di ricette ‘storiche’, millenarie, dagli antichi sapori, tradizioni e culture. Mi piace pensarla lì ad un grosso tavolo in legno, color ebano, con la mente quasi isolata dal resto del mondo e persa e concentrata tra le pagine ingiallite di quei libri, sfogliando, leggendo, segnando pagine, prendendo appunti, trascrivendo note.

Si appassiona a questo mondo, senza sapere che in fondo la passione per la cucina era nel suo DNA, riconoscendo successivamente il suo amore incondizionato per il mondo gastronomico che ben presto si manifesta ed evolve in una “vera e propria vocazione per il cibo e l’arte di ricevere gli ospiti”
.

Laura Giusti è una chef … anzi no, prima che chef è donna fenomenale. Con uno spirito e carica coinvolgenti. Una simpatia contagiosa. Un sorriso splendente e una tale passione per la cucina, in particolare per la sua cucina toscana, che non lascia spazio alla neppur minima possibilità di rimanere annoiati o disinteressati di tutto ciò che spiega e che fa.
Non solo si è data alla spiegazione della preparazione di ogni ricetta – sarebbe stato poco utile se così fosse stato, almeno per me che non è la sola cosa che cerco in un corso di cucina, onestamente – ma anche alla storia e alla tradizione di ogni piatto proposto nel menù della serata. Ero attenta a piacevolmente coinvolta.

Le zuppe toscane apparentemente semplici, povere, sono invece una sinfonia di sapori e di consistenze. Nella Toscana di 50 anni fa si cucinava senza fretta ciò che orti e raccolti offrivano, in base ovviamente alle stagioni.
Se si pensa alla zuppa, si pensa al contempo e quasi involontariamente al pane, ingrediente principe ed essenziale di questa portata. La cucina del pane a Firenze per esempio non è mai stata abbandonata nemmeno nell’Ottocento da monsù francesi… parliamo certamente della squisita e saporita zuppa di cavolo nero e della ribollita - sua prosecuzione – della pappa col pomodoro, resa nota dalla bellissima novella di Gian Burrasca, preparata con pane, aglio, prezzemolo, sale, basilico, olio e pomodoro, della panzanella, realizzata con pane inumidito nell'acqua e sminuzzato con verdure, del cavolo con le fette, del pan con l’olio e il pan con l’aglio, la fettunta , i cento e cento crostini…
Dico Firenze perché è qui che è possibile gustare sì la cucina tipica fiorentina ma specialmente la cucina Toscana. Firenze fin dai Tempi è sempre stata un'eccellenza culinaria basata sulla semplicità delle preparazioni e sul rispetto dei sapori naturali di materie prime di ottima qualità. Gli elementi cardine impiegati per accrescere di sapore e di profumo i piatti sono l'aglio e le erbe aromatiche, come ad esempio il rosmarino che, in Toscana, trova uso e ornamento in quasi ogni preparazione (persino nel castagnaccio).


Ultima nota di ‘carattere’ va al pane toscano e all’olio. Il primo caratterizzato dalla sua pastosità e sapore, essendo completamente privo di sale, sicché la cucina toscana (e quella umbra) sono caratterizzate da cibi molto saporiti. Ecco dunque che il pane, ‘neutro’, tende ad esaltare e valorizzare tali sapori.
E l’olio di oliva? Un grande interprete della cucina toscana, con il suo sapore corposo esalta ogni pietanza senza mai tradirne e alternarne il sapore. Così risulta essere condimento ideale per verdure crude e cotte, soprattutto lessate, ma anche per minestre e zuppe di legumi tipiche.

I piatti toscani – ergo, zuppe – della serata sono stati: la carabaccia, la zuppa dei vescovi tarlati, la garmugia, la sbroscia…..
Dovrei vergognarmene forse, ma non è così, sono sincera: non ne conoscevo neanche uno sotto questi nomi … poi leggendo, leggendo… qualcosa ho riconosciuto! Però si sa, luogo che vai, piatto (e nome) che trovi…

La carabaccia …
Quando si parla di zuppa di cipolle viene subito alla mente la famosa “Soupe à l’oignon”. Tuttavia, capostipite di tutte le moderne zuppe di cipolle può essere considerata la fiorentina Carabaccia.
Pensare che la ricetta originale – che risale al Rinascimento – è stata quasi dimenticata poiché si crede che oggi non sarebbe più tanto gradita: infatti l’antica e originale ricetta prevedeva mandorle, zucchero e cannella.
Sapete che vi dico… a me invece ispira tantissimo! E poi la cipolla bianca con la cannella e le mandorle.. hmm! Dev’essere proprio deliziosa!! Invito Dada e Patrizia a provarla! :) Già così in tutta la sua semplicità, è comunque fantastica a dir poco. L’accortezza suggerita dalla Chef Laura per addolcire la cipolla mi è stata di grande utilità. Non conoscevo questa ‘tattica’, per me è stata una novità. Sapevo dell’ammollo nel latte, ma questa no… Bisogna incidere la cipolla con una croce e immergerla in acqua fredda, portarla poi a ebollizione e lasciarla cuocere lasciandola al dente, cotta ma assolutamente al dente. La si scola, si lascia raffreddare e infine la si taglia a listarelle sottili come richiede la ricetta. Così la cipolla rimane gustosa ma non lascia quel sapore decisamente ‘tagliente’, troppo forte, caratteristico della cipolla ‘a crudo’. Rimane “solo” tutta la dolcezza del suo sapore e perché no… delicatezza a questo punto. Una cipolla delicata e amabile oserei dire, sì, proprio come un vino. Messa in brodo, non troppo, il giusto, senza neanche arrivare alla totale copertura delle cipolle e poi accompagnata dal abbondante formaggio grattugiato (parmigiano e/o gruvyère – che io però non ho fatto aggiungere) infine gratinata al forno… sensazionale.

La zuppa dei vescovi Tarlati …
La ricetta di questa zuppa di pollo ha forse dato origine alla francese soupe à la reine .
Ha un gusto delicato e gli elementi che la compongono sono tipici del periodo nel quale si suppone sia nata, il 1300. Guido Tarlati, un potente vescovo aretino, caposaldo del mangiar bene, pare abbia portato alla Corte Papale Avignonese la ricetta di una zuppa che si dice fosse proprio questa, la zuppa di pollo.

'mamma mia quanto sa di pollo e quanto è buona!" non so bene come spiegarvelo, ma il sapore del pollo e non altro si sente, pollo in stato liquido anzi, vellutato (così come la chef tanto desiderava! Infatti si può non passarlo a mo’ di crema e lasciarlo in pezzetti oppure, come abbiamo fatto noi, passarlo benissimo al setaccio dopo averlo frullato a lungo e ottenere una crema perfetta senza un minimo di grumo). Una prelibatezza, giuro. Mi è piaciuta da morire.
Insomma si tratta di una vellutata (o zuppa, se lasciate il pollo in pezzi), impastata on panna fresca e con una besciamella ottenuta con un roux bianco e del brodo quanto basta per ottenere una buona consistenza. Viene infine servita con pezzetti di pane (teoricamente) fritto (praticamente io lo eviterei e lo farei semplicemente arrostire… ^-^) e con un’ulteriore aggiunta alla crema di filetti sottilissimi di pollo.

La descrizione delle altre preparazioni la lascio segreta : ) scherzo.. semplicemente non ho ulteriore tempo da dedicare a quelle prelibatezze che descriverei molto molto volentieri… Vi lascio solo dicendovi dell’ultima preparazione, la sbroscia: è un’antica zuppa che pare ancora in uso nei conventi francescani. E’ un piatto molto povero ma tra i piatti poveri credo il più gustoso. A base di zucca mantovana (quella buona quindi, più scura, carnosa e dalla buccia spessa) e fagioli borlotti… poi un soffritto leggero di sedano, carota, cipolla… dell’aglio… e poi prezzemolo, salvia e del pane casalingo. Una bontà, corposa, gustosa, saziante.. è – per i miei gusti – quella che ho preferito.
Per quanto riguarda la zucca si può passarla insieme ai borlotti con un frullatore ad immersione (i borlotti vanno levati dalla fastidiosa pellicina se lasciati interi) oppure lasciata a pezzettoni (così come io amo gustarla)… ma l’avevamo capito tutti: Laura l’avrebbe volentieri passata tutta al setaccio anche questa come quella di pollo! Solo che questa volta la maggioranza la voleva a pezzi! Laura perde, 1-1 palla al centro :)


Verso le 22.20 cominciamo ad accomodarci stanchi ma contenti e soddisfatti alla tavolata, sfarzosamente arredata e adornata da colori, piatti, bicchieri e ornamenti favolosi, il tutto in tema assolutamente autunnale. Quindi castagne, foglie dai colori giallo-arancio-marroni… Tra una portata e l’altra, chiacchiere, risa… e chi più silenzioso, chi meno, chi assaggiava le zuppe scottandosi ad ogni cucchiaiata e, non contento, continuando a scottarsi anche al successivo e a quello dopo ancora (qualcuno si riconoscerà in questo, vero G.!?!?)… ed io che mi divertivo come una matta a guardarlo ustionandosi palato, pareti della bocca, lingua e tutto ciò che poteva! .. non ne voleva sentirne mica di andare più adagio! “Colpa” sicuramente delle zuppe, della loro irresistibile bontà :)
Per finire, una torta di crema al cioccolato fondente accompagnata con salsa di lamponi, la famosa torta – squisita – che fecero ‘in real time’ le Sorelle Simili alla
presentazione del loro ultimo libro, sempre a Casa di Mela.

Il tutto si è svolto, devo dirlo, in un clima di perfetta armonia. Complice l’allegra e piacevole compagnia, che hanno trasformato le ore trascorse insieme in una piacevole, divertente e interessante serata. Ma a Casa di Mela, questi sono solo alcuni dei tanti ingredienti che non vengono mai a mancare.

° – ° -° – ° -
Ultima news a Casa di Mela: per chi fosse interessato (come me), a grande richiesta Mela e Giuliano, insieme a Laura, sono riusciti a incastrare orari e tempi e riproporre il corso di Laura Giusti “Buoni, facili, soprattutto… rapidi!. E con questo sono al quarto appuntamento sullo stesso tema!
Il corso è previsto per il giorno sabato 14, ovvero domani, alle ore 9.30 della mattina. Per partecipare contattatemi o scrivete a Mela e Giuliano andando sul
sito dell’associazione.
° – ° -


Solo alcune delle immagini delle serata, alcune preparazioni. Quelle del ‘gruppo’ sono ancora in fase di elaborazione da Giuliano, quindi non ho fatto in tempo a metterle.. Intanto vi lascio con queste poche.. ma buone! Grazie a Giuliano per le foto.

carabaccia formaggio gratinata al forno
Carabaccia con formaggio, gratinata al forno

garmugia

garmugia

zuppa dei vescovi tarlati

zuppa dei vescovi tarlati

sbroscia

sbroscia

martedì 10 novembre 2009

Confettura di susine e spumante

Da qui in avanti seguiranno post ben poco epopeici come lo sono stati per la maggior parte quelli finora scritti.
Non ho tempo. Questo è tutto. E mi sono decisa a sorvolare l’ossessione da post-monologo senza il quale non pubblico la ricetta. Mi sembra una cosa un poco sciocca (ok, molto).. a volte ci sono altre priorità e tutti lo sappiamo. Quindi torneranno i momenti in cui avrò possibilità di dilungarmi come amo fare. Intanto vi comunico che non ho modo di correggere le mie fotografie, perché ho il computer riformattato da poco meno di un mese e non sono riuscita (non avuto tempo, aridaje) a reinstallare tutti i programmi, tra cui photoshop. Quindi… vi accontenterete (imperativo) di questi obbrobri. Tra l’altro il portatile che uso ha i colori del desktop sballati, per cui non riesco nemmeno a visualizzare correttamente il colore e la temperatura delle fotografie che faccio. Pensate che bello per me: dal tentativo (mai neanche sfiorato però, s’intende) di perfezionare post e immagini, al decadimento più totale. No comment.

Confettura di susine  image © Manuela Viel
Questa che vi propongo oggi non è tra quelle che ho ‘archiviato’ in questi ultimi mesi, assieme ad altrettante fotografie (che posterò di giorno in giorno, più avanti; chissà perché vado sempre a ritroso). Risale appena a ieri …

Prima però alcune cose vorrei raccontarle, fintantoché il tempo me lo consente (almeno oggi…). Intanto l’altro ieri sera, ovvero domenica, ho passato una serata stupenda. Sì, voglio dirvelo perché per me da sei anni a questa parte (ve lo confido spudoratamente) non mi è più capitato di passare interessanti serate in compagnia di un ragazzo diverso dal quelli che comunemente mi capita di consocere. Chi mi conosce un pochino conosce, ahimè, anche la mia teoria sugli uomini (dovrei scriverne un libro forse?). Ci tengo però – scusatemi se lo faccio, potrebbe apparire cosa non gradita – che non vi affrettiate in conclusioni please, perché per ora vorrei specificare non c’è alcuna concluse da trarre. Ciononostante voglio scrivere quello che davvero è stato per me, ossia una serata speciale, con una persona altrettanto speciale e una sorpresa dopo l’altra che mi hanno colto impreparata e di conseguenza meravigliata, perché sono state graditissime e del tutto inaspettate. Trovo che le sorprese più belle siano proprio quelle che meno ti aspetti. Sapete, ogni tanto vi capita vi sia fatta una sorpresa ma che, bene o male, ve l'aspettavate già in modo o nell’altro. Io invece non mi aspettavo nulla di tutto ciò, nulla. Non starò qui a parlarvi di noi ovviamente, ma semplicemente della prima bellissima sorpresa che mi ha riservato la serata: il ristorante
La Piazzetta di Montevecchia, in Brianza, premiato come miglior ristorante della provincia di Lecco. A parte il fatto che non mi faccio influenzare da guide, premiazioni, etc. Tant’è che lo conoscevo, sì, ma non bene come ora, essendomi documentata per ben benino soltanto una volta dopo esserci stata.
Così come la descrisse Mario Soldati, “E’ tra le più belle posizioni di tutta la Brianza: uno spalto altissimo, un balcone che si erge, fuori dalle nebbie" a 24 kilometri dal Duomo di Milano, questo borgo si trova in uno dei rari scorci intatti di Brianza.

l ristorante è gestito da Walter Stuerz, una persona davvero piacevole con cui parlerei per ore e sua moglie Marinella, dalla dolcezza unica, impossibile non percepirla appena la si incontra. Questa adorabile coppia ha aperto il ristorante nel vicino 1998 e dal 2003 collabora con loro lo Chef Riccardo Crepaldi.
Il ristorante è raccolto, accogliente, ordinato, pulito, luminoso; è composto da una saletta che offre all'incirca 25 coperti che variano a seconda delle stagioni, come ben i tiene sottolineare Walter: ogni stagione propone frutti, verdure e ortaggi diversi.

Non si può pensare di trovarvi accompagnamenti o dolci al melone in pieno inverno, oppure trovare un gelato di castagne o un piatto con funghi ad aprile o maggio. I piatti seguono le stagioni e non viceversa. Se dico ciò, è perché c’è gente che di richieste del genere ne fa e pretende PURE di arrabbiarsi capite? Sì, è così. E Walter lo ha confermato.
In ogni caso noterete, dal menù in pdf presente nel sito, che i piatti variano di giorno in giorno, magari non sempre tutti, ma variano in un modo tale da avere, nel giro di un mese, un menù completamente nuovo.

Nella bella stagione si può godere di un panorama mozzafiato sulla Brianza, da una piccola balconata sulla quale è possibile prendere posto. E che panorama! Lo si intuisce dalle foto che potete vedere nel sito, ma io stessa vi assicuro che anche in tarda sera, un fitto buio intriso di luci colorate è uno splendore, da lasciarci occhi e cuore.

La cordialità e la simpatia di Walter (mi ha concesso il "tu" informale, non me lo sono presa io! Quindi ne approfitto. Vero "Sig." Walter??:) ci ha permesso di vivere dei momenti da veri protagonisti, con tutte le attenzioni di cui un ospite/cliente è certo lusingato di avere in momenti come quelli, pur sempre con assoluta riservatezza. Si vede la sua competenza e la sua esperienza: è attento, capace, esperto. E' un’ottima persona, non c'è che dire, mi ha colpito sin da subito per il suo porsi con delicatezza e prestigio.

Ora passiamo al menù della serata. Non tutto, non lo ricordo purtroppo. Ma almeno quello che abbiamo ordinato noi... con tanto di vino - dal nome alquanto difficile da pronunciare - decisamente perfetto e secondo me molto azzeccato con le pietanze scelte (scelto esclusivamente da Roberto, mi sono lasciata tranquillamente consigliare e convincere).

Una volta entrati e diretti al tavolo, ho notato che aspettava solo soletto ma impavido, un sacchettino dalla bella carta, quella carta rustica, scura, proprio come piace a me, contenente dei grissini e del pane particolare, tipico del Trentino Alto Adige (rinomato quello della Val d'Ultimo): pane di segale al cumino. Croccante, simile ad una schiacciata. Davvero buono. Io non mangio mai pane, o quasi, ma quello mi ha proprio tentato.. dal colore dorato, dal profumo deliziosamente speziato.
Come pre antipasto ci è stato portato un assaggio di trancetto di pesce spada tiepido, appena scottato su dell'insalatina condita con dell'olio (secondo me) aromatizzato e pinoli, con uno spicchiettino di arancio e un assaggio di mousse di barbabietola.. divino.
Pesce spada Antipasto. Entrambe abbiamo scelto un carpaccio di orata del mediterraneo tiepido, con pesto di sedano e salsa di pomodoro e capperi; un incanto di bontà. Tiepido e di una morbidezza indescrivibile che era un piacere assaporarne ogni singola fettina. D'un sapore estremamente buono il pesce, certo, ma anche il pesto al sedano l’ho approzzato moltissimo e che, suppongo, fosse fatto con le FOGLIE del sedano, perché era molto buono e profumato.
Carpaccio 1 Carpaccio 3

Il Primo non lo prendo mai, quindi sono passata al secondo: per Roberto un zuppa di pesce con crostini di Plenta di Storo credo si chiamasse, e se vorrà renderci partecipi del suo parere sulla zuppa gliene sarei infinitamete grata (nonostante io sia a conoscenza della sua riservatezza:).
Io invece: triglia farcita con patate, carciofi e capperi con capesante panate, il massimo che potessi desiderare. Il
Trigliasapore forte e deciso della triglia che racchiudeva una purea delicata e piacevole di patate. Attorno, delle capesante panate – tra le mie preferite dopo il mio viaggio in Francia a Sain Malo – e altri carciofini con gambo, sottili, insieme a capperi e cubetti morbidi di patate.



Gelato di castagne







Pastine


Per finire in dolcezza, Robi ha scelto, tra i vari dolci, un gelato di castagne proposto con un accompagnamento di sciroppo di mosto e sfoglia di caramello. Semplicemente delizioso - ha detto - perfetto come dolce autunnale.

Caffè, pastine varie…

Cosa dire... ero sazia in tutti i sensi. Sazio il palato, lo stomaco, la mente, l'olfatto... e la vista. I miei sensi erano letteralmente e completamente sazi. E poi una bottiglia di vino, Tipico del Trentino Alto Adige, Gewürztraminer “Kolbenhof” (sù coraggio dai, pronunciatelo! E con l’accendo/cadenza in dialetto però, sennò non vale). Come dicevo, l'ho trovato delizioso. Dal color giallo paglierino, dal sapore complesso. Non estremamente secco ma nemmeno il contrario, di un dolce floreale, infine equilibrato.


Ieri sono stata a Golosaria, bellissimo evento ma, scusatemi, non ho tempo di parlarvene. Ho fatto molti incontri interessanti, tra cui il piacevole re-incontro con Walter e sua moglie Mirella: aveva detto a me e Roberto che ci sarebbe stato anche lui a Golosaria, lunedì, ma non mi sarei mai sognata di incontrarlo nuovamente.. E’ stata una bella sorpresa e una piacevole occasione per un’altra interessante chiacchierata.
Una nota di merito va in particolare ad un produttore della Lombardia che ha attirato la mia attenzione: la macelleria Da Pinuccio, che vanta di carne di altissima qualità come la borroeula, uno dei piatti tipici della Brianza, che ricorre nel periodo in cui si insacca il maiale. Per questo piatto popolare della Brianza contadina, è necessario il focolare perché la borroeula va cotta sotto la brace, in bornis proprio come la castagne arrostite, chiamate boroeul. Poi lardo aromatizzato, patè di fegato di vitello, bresaola… e che bresaola! E che lardo! Assaggiato persoinalmente ma non prima di aver ascoltato attentamente e con meraviglia tutte le attenti note che Carlo raccontava sulla produzione, sulle particolarià del tipo di taglio, sulla conservazione.. e tante altre preziose informazioni.. E’ un personaggio, un vero e insolito, raro personaggio! E’ senza dubbio il migior artigiano che abbia mai incontrato e avuto il piacere di conoscere e sfido chiunque avesse occasione di conoscerlo a dire il contrario. Carlo Casati, questo il suo nome, è capace di proporre nella sua bottega – situata nella razione di Sartirana, a Merate (Via Cavour, 7; chiuso domenica e lunedì pomeriggio) – un inno goloso alla norcineria tradizionale briazola. Come dice la Guida Critica Golosa 2010 di Paolo Massobrio e Marco Gatti. E ancora: prodotti a partire dall’inimitabile Borroeula, come dicevo prima, ovvero pasta di salame crudo snervata e non insaccata, ideale per essere spalmata su fette di pane, per un aperitivo sontuoso e di qualità. E’ una preparazione antica, che i Casati si tramandano da genereazioni, e che realizzano partendo da carni di qualità assoluta e scupolosamente selezionate. Lo stesso avviene per il salame crudo, la pancetta, il lardo lavorato caldo e per altre specialità a base di carne bovina tra cui il paté di fegato di vitello conservato in gelatina, l’hamburger di vitello con erbette, le valdostane ripiene di formaggio e, soprattutto, l’eccellente (confermo al 100%) bresaola, ricavata dalla sola coscia di manze allevate nella Bergamasca e nutrite esclusivamente a latte. Tutto questo e molto altro.. parlando con lui dal vivo direttamente, si ha l’insolita grande occasione come di ‘partecipare’ attivamente ad un percorso gastronomico delle carni da macello. Un grande personaggio.
Altra nota la meritano quelli di
cioccolato di bruco, brave persone e molto alla mano, simpatiche e disponibili soprattutto. Uno di loro mi ha fatto praticamente fare un percorso di assaggi del cioccolato, briciole oserei dire, briciole di cioccolato ma che, insieme, degustavamo fino all’ultima nota, fino all’ultimo residuo di sapore che permaneva in fondo alla lingua e sul palato… fino alla fine, fintanto che il cioccolato era oramai del tutto sciolto e finito ma il sapore, quello no, le note, quelle no. E sono quelle che si aspettano in un assaggio, sono le note, il retrogusto, la parte finale, quella che ti lascia a fatica, che non ti abbandona, che permane a lungo.. Ecco, quella è essenziale. Così ho assaggiato del cioccolato puro al 75%, molto buono, ma ancor di più lo era il cioccolato fondente al sale, con un mix di sale di Cernia e un altro tipo che purtroppo non ricordo. Poi tanti altri tipi tra cui il gianduia, buonissismo, ma non è il mio ideale (preferisco i puri o comunque i fondenti. Il cioccolato che disprezzo di più? Quello bianco. E lui era d’accordo con me:). Poi Praline al Ciocc’olio: praline di cioccolato Puro Extra Fondente: colore bruno, sapore ricco, complesso, e persistente.
”Ciocc’Olio” unisce il sapore del fondente ad una goccia di Olio Extra Vergina di Oliva, ottenuto dalla spremitura meccanica delle migliori olive delle cultivar Frantoio, Leccino, Ascolana. Molto buono, assai delicato. Non parliamo poi delle Praline Cabosse, un Peccato chiamato Fondente, Gianduia e granella di nocciole. E le Praline Lonzetta di Fico?, cioccolato puro extra fondente al 71% con ripieno di fichi, mosto d’uva e frutta secca. Esterno cacao National 71%, interno composto da un fine impasto di fichi bianchi, mandorle, noci, semi d’anice, dolcificati con mosto d’uva. Il tutto aromatizzato con rum e anice. Ottimo, anzi eccellente, retrogusto. Avrei continuato ad assaggiarlo ancora e ancora solo per sentirlo nel suo peccaminoso ed eccellente “finale”, da applauso.

Orbene.. quasi me ne dimenticavo. La ricetta!!

Confettura di susine e spumante (senza pectina, né mele e senza zucchero)
Proprio ieri ho fatto una confettura di susine come vi dicevo che .. originariamente non doveva essere una confettura ma semplicemente susine cotte, perché a crudo mi erano sembrate troppo acerbe, non buone. Così ho cominciato a cuocere con circa 450 gr di acqua, le susine erano poco più che 4, forse 5, piccole, tagliate a pezzi. Cuociono, cuociono... fino a che l'acqua si riduce quasi della metà... lì per lì le guardavo… e poiù le guardavo più trovavo insignificante quella cottura. Povere – dicevo tra me e me.
Il resto è venuto da sé: ho aggiunto del TIC, dolcificante senza aspartame, il migliore secondo me, poiché non si altera alle alte temperature e non ha retrogusti (vero
Vale?:). Una volta dolcificato.. ho pensato al KUZU riposto nell’armadietto che mia mamma mi aveva preso in sostituzione dell'agar–agar… Niente da fare, non mi era piaciuto come sostituto, l’ho provato nelle mie preparazioni quotidiane ma non ho ottenuto il mio solito risultato. Per farlo avrei forse dovuto usare una dose di maggiore (di molto!) dell’agar e non mi andava sinceramente. In quel quantitativo usato ho ottenuto una gelificazione di gran lunga diversa dalla solita. Non che non fosse bella o buona, semplicemente non come la volevo io. Così l’ho lasciato lì nell’armadietto in attesa di bisogni futuri. A distanza di non troppo tempo – neanche una settimana - ecco che si presenta l’occasione che sembra cascare proprio a pennello! Una preparazione che non volevo gelificasse in modo consistente, ma proprio in quel modo lì, tipico del kuzu… a metà tra addensante e gelificante. Perfetto come sostituzione alla pectina! – ho pensato.

… detto, fatto …
Ho preso un buon mezzo cucchiaino di kuzu, l'ho stemperato in due cucchiai di spumante brut (Pinot Chardonnay) quindi sciolto per bene. Una volta sciolto l'ho versato dentro la composta già ridotta a metà e in continua ebollizione. Ho mescolato bene, sciacquato la scodellina che conteneva il kuzu con un altro goccino d’acqua e versato anche quella nella composta (sono maniacale, anche i ‘goccini’, i rimasugli, i pezzettini sulle pareti di una ciotola… oddio, guai a lasciarli! Non so chi mi sopporterebbe in cucina a parte… me! Ho 3 spatole da cucina, le cosiddette leccapentole … vi dice qualcosa?:D).
Ho continuato a mescolare fino alla consistenza che più mi piaceva.. tenendo in coinsiderazione che poi si sarebbe compattato ancora un po' una volta freddo.
Et voila'.

Confettura di susine  image © Manuela Viel

Non pensavate mica vi avrei lasciato una ricetta così vaga, vero? E’ da me?? :D

Confettura di susine
Ingredienti per un vasetto piccolo:
450 ml di acqua circa (usatene 420 ml e poi aggiungetene, in caso, dell’altra, poca alla volta, fino a che le susine finiscono la cottura)
5 susine (4 se grandi)
dolcificante TIC (q.b., circa 5 – 6 gocce) oppure zucchero (sempre q.b. a seconda dei vostri gusti ma suggerirei non troppo, non deve essere stucchevole di dolcezza, anzi)
due cucchiai di spumante brut (io Pinot Chardonnay)
1/2 cucchiaino abbondante di kuzu

Procedete come ho più o meno descritto sopra. Quindi mettete l’acqua in e le susine tagliate a pezzetti in un pentolino: portate ad ebollizione e lasciate bollire fino a che l’acqu si riduce della metà di quantitativo. Aggiungete il tic o lo zucchero (anche o zucchero di canna starebbe molto bene o della melassa). Assaggiate per regolarne la dolcezza (nel caso dello zuchero aspettate almeno che questo si sciolga! Nel caso del tic non ce n’è bisogno perché è liquido e dolcifica all’istante:).
Sciogliete in una scodellina piccola il kuzu con un goccino di acqua. Aggiungetelo alla composta e lasciate bollire ancora un po’ aggiungendo infine, un minuto o due prima di spegnere il fuoco, lo spumante.
Se prima di aggiungere il kuzu l’acqua dovesse sembrarvi ancora troppa o al contrario troppo poca, aggiungetene qualche goccio ancora oppure lasciate che evapori per un altro po’.
Ho continuato a mescolare fino alla consistenza che più mi piaceva.. tenendo in coinsiderazione che poi si sarebbe compattata anora un po' una volta raffreddata.
Tolto dal fuoco, travasate in un barattolo di vetro a chiusura ermetica (W l’IKEA!).

E' veramente squisita... non me l'aspettavo. A dire il vero non mi aspettavo nemmeno avrebbero fatto questa dolce fine le mie belle susine :) mi è piaciuta tanto come vi piace l’idea delle susine con lo spumante? Beh a me si, moltissimo. E non solo l’idea, ma soprattutto il sapore :) Dopo aver provato lo spumante con una confettura di lamponi extra, polvere di fragole e cioccolato bianco come ripieno di praline di cioccolato fondente, date in dono a
Laura non molte settimane fa, ho pensato che non sarebbe stata male la mia confettura di susine con spumante… e infatti, eccezionale!

Con questa ricetta partecipo alla raccolta Con le dita nel barattolo di
Martina e in collaborazioine con Giallo Zafferano
image

martedì 3 novembre 2009

Casa di Mela – corsi di cucina, eventi, aperitivi…

Oggi vi parlo dei corsi di cucina (e non solo) che si tengono presso la Casa di Mela, sita in Arese, paesello alle porte di Milano eppure apparentemente così lontano, via dallo smog, dal caos.. immerso nel verde, comodamente e facilmente raggiungibile dalle autostrade (uscita Arese).
Casa di Mela Casa di Mela è molto più che una serie di “corsi di cucina”, offre molto altro, sempre relativamente al cibo e alla gastronomia. Associarsi a Casa di Mela dà l’opportunità di partecipare ad eventi, corsi, degustazioni, aperitivi e incontri in Villa…
Ne avevo già parlato qui raccontandovi l’emozionante incontro con le sorelle Simili, uno degli eventi proposti
nel periodo di ottobre; ora ci tengo dare dei tratti più distintivi a questa associazione, che definirei più che una “scuola” .. una Casa. E mai nome sarebbe stato più appropriato che questo, Casa di Mela. Perché è così che ti senti in mezzo a quelle persone e in quel luogo, un luogo ricco in tutti i sensi, di amore e passione per la cucina, che percepisci non appena oltrepassata la porta della Casa.
Sempre nel posto sulle Sorelle Simili avevo parlato anche di Mela, l’iniziatrice di tutto questo, una persona che trasmette solarità già solo col sorriso, fantasiosa, eclettica, creativa.. una persona deliziosa, cordiale e disponibile. 
Mela gestisce l’associazione e i suoi corsi insieme al Dr. Giuliano Ubezio, nonché dietista che lavora nel campo della nutrizione ed alimentazione da 9 anni. Un ottimo e indispensabile supporto in un ambito come quello della cucina e del cibo e dove non vi è sempre il pregio di averlo.

Ci sono poi gli chef naturalmente, tutti altamente qualificati
"offrono sapori e sapere, rendendo i corsi un'esperienza di apprendimento tramite il gusto, il tatto, la vista ed i profumi".

Insomma, l’avete percepito anche voi vero? Un bellissimo ambiente con un team davvero eccezionale. Il
calendario dei corsi offre una vastissima possibilità di scelta; i corsi sono tanti e vari, per tutti i gusti. Come dicevo non si organizzano solo corsi di cucina, ma anche incontri, eventi, degustazioni.. e per citare qualche corso: corso di conoscenza del vino, corso su antipasti, stuzzichini e piatti "Buoni, facili, soprattutto…rapidi!", “Zuppe toscane”, “Torte da forno”, “Pasticceria mignon”, “Pranzo di Natale”...  Per prendere visione di tutti i corsi andate direttamente sul sito, dove troverete tutto spiegato nel dettaglio, compresi prezzi, giorni, orari ed eventualmente i contatti.

Prima di elencarvi i corsi di cucina più imminenti (di questo mese) vi comunico che nei contatti qui sotto indicati, troverete anche il mio indirizzo mail, questo perché è nata una piccola collaborazione con Casa di Mela: per prenotazioni quindi potrete rivolgervi a loro, naturalmente, oppure scrivere a me che vi farò avere di persona, o più comodamente tramite e mail, un invito personale per il tesseramento, indispensabile per poter partecipare ad ogni appuntamento… con la cucina!

Vi basterà stampare e presentare l’invito direttamente in sede oppure è possibile iscriversi comodamente via mail mandando l’invito che vi avrò dato. Il tesseramento prevede una quota di 10 euro.

Contatti:
Manuela (fiOrdivanilla)
fiordivanilla@hotmail.it

Manuela Ducoli
Via S. Pertini 3/24 20020 Arese Milano
casadimela@fastwebnet.it
Tel. e Fax 0293581524 cell.3393881386

Un consiglio che vi do è quello di registrarvi al
sito così da ricevere le newsletter e rimanere sempre aggiornati!


* Alcuni dei corsi di questo mese… *
- Schede prelevate direttamente dal sito -

#Cioccolatini…che passione!

n. lezioni: 1

Il nostro Mastro cioccolataio Giorgio Grilli, mostrerà la tecnica perpreparare deliziosi cioccolatini in casa
Cosa vedremo realizzare: 
    * Mon amour con cuore di passito di pantelleria.
    * Cubo al caffè.
    * Vertigo alla nocciola.
    * Imperial al rhum.
    * Ricci di cornflackes.

Costo: 50 €        Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

Buoni, facili, soprattutto…rapidi!
n. lezioni: 1
Le ricette buone e veloci della Chef Laura Giusti, che offre due possibilità di menù in due giorni diversi… a voi la scelta!
1  * Crostone caldo allo speck.
    * Zuppetta autunnale di ditalini e ceci.
    * Penne integrali alla salsiccia e crema di broccoletti.
    * Bauletti di tacchino con bacon e salvia.
    * Entrecote ai tre pepi.
    * Cavolo bianco, rosso e mele in insalata.
    * Tortino di pere con salsa alla cannella.
    * Mele al rosmarino con gelato di crema.

2  * Tagliere di salumi.
    * Pere al camembert.
    * Insalata di bosco.
    * Maccheroncini ala speck e zafferano.
    * Bavette alla crema di zucca e salsiccia.
    * Spiedini di pollo all'alloro.
    * Filetto di maiale con uva e noci.
    * Spuma di marroni con salsa di cachi.
    * Crema di ricotta e mascarpone.

Costo: 55 €    Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

#Zuppe Toscane
n. lezioni: 1

Un corso alla scoperta delle vecchie tradiazioni culinarie toscane, grazie alla nostra Chef Laura Giusti ( toscana DOC ) che mostrerà ed insengerà le zuppe toscane di una volta, semplici  e povere ma al tempo stesso ricche di tradizione e sinfonie di sapori.

Infatti nella toscana di 50 anni fa, si cucinava con pazienza e senza fretta ciò che offrivano le stagioni e cio' che cresceva nell'orto, tant'è che dicendo zuppa pensiamo automaticamente al pane, ingrediente fondamentale e alla portata di tutti, in particolare quello toscano, pastoso e saporito, pur essendo sciocco, meglio se cotto a legna.
Altro ingrediente fondamentale per una buona zuppa è l'olio d'oliva ... il grande interprete della cucina toscana, che con il suo sapore corposo esalta ogni pietanza senza mai alterarne il sapore,  l'olio "novo" sarà quello che si sposerà meglio con le zuppe.

Ecco perciò i titoli di questo corso: 
    * Carabaccia.
    * Zuppa dei vescovi tarlati.
    * Zuppa di fagioli e baccala'.
    * La garmugia.
    * La sbroscia.
    * Zuppa di carne
    * Zuppa lombarda

Costo: 55 €     Lezione + Materiale didattico + Degustazione

#Torte da forno
n. lezioni: 1

Le mani magiche e la fantasia del pasticcere Caludio Venturini, mostreranno la preparazione di diverse torte... 
    * Torta di sorrento alle noci e caffè.
    * Torta integrale di sfoglia al farro e amarene.
    * Torta soffice di grano duro, zucchero di canna e pepite di cioccolato.
    * Torta lievitata e farcita ale mandorle e limone.
    * Torta di riso al cacao con marmellata di lamponi.
    * Sbrisolona.
    * Crostata di mele all'americana ( extra ).

Costo: 55 €         Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

#Pasticceria Mignon
n. lezioni: 1

Vedremo come si potremmo realizzare in casa i più famosi e classici pasticcini, tra i quali: 
    * Cannoncini alla crema.
    * Diplomatica.
    * Bigne caramellati.
    * Ricottine.
    * Mignon al vino rosso.
    * Tartellette di mele flambate.
    * Crostatine al limone meringate.
    * Mignon al semolino.
    * Ventagli e sfogliatine ( extra ).

Costo: 55 €     Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

#Pane all’agricola
n. lezioni: 1

Questo corso sarà presso il "Ristorante Latteria Agricola di Lainate " e grazie alla Chef Adriana Cardin, metteremo le mani in pasta,  impastando tutti insieme  alcuni tipi di pane, come: 
    * Impasto base per pane.
    * Pane di mais.
    * Pane di zucca.
    * Pan brioche.
    * Pane con patate.
    * Plumcake salato.

Costo: 60 €      Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

#Sushi e cucina giapponese
n. lezioni: 1

Una serata all'insegna della cucina giapponese grazie allo Chef Umberto Zanassi, che tra le sue diverse esperienze lavorative ha trascorso diversi anni presso rinomate cucine giapponesi, scoprendo ed imparando la filosofia e la tecnica della loro cucina.
Ecco cosa insegnerà... 
    * Tempura soba
    * Crema di castagne e salsa di fagioli azuki
    * Sushi
    * Tamagoyaki

Costo: 60 €        Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

#Fornelli in linea - Franco e Giuliano - Autunno
n. lezioni: 1

Una lezione dove lo chef executive Franco Luise illustrerà e spiegherà splendide ricette, mentre il dott. Giuliano Ubezio spiegherà le proprietà degli alimenti cucinati, così da poter dimostrare che si possono cucinare e mangiare piatti deliziosi e nello stesso tempo sani ed equilibrati. Ecco le ricette della serata: 
    * Gamberi cotti nel loro sale con insalata di rucola e soncino
    * Rotolo di patate e funghi , scamora affumicata e olio aromatico.
    * Filetti di spigola in crosta di patate, olive e basilico
    * Parfait di caki

Costo: 65 €     Lezione + Materiale Didattico + Degustazione

… tutti questi solo nel mese di novembre! Se siete interessati a dare un’occhiata sulle proposte dei prossimi mesi, trovate tutto nel
calendario!

Contatti:
Manuela (fiOrdivanilla)
fiordivanilla@hotmail.it

Logo melaManuela Ducoli
Via S. Pertini 3/24 20020 Arese Milano
casadimela@fastwebnet.it
Tel. e Fax 0293581524 cell.3393881386

Approfitto per rendere noto che già da un po’ di tempo nello Head ho tolto il progettino “Post In Kitchen”  perché pochissimo utilizzato, e non ero interessata a continuarlo poiché non trovavo utile lasciarlo in forma di post… e di aprire un Forum proprio non ho il tempo. L’ho invece sostituito con la “scheda” Casa di Mela, dove troverete in modo permamente gli indirizzi e numeri utili per poter chiedere informazioni ed eventualmente iscrivervi.

giovedì 29 ottobre 2009

Nasce La Compagnia del Fornello. E… il primo incontro

Vi piace la storia? A me no, mai piaciuta perché non ho mai trovato un insegnate che abbia saputo trasmettermi la passione per questa materia, purtroppo.
La struttura di questo post richiama alla mente gli schemini che noi tutti ci siamo ritrovati a fare anni orsono... (orsono.. per chi molti, per chi un po’ di meno.. ;PP hihi non mi maledite dai ;P) ma spero che questa lettura sarà più divertente e piacevole che un testo di storia…
25.10.2009 - La Compagnia del Fornello
Tutto nasce da un nonnulla: una sera di tanto tempo fa, dovevo uscire a cena con degli amici. Scrivo nello status di facebook: "stasera cena al giapponese: Hama stiamo arrivando!" Qualcosa del genere.
L’Hama è un ristorante giapponese che a me piace molto e da molto tempo. Non dico sia uno tra i migliori di Milano. Ma con tutti i ristoranti giapponesi che ci sono sfido chiunque a stilare una lista dal migliore al peggiore. Questo, a mio parere, unisce un discreto, se non addirittura buono, rapporto tra qualità, prezzo e, ultimo ma non ultimo per ordine di importanza, cordialità. Assolutamente cordiali i camerieri e Toni, il proprietario. Gentili come pochi, sorridenti, disponibili (e preparati!! Tant'è che un cameriere, specifico: un malcapitato, continuava ad essere sottoposto a insistenti domande da parte mia e di Laura tra cui "cos'è la salza Ponzu?").

Dicevo.
Tutto nasce da uno Status che ha in seguito generato molti commenti... "che invidia!" "anch'iooo!" "quanto mi piace il giapponese!" eccetera eccetera.  Da qui l'idea di organizzare una cena non mi poteva sfuggire di certo. Io amo il giapponese, ma soprattutto amo frequentare i ristoranti, proprio non ce n'è. E' una passione un po' particolare penserete. Ma mi piace, mi piace troppo, mi piace cambiare e provare nuovi ristoranti o anche ripetermi negli stessi, mi piace variare, provare, alternare cucine, tra italiane e etniche... vedere nuovi volti, entrare in nuovi mondi, atmosfere, ambienti, “relazionarmi” con i camerieri, chiedere consigli, consultarmi, conoscere – magari – lo chef (anche se per ora non mi è mai capitato purtroppo (ricordo l’importanza che Paolo Marchi ha dato a questo atto, quello di conoscere lo Chef del ristorante ché, altrimenti, si conclude la serata pervasi da una certa sensazione di ‘incompletezza’. E sono d’accordissimo. Ne parlava alla presentazione della guida Identità Golose 2009 e queste sue parole mi sono rimaste impresse.

Ora vorrei un attimo ricordare – a proposito di ristoranti ma anche di “persone conosciute” – il giorno giovedì 22 quando, insieme alla mia amica
Nicole, ho finalmente conosciuto Cinzia e con lei anche la sua amica Rossana.
Quel giorno ci siamo incontrate all’ora di pranzo direttamente al ristorante
Gattò di Milano (via Castel Morone, 10. Zona Porta Vittoria), un luogo un po’ particolare, un posto “solare”, anche in inverno… sì, solare, perché i proprietari sono napoletani e portano con loro tanto calore percepibile già sin nei modi di fare e di presentarsi dei camerieri. Adiacente ad un'agenzia di viaggi della madre, le figlie hanno dato vita a questo ristorante che rivisita con fantasia le ricette napoletane. E’ un luogo dove tornare con piacere, per mangiare e sentirsi bene. Entrati al Gattò non si accede subito ad ristorante ma c’è un specie di ‘atrio’, chiamiamolo così. Trattasi di una boutique atipica, per metà bazar e per metà atelier, dove gli articoli cambiano con le stagioni ma soprattutto in conseguenza delle scoperte, idee e desideri delle donne di casa, dei suggerimenti delle clienti e delle proposte di chi ci offre prodotti originali.
Non tanta roba, ma essenzialmente quello che ci piace e che non troverete altrove, tra cui vestiti, cappelli, borse, scarpe, bijoux, accessori, trovati in giro per il mondo, e l'abbigliamento con il nostro marchio (
fonte).
Al ristorante io ho preso un Ancienne Regime, egregiamente pronunciato da Cinzia (io temevo di sbagliare pronuncia e mi sarei vergognata alquanto! :DD), ovvero gulasch di vitello all’italiana, stufato con pomodoro e paprika dolce. Cinzia ha preso (posso Cinzia?:) Pol Pot, petto di pollo al curry e mele, servito con riso basmati (“tutto qui??ahahah). Nicole ha scelto per lei una semplice Cime tempestose, orecchiette fresche con cime di rapa e ricotta. Infine Rossana ha scelto il piatto che più mi sfiziava: Lou Baccalou, ovvero baccalà alla provenzale ma senz’aglio, mantecato al latte e all’olio extra vergine. S q u i s i t o. Lo dico perché con la forchetta, nel suo piatto, ci siamo passate tutte (ma anche nel mio ahahahah) :D

Cinzia era a Milano per via del corso di Maurizio Santin, finalmente ho avuto l'opportunità di incontrarla. Questo post è l’occasione buona per ringraziarla di tutto, sia per la bella mezza giornatina, per la simpatia e tutto quanto il resto, sia il ben di Dio che mi ha regalato: sapeva che volevo trovarli da qualche parte per il mio pane, sicché da quando ho la pasta madre panifico molto (mai quanto lei però!) e spesso al mio pane amo aggiungere semini di ogni genere. Peccato io dalle mie parti non ne trovi granché se non i soliti che si trovano al supermercato a prezzi perlopiù stratosferici (in rapporto alla quantità): semini di sesamo, semini di papavero. E così.. si presenta con un sacchettino pieno di vasi di vetro contenenti uno semi di zucca, l’altro semi di papavero, un altro ancora con un mix di semini di lino e sesamo, poi un altro tipo di semi che ci sembravano semi di anice (ma eravamo prese da qualche dubbio, rimasto irrisolto. Avevano l'aspetto dei semi di cumino, ma non era cumino..), semi di papavero... e poi, meraviglie delle meraviglie: il suo Sale Aromatico!! Che non ho impiegato più di due secondi ad aprirne la confezione, metterci la punta dell'indice inumidito sulla lingua e assaggiarlo... BUONISSIMO. Il Suo sale. Che onore e che piacere! Lo userò prestissimo, magari proprio nel pane... vorrei provarlo!! Chissà che buono. In abbinamento magari ai semini di lino e sesamo... già ce lo vedo! La ricetta del sale la trovate anche sul suo sito credo, insieme a una miriade di ricette di ogni tipo e qualità di pane e non solo!! =)
Con Cinzia devo dire la verità, mi sono trovata bene sin da subito. Ho percepito una grande positività nel suo carattere, grande determinazione. E ciò mi trasmesso buon umore. Per me caratteri così sono assai contagiosi e non può essere che un bene ! Quindi di nuovo, grazie Cinzia per tutto.

Tornando al famoso Status di facebook che ha generato molti commenti tra cui "che invidia!" "anch'iooo!" "quanto mi piace il giapponese!" :)
L’idea nasce da quel momento e
a seguire arrivano parecchie approvazioni.
Seguono da lì molti altri status che incitano a partecipare ad una ipotetica cena (idea ancora molto vaga).
Nasce il gruppo di
Laura, che a sua volta mi nomina vice-capogruppo (grazie! :): "FoodBlogger di Milano e zone Limitrofe", a cui aderiscono foodblogger di Milano, zone limitrofe... e non !! ... napoli, roma, toscana, bologna, verona... francia! (scusate le lettere minuscole ma sto cercando di risparmiare millesimi di secondo per poter scrivere questo post, a parte questa digressione.. Che avrei potuto non scrivere e mettere invece quelle benedette maiuscole. E va beh. Questione di scelte :D) .
Nel gruppo nascono "Nuovi Argomenti" (simili a quelli presenti nei Forum dei comuni siti) tra cui: "cena/raduno foodblogger al ristorante giapponese" appunto, e successivamente "brunch domenicale a Al Papiniano" trasformato di recente in "brunch domenicale al Sempione 42" ristorante dello chef Andrea Alfieri (per adesioni al brunch scrivete direttamente a Laura che ha scritto un
post apposito sull'Evento).

Passa il tempo e l'organizzazione si fa sempre più meticolosa e interessante.

Arriviamo a qualche giorno dall'evento e contiamo una decina di persone.

Ci siamo ragazzi, ci siamo finalmente! La grande serata si avvicina, l’incontro dei primi componenti de La Compagnia del Fornello è arrivato!! (capirete alla fine di che si tratta:)

Laura e Marco passano a prendermi e insieme ci avviamo verso il ristorante.
Una volta arrivati, Gianluca F. ci aspettava già a La Cantina di Manuela.. (il link su Gianluca F. vi rimanda al suo sito anche se è ancora in costruzione. Vi consiglio di rimanere sincronizzati per quando sarà accessibile perché è assolutamente da non perdere! Noi de La Compagnia, che ne abbiamo avuto un’anteprima, ve lo consigliamo vivamente, parlo a nome di tutti anche senza previa consultazione:). Ci incamminiamo verso La Cantina facendo i "cinquecentometri" dal ristorante (che era il punto di incontro) verso la "Cantina" (qualcuno capirà la storia dei cinquecentometri..:). Ad un tratto ci sentiamo chiamare... O_O erano loro!!
Chiara, Andrea (il fidanzato) e Valentina! Finalmente ci conosciamo! Poche chiacchiere lì per lì; andiamo tutti verso sta benedetta cantina di Manuela e conosciamo anche Gianluca (si, anche lui era una “nuova conoscenza”).
25.10.2009 - La Compagnia del FornelloLa Cantina di Manuela è un piccolo locale ma decisamente apprezzabile per l'ottima qualità dei prodotti che offre e al giusto prezzo, innovando per quanto riguarda i vini alla mescita e poi la possibilità di gustare un vino pregiato in un ambiente accogliente e informale. Aperitivo con "bolle" per questa nostra prima volta, suggerite da Gianluca e da me approvate senza esitazioni (per Laura idem :D), Qui rimaniamo a bere la nostra bottiglia di bollicine, stuzzicare con delle bruschettine, chiacchierare, ridere e scherzare e conoscerci un po'...  già, perché la maggior parte di noi era la prima volta che si incontrava.

Abbiamo atteso l'arrivo di Sarah AKA Pupina di
Fragola e Limone che è arrivata poco dopo le 20 con Marco, il suo ragazzo. Siamo rimasti ancora un po' per finire la bottiglia di bolle (guai  lasciare bollicine nella bottiglia!! Sacrilegio!) e poi ci siamo incamminati verso il ristorante.
Purtroppo non abbiamo visto arrivare Claudio per un brutto inconveniente: non aveva preso il mio numero e si è ritrovato in zona De Angeli senza sapere dove andare. Mi dispiace tantissimo, sarei stata felice di rivederlo e averlo con noi! :( sarà per la prox volta Clà!

Alle ore 21 finalmente ci sediamo al nostro tavolo (prenotato per le ore 20 ... ma che vuoi che sia un'oretta di ritardo, orsù...). Ordiniamo... e c'era chi (Sarah??) titubante e con qualche timore di poter prendere qualcosa di altamente disgustoso (peccato sapeva già la storia del Wasabi.. altrimenti le avrei fatto un dolcettoescherzetto :D) e chi invece andava sul sicuro, come me: sashimi misto bianco e insalata di alghe... e all'ultimo ho deciso insieme a Laura anche la capasanta in salsa.. PONZU

Qualcuno dei partecipanti nel loro post sulla serata/raduno magari racconterà qualcosa di più sulla cena, non lo so... la cosa in effetti mi incuriosisce, mi diverte pensare che ognuna di noi scriverà cose diversissime nel proprio post.. mi diverte questa cosa e non vedo l‘ora di leggere il piccolo racconto che ognuna di loro avrà da raccontare. Io invece vorrei dire qualche parola in più loro, sulle persone che avuto il grande piacere di conoscere a questo raduno. Purtroppo non ho avuto modo di chiacchierare molto con gli uomini, in particolare Marco (di Sarah:) perché era lontano anni luce dalla mia ‘postazione’. Marco (di Laura) lo avevo già conosciuto prima di quella sera, quindi bene o male.. :) lui sembra timido e riservato ma a mio parere sotto sotto riesce anche lui ad essere abbastanza tosto. Magari anche per merito del caratterino di Laura..!
Per fortuna Sarah non era così lontana e di tanto per socializzare il più possibile, sbucavo fuori da dietro la schiena di Laura – seduta alla mia destra - per scambiare due chiacchiere! Io e Sarah abitiamo tra l’altro molto vicine e mi farebbe molto piacere chissà, se riuscissimo a vederci qualche volta senza dover parlare da dietro una schiena :) 
Laura invece ... beh, lei la conosco più di tutti gli altri componenti del “Gruppo”, l’ho conosciuta la prima volta all’
incontro con le Sorelle Simili. Come ha detto lei di noi due: "Ci siamo proprio trovate"! E non posso che concordare appieno su questa frase. Laura è sprintosa, divertente, alla mano, simpatica.. Magari mi sbaglio, ma credo sia anche molto ottimista come persona. E’  positiva. E poi è schietta, diretta. Se una cosa vuole dirtela te la dice e basta, senza mezzi termini. E a me piace così. 

E che dire di Valentina e Chiara.. sono così dolci.. ! Tutte e due, sì! Appena scese dalla macchina, ci sono venute incontro.. non appena i miei occhi hanno incontrato i loro, da subito mi hanno ispirato un’infinita dolcezza e simpatia, voglia di socializzare, di stare insieme.
Non so come mai associo ad entrambe caratteristiche molto simili, ma di fatto ho trovato una tale profondità nei loro occhi.. Hanno un sorriso bellissimo e sono persone piacevolissime, allegre, con le quali di sicuro non ti stancheresti di passare il tempo.

Infine Gianluca e Andrea, seduti alla mia sinistra e per questo “ultimi” nella mia ‘narrazione’. Non possiamo negarlo come nemmeno lui si sentirà di farlo: Gianluca è un tenerone! Timido e tenerissimo ma che dopo aver preso confindenza (saranno state le bolle? ma no dai..!) diventa un gran simpaticone. Davvero un personaggio brillante. E con la sua ricca e interessantissima cultura sul cioccolato e non solo, ci ha catturati e interessati con le sue infinite conoscenze. Grazie Gianluca per essere stato presente in questo raduno; spero (e ci conto!) nella tua presenza anche nel prossimo.
Andrea .. è stato il fotografo della serata! Eggià! Senza di lui non avremmo queste bellissime foto-ricordo che vedete qui, sparse qua e là! C’è chi le ha già viste su facebook, chi le ha viste sulla copertina di Vogue del mese di ottobre, chi sui giornali di Gossip… ahhahaah sto scherzando!! Solo su facebook, davvero :)
Andre trovo sia una persona abbastanza estroversa, nei limiti però. Anche in lui traspare qualche tratto di timidezza, ma forse è solo la mia sensazione. Comunque molto cordiale, allegro anche lui e sorridente! Anche con lui non ho avuto modo purtroppo di dialogare moltissimo, ma poco mi è bastato per capire che come persona mi è piaciuta.

Signori e signore, foodblogger e non, compaesani e non…

Ho avuto la grande fortuna di conoscere persone davvero squisite. Poteva capitare ce ne fosse qualuna un poco più riservata, o qualcuno un po’ “menosetto”, qualcun altro un po’ eccentrico… sapete, capita no? Nulla da dire, anzi… il mondo è bello perché vario, come si dice (…) . Ma non è stato così. Con grande piacere ho incontrato queste
persone, stupende, “tranquille”, alla mano, che sapevano mettere a proprio agio, cosa per me di fondamentale importanza ve l’assicuro.

Concludo nel modo più breve possibile perché si è fatto tardi per me.

Settimana scorsa il gruppo facebookiano “Foodblogger di Milano (e zone limitrove) ha cambiato nome. Grazie ad un intervento di Chiara su un mio Status (ehh... siamo foodblogger ma sempre facebook dipendenti, non neghiamolo...!) nasce La Compagnia del Fornello! Se volete entrare virtualmente nel gruppo collegatevi a facebook e digitate il nome della Compagnia! Per il resto… per far parte della Compagnia basta semplicemente essere “attivi” nei nostri futuri incontri e proposte!
25.10.2009 - La Compagnia del Fornello 
ah. Quasi dimenticavo. La salsa Ponzu è una salsa con la quale servono le capesante: un mix di soya, lime e saké.
Buonissima.

25.10.2009 - La Compagnia del Fornello25.10.2009 - La Compagnia del Fornello

martedì 27 ottobre 2009

Festival Sud De France Milano e Roma 26 Ottobre - 8 Novembre

|| Due settimane interamente dedicate alla scoperta dei vini Sud de France ||save the date festivalfonte > http://www.suddefrance-vini.com 


Il negozio l'avevo già suggerito a molti.. ed ora..
Comptoir de France offre un’ampia scelta di prodotti enogastronomici francesi tra cui i vini Sud de France da abbinare con prodotti tipici regionali. Nelle giornate di festival verrà applicato uno sconto del 10% su tutti i vini del Languedoc-Roussillon.
www.comptoirdefrance.it
Milano - Corso di Porta Romana 131 (ingresso Via Caldara - Piazza Medaglie d'oro) Tel. 0289829305
Orario: dal lunedì dalle 16.00 alle 20.00, dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 21.00 (con aperitivo/degustazione dalle 18.00 alle 21.00)

Roma - Via Vitelleschi 20-24 (Zona Prati) – Tel. 06 68301516
Orario: dal lunedì dalle 16.00 alle 20.00, dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 21.00

Incontri con i produttori:
L’ azienda Vignobles Dauré incanterà gli ospiti con i propri vini dolci e fermi del Roussillon: i vini di Château de Jau et Clos de Paulilles.
28 ottobre (ore 18.00 – 20.00): Comptoir de France - Milano
29 ottobre (ore 18.00 – 20.00): Comptoir de France - Roma
L’azienda Le Pas de l’Escalette, presenterà i propri i vini rossi, bianchi e rosati Coteaux du Languedoc dal terroir del Larzac:
05 novembre: (ore 18.00 - 20.00): Comptoir de France – Milano
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Osteria e Enoteca di Ricerca Vini - Via Vicenzo Monti, 33 - Milano - Tel. 02460471/0248193496
www.ricercavini.it

Mescita al calice. Il calice avrà un costo di 5€ e vi sarà uno sconto del 20% sui vini di Lavaysse Pierre et Anne Marie.
Orario enoteca: lunedì dalle 16.00 alle 20.00 /dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00, mentre la domenica è giorno di chiusura
Orario osteria: dal lunedì al venerdì dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 23.30, il sabato dalle 12.00 alle 15.00, mentre la domenica è giorno di chiusura
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Diapason - Via Lomellina, 48 - Milano – Tel. 02 70 00 65 50
www.enotecadiapason.com
Presentazione dell’abbinamento vino dolce e cioccolato. Sconto del 15% sui vini dolci della Languedoc-Roussillon.
Orario: lunedì dalle ore 15.30 alle 19.30 /Da martedì al sabato, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle 19.30 / Domenica chiuso
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Cantine Isola - Via Paolo Sarpi, 30 - Milano – Tel. 02 33 15 249
Sarà in degustazione un’ampia scelta dei vini Sud de France per l’aperitivo. In questo antico locale di Milano ci si potrà divertire nel corso della settimana scoprendo ogni sera un profumo e un colore di vino diverso.
Orario: 10.00 alle 21.00 / il locale è chiuso lunedì.
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Nicola Cavallaro - V. Lodovico Il Moro 11 - Milano – Tel. 02 89 12 60 60
www.nicolacavallaro.it

Presentazione del menù Sud de France, cinque portate studiate per l’occasione in abbinamento a tre vini della regione Languedoc-Roussillon, un bianco, un rosso e un passito per accompagnare una cena 100% mediterranea. Il costo sarà di 60, 00 euro vino incluso.
Prenotazione consigliata.
(verrà appliclato uno sconto del 10% per i soci Onav e Ais dal 26 ottobre all'1° novembre)

se non fosse che vado già al suo corso Sapori di Mare ci andrei... è imperdibile. Per chi può non se lo lasci scappare : )
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YN vineria, 7°piano La Rinascente, P.za Duomo 20121 - Milano - Tel. 02 88 524 60
www.ynvineria.com

YN è la vineria al settimo piano de La Rinascente (piano interamente dedicato alla gastronomia di lusso), in piazza Duomo, a Milano.
Durante la settimana, il pubblico potrà degustare una selezione di Blanquette e Crémant di Limoux accanto ai i rossi di denominazioni come Corbières e Minervois.
Orario: tutti i giorni, dalle 10 alle 22.
Incontro con i produttori:
27 ottobre (ore 18.00 – 20.30): l’azienda GUINOT - Degustazione di un bicchiere di bollicine in presenza del produttore regionale che spiegherà come nasce la Blanquette de Limoux.
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Enoteca 13 Gradi – Piazza Bartolomeo Romano, 4 – Roma – Tel. 06 83601573
www.13gradi.it

Affacciata su una splendida piazza al centro della Garbatella, l’Enoteca 13 Gradi offre una accurata selezione di produttori noti e di piccole aziende di elevata qualità, frutto di una continua ricerca e studio dei territori maggiormente rappresentativi. Per gli amanti di vino spumante, potrete scoprire la famosa Blanquette de Limoux.
Orario: dal martedì al sabato 10.00-13 / 16.00-21.00, Domenica 10.00-13.00, Lunedì giorno di riposo settimanale
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Ristorante All’Oro - Via Eleonore Duse, 1 - 00197 Roma - Tel. 06 97996907
www.ristorantealloro.it
Un angolo di piacere nel cuore del quartiere Parioli di Roma per chi è alla ricerca di novità e di sostanza al di fuori delle mode del momento.
Lo chef Riccardo Di Giacinto propone una riuscita ricerca di nuove armonie attraverso un ragionato accostamento di sapori inusuali. Troverete una cucina che ha il merito di offrire una scelta non scontata dove la modernità si fonde con fragranze della tradizione.
Durante il festival Sud de France, un menu speciale abbinato con i vini della zona vinicola di Limoux vi stupirà.
Prenotazione consigliata.

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EVENTI SPECIALI
26 ottobre
ONAV Lombardia - Via Termopili 12 – Milano ore 18.30
Degustazione guidata di una selezione di 10 etichette Sud de France selezionate da Onav Lombardia.
Sud de France vi invita ad esplorare i suoi vini di piacere, vini che esprimono la ricchezza del territorio, impregnati di generosità e carattere, che sapranno sedurvi e stupirvi allo stesso tempo…
Evento riservato agli operatori del settore. info.02 36 59 18 00

Wineday 2009 – Hotel Parco dei Principi - Via G. Frescobaldi, 5 – Roma ore 13.00 – 20.00
BALAN organizza una giornata dedicata al vino, dove saranno presentanti i vini Sud de France e i loro produttori. Al desk di Guinot troverete una Blanquette e un Crémant, entrambi di Limoux. Sempre nella zona del Languedoc-Roussillon si potranno degustare i vini di Château de Sérame, esplorando i rossi di denominazioni meno noti come Corbières e Minervois. (rsvp wineday@balan.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

27 ottobre
BIBENDA - AIS ROMA
Hotel Cavalieri Via Cadlolo 101 – Roma
Nei due turni pomeridiano dalle 16,00 alle 18,30 e serale dalle 20,00 alle 22,30 Hotel Rome Cavalieri – Via A. Cadlolo, 101
Una imperdibile degustazione che forse per alcuni sarà una emozionante iniziazione con il mondo vitivinicolo del sud della Francia. La regione Languedoc–Roussillon è un mosaico di terre colorate, che si snoda lungo le coste del Mediterraneo, dai confini con la Spagna alla Camargue fino alla valle del Rodano e presenta una grandissima ricchezza di tipologie di vino che, siamo convinti, dopo questa degustazione, saranno oggetto della vostra ricerca di appassionati del buon bere. Vi condurrà alla scoperta di queste terre e questi vini il nostro relatore Armando Castagno.
Una selezione di 6 vini rappresentativi della varietà della viticoltura regionale:
Aoc Faugères Cuvée Couture – Domaine de l’Ancienne Mercerie
Muscat de Rivesaltes – Château de Jau
Aoc Coteaux du Languedoc Le Grand Pas – Domaine Le Pas de l’Escalette
Blanquette de Limoux – Guinot
Aoc Coteaux du Languedoc Picpoul Pinet – Domaine Féline Jourdan
Aoc Saint–Chinian Clos Bagatelle – Terre de mon Père
Per informazioni e prenotazioni : milan@suddefrance-export.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

28 ottobre
Centre Culturel Français
- Palazzo delle Stelline, Corso Magenta, 61 – Milano ore 18.00
Tavola rotonda che evidenzierà le posizioni francesi e italiane sul riconoscimento dei rispettivi patrimoni culinari nazionali. Ospite d’onore Guy Savoy, lo chef tre stelle Michelin. Un’accurata selezione di Vini Sud de France verrà degustata al termine dell’evento.
Interverranno:
Lo chef Guy Savoy; Francis Chevrier, Direttore dell’IEHCA; Nino Andena, Presidente Coldiretti – Lombardia; Luciana Mariotti, responsabile Patrimonio Immateriale dell’ Unesco;Cesare Corradini, giornalista; François-Régis Gaudry, giornalista, responsabile della rubrica Sapori a L’Express Styles.

5 novembre
Maison de la Région Languedoc-Roussillon
, Via San Giovanni sul Muro, 18 - Milano ore 11:00 - 19:00
Presentazione di vini biologici di 6 produttori alla ricerca di distributori in Italia:
Gérard Bertrand,
Domaine des Carabiniers,
CLVD (Languedoc Cellars Wine Distribution),
Mas de Janiny,
Domaine Bassac,
Domaine des 1000 Roses
Ore 13.00 : Presentazione del mercato dei vini biologici del Languedoc-Roussillon. Thierry Julien, Presidente di AIVB-LR (Association Interprofessionnelle des Vins Biologiques du Languedoc-Roussillon).
Seguirà un light lunch firmato Sud de France.
Evento rivolto ai professionisti del settore.
Contatti: milan@suddefrance-export.com

sabato 17 ottobre 2009

Pane noci e nocciole con pasta madre | Yes we bake - World Bread Day 2009

Qualcuno di voi mi ha seguito su facebook e sa come ho delirato quando mi è saltata la luce e con sé anche .. il computer, ovviamente. Non vi dico altro, solo che avevo dei dati importanti (appunti di università) e la mia ricetta del pane (questa che ho finendo di scrivere ora per la seconda volta). E' già difficile mettere per iscritto una ricetta propria, anche se hai tutto lì nella testa scriverlo non è così semplice come pensarlo. E mi spiace dirvelo ma proprio mi era passata la voglia di scriverla di nuovo, tanto che avevo pensato di rinunciarci.
Poi ieri sera ho visto a catena, una dopo l'altra, diverse persone che hanno partecipato al "World Bread Day 2009 - Yes we bake", a partire da Cristina, con i suoi profumati e particolari
bocconcini all'Gawain, poi Giovanna, col suo buon pane di farro ai semini e infinte Dada, con la sua pagnotta alla mela verde, sidro e speck (uso!) … e non poteva mancare la mitica Cinzia, con le Frenelle.
Grazie a voi ho portato a termine il post con la foto del pane mancante di ricetta :) grazie!
Con l'occasione "World Bread Day 2009 - Yes we bake", arrivato alla sua quarta edizione, e considerato che questo è il mio primo anno di blog, non me la sentivo più di tirarmi indietro..
Stamattina allora mi sono messa di buona volontà e con una bella tazza di tè fumante e qualche pavesino da sgranocchiare, ho cominciato a ricordare e a riscrivere tutto quanto - o quasi. Infatti ammetto che certe sottigliezze le ho tralasciate (sapete bene quanto sono precisa e minuziosa nel 'raccontare' e descrivere preparazioni, procedimenti, ecc.... ).. questa volta proprio non sono riuscita a fare di più, per mancanza di voglia e altro.
Però almeno la ricetta dovevo lasciarvela, sia per condividerla con voi, sia perché è il mio primo pane con lievito madre, sia per l'occasione del World Bread Day 2009.

Per i dettagli trovate tutte le informazioni da Zora, ideatrice e creatrice dell’Evento.
Riporto qui le informazioni più importanti tratte dal suo post.

Come partecipare:
siete pregati di leggere e seguire attentamente le istruzioni che seguono. L'invio dell'email e il link che fa riferimento a questo post sono requisiti fondamentali per poter partecipare; se uno dei due viene omesso il vostro post non apparirà nel Roundup. Grazie per la comprensione.

    * Preparate o acquistate il pane, fate delle foto (se possibile) e pubblicate un post venerdì 16 Ottobre 2009 (Il post può essere scritto anche in italiano)
   * Il post dovrà essere nuovo e dedicato unicamente a questo evento, quindi non potrà partecipare ad altri eventi promossi nel mondo dei food blog.
   * Compilate questo formulario e la propria ricetta verrà inserita nella raccolta finale.
   *
Nel post aggiungete un link a questo post e possibilmente anche al Roundup quando quest'ultimo sarà pubblicato.
   * Le ricette saranno accettate fino a sabato 17 Ottobre.


Ecco qua dunque, la ricetta scritta e finita. Il mio primissimo pane con pasta madre.
Pane noci e nocciole con pasta madre - immagine © Manuela VielPane integrale noci e nocciole con lievito madre
Ingredienti:
120 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
200 gr di farina manitoba + 150 gr farina integrale
230 gr di acqua tiepida (ma anche di meno o di più se occorre, tutto dipende dalla farina che usate voi. Voi usatene 100gr sicuri, più il resto aggiungendola poco per volta)
150 gr di tra noci e nocciole
2 cucchiaini colmi di sale
2 cucchiaini di miele d'acacia (o altro miele senza sapore troppo particolare e deciso)

Spezzettate la pm (pasta madre) e mettetela in ammollo nell'acqua tiepida (circa 100ml o poco più, perché potrebbe non servirvi tutta) in cui avrete già disciolto il miele. Mentre resta in ammollo per una decina di minuti unite le farine sulla spianatoia e formate la solita fontana al centro. Passati dieci-quindici minuti versate la pasta madre con tutta la sua acqua e iniziare a schiacciarla bene con le dita. Pian piano integrate la farina prendendendola a partire dal centro e impastate bene fino ad ottenere un impasto liscio e teso; aggiungete acqua poco a poco fino a che la l'impasto lo richiede: non deve essere troppo molle e appiccicoso.

Potete decidere se aggiungere ora noci e nocciole o farlo dopo la seconda lievitazione. Solo che io vi consiglio di aggiungerle subito per il semplice fatto che: aggiungere frutta secca (od altro) significa lavorare per più di qualche minuto l'impasto. Dopo la seconda lievitazione è invece consigliabile non lavorarlo moltissimo, giusto un paio di minuti.

Aggiungere le noci e le nocciole pestate grossolanamente con un batticarne (o qualunque altro sfogo troviate e che vi piaccia.. ma già impastare il pane dovrebbe aiutarvi a scaricare molto stress:), impastare ancora formando una palla. Mettete l'impasto in una ciotola, incidetelo con una croce abbastanza profonda e coprite con un canovaccio leggermente inumidito. Lasciate riposare tutta una notte + qualche ora ancora la mattina (circa 12 ore in tutto; visto che la temperatura sta iniziando ad essere polare, mettete a riposare nel forno precedentemente scaldato a 40 gradi per 4 minuti; la mattina togliete dal forno, riscaldatelo ancora a 40° per 4 minuti, spegnere e rimettete dentro fino allo scadere delle ore di lievitazione).

Dopo questo tempo riprendete la pasta e sgonfiatela lavorandola per qualche minuto, Ora si può dare alla pasta la forma desiderata: si può dividere in tre parti e formare dei filoncini, oppure fare delle pagnotte. Io ho fatto 4 pagnotte di medie dimensioni. Non eccessivamente grandi e non piccole, così una l'ho potuta congelare e le altre due consumate a pranzo e a cena.
Sistemare il pane su un foglio di carta da forno per una seconda lievitazione, avendo avuto l'accortezza di aver fatto 3-4 tagli obliqui con un coltello, per favorire la lievitazione e di averlo messo ad una certa distanza per evitare che durante la lievitazione si attacchi.
Lasciate lievitare ancora 2 ore circa o comunque fino a raddoppio inoltrato. 

Accendere il forno a 220° e riscaldatelo per una ventina di minuti con dentro le teglie e mantenete umido il forno introducendo un recipiente con acqua già bollente sul ripiano in basso.
Prima di infornare il pane alzate la temperatura a 240 gradi. Adagiate il pane sulla placca bollente, mettetelo in forno e dopo qualche istante riportate la temperatura a 220°. Cuocete per 5 minuti e abbassare ulteriormente a 200° e cuocere ancora per 25 minuti circa (non occorre molto tempo siccome poiché le pagnottelle non sono di grandi dimensioni).
Abbiate l’accortezza di non aprire il forno durante la cottura o almeno non prima di 20 minuti, per evitare bruschi abbassamenti di temperatura.

Una volta estratte le pagnotte le ho messe in un canovaccio umido e avvolte con questo fino a raffreddamento, affinché la crosta non diventasse dura (con questo metodo è venuta buonissima infatti, morbida come piace a me). Se preferite la crosta croccante e la mollica morbida, allora non avvolgete nel panno umido.

Buon World Bread Day 2009 a tutti quelli che hanno partecipato ieri e che parteciperanno anche oggi, data ultima di adesione!

world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)

lunedì 12 ottobre 2009

Rose di pane con feta e zucchine (tanti auguri a Genny!)

Questa dovevo scriverla assolutamente  entro oggi. L’ho fatta ieri con l’intento di postarla in occasione del suo compleanno e allora con questo post voglio proprio augurare buon compleanno a Genny! Mi sembrava carino farle gli auguri così, in un modo un poco diverso, oltre a scriverle sulla bacheca di Facebook (anche se ho fatto pure quello eh, e con tanto di abbraccio Trudy:)… rifacendo una sua ricetta tra le ultime che ha postato. Ne ho guardate diverse (anche se le proverei tutte detto sinceramente), alla fine ho scelto questa, che mi aveva già ispirato moltissimo. Lei l’ha chiamata in un modo che rende poco onore a queste meravigliose ‘rose’, io gli ho infatti conferito un poco più di valore :D e se lo meritano proprio, dato che sono ottime. Soffici, croccanti, morbidissime davvero.
L’ho modificata un po’, ma
la dedico a te Genny, auguri di buon compleanno : )
Rose di pane con feta e zucchine - image © Manuela Viel Rose di pane con feta e zucchine
Ingredienti per riempire una teglia da circa 23/24 cm
per la pasta
6 gr lievito di birra
1/2 cucchiaino di zucchero (o miele o malto)
1 cucchiaino di sale
250 gr di farina 0
135 gr acqua
un cucchiaio d'olio
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il ripieno
2 zucchine piccole (o una grande)
1 peperoncino secco (con tutti i suoi semini, sì!)
uno spicchio d'aglio
1 fetta di feta (circa 60gr ma se volete anche di più, o di meno)
6 rametti di timo fresco (lavati e asciugati)
2 cipollotti rossi (anche un abbondante pezzo della parte verde)
grana grattugiato

Tagliate a julienne le zucchine insieme all'aglio e al peperoncino (io ho usato il robot da cucina con l'adattatore per-julienne mettendo l'aglio e il peperoncino in mezzo ad una zucchina tagliata a metà per qualche cm, così da tagliare tutto insieme).
Dopo aver tagliato a julienne le zucchine mettetele in un canovaccio e coprirle premendo un po', in modo da asciugarle. Lasciarle da parte.

Sbriciolare il lievito in un bicchiere, unire lo zucchero e metà del totale di acqua. Mescolare con un cucchiaino e lasciare riposare 10-15 minuti.
Setacciare la farina e mescolare 1 cucchiaino di sale. Unirvi il lievito e a poco a poco l'altra acqua (solo quella necessaria, non è detto che serva tutta) per avere un impasto morbido e omogeneo. Lavorare a lungo l'impasto e con forza.
Formare una palla e praticare un taglio a croce. Metterla in una terrina leggermente unta d'olio e ungere appena appena anche la superficie della pasta, per evitare che si secchi. Coprire con un canovaccio lasciare lievitare fino a quando avrà raddoppiato il suo volume, lontano da correnti d'aria (riponete in un forno o nel microonde con lo sportello chiuso). Ci vorrà circa un'ora o poco più.
Mentre lievita, mettere le zucchine in una ciotola e amalgamarle alla feta sbriciolata e ai cipollotti tagliati a rondelle sottili (con un buon pezzo anche della parte verde); salare, pepare, sfogliare il timo e aggiungerlo. Lasciare da parte, coperto.

Riprendere la pasta dopo la lievitazione e sgonfiarla lavorandola qualche minuto (questo serve a far riprendere poi la lievitazione). Stenderla bene in un rettangolo con un matterello (io con le mani proprio non ce la facevo a stenderla!!) spolverare abbondantemente con del grana, mettere le zucchine sopra e stenderle bene su tutto il rettangolo. Arrotolare la pasta e chiudetela bene (ossia, fate dei pizzicotti laddove si “chiude” la pasta, così da sigillare bene il 'salsicciotto').
Tagliare con un coltello ben affilato delle girelle abbastanza spesse e metterle in una teglia rotonda dal diametro di 24 cm, ricoperta di carta da forno. Disporre le rotelle distanziate le une dalle altre di mezzo cm circa o meno.
Lasciar lievitare un’altra oretta scarsa (anche mezzora andrebbe bene, basta che le rose siano ben lievitate e che siano, quindi, “attaccate” le une alle altre). Portare il forno a 180 gradi; intanto versare il cucchiaio d’olio sulle rose ben gonfie e spolverare ancora con del grana.
Infornare per 30 minuti più altri 5 minuti finali con il grill.

Che dire… semplicemente favolose. Mi sono piaciute da matti.. A me e anche alle altre donnine (mamma e nonna:)! squisita.. e poi, ha un effetto estetico bellissimo. Fa un figurone.
La cosa bella è anche il fatto di non doverla tagliare a fette come una torta… basta seguire la forma tonda di ogni “rosa” per servine una o più ad ognuno. Il sapore e la morbidezza del pane appena sfornato, con questo delizioso ripieno (o anche altro con cui il pane caldo ben si addice), non può che soddisfare davvero ogni palato.


e anche con questa ricetta.. partecipo alla raccolta di Laura di Profumo di Libri e Cannella: ricette con la feta
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