Già nelle settimane che precedono i giorni del Congresso, l’aria si fa vivace e frizzante. Voglia di immergersi totalmente nella cornice di un quadro che racconta di grandi personaggi, grandi scene, grandi discorsi, grandi piatti d’autore, grandi momenti. Nascono le organizzazioni tra foodblogger, si programmano i viaggi, chi da Napoli, chi da Parigi, chi da altrove. Si organizzano incontri, si stabiliscono punti di ritrovo, orari(circa tali)...
Poi arriva il gran giorno, l’apertura del Congresso di Identità Golose.
Voglio prima d’ogni altra cosa ringraziare Paolo Marchi che quest’anno ha aperto le porte di Identità Golose all’intero mondo dei foodblogger. Ciò mi ha permesso di conoscere ed entrare a diretto contatto con molte, moltissime più persone rispetto alla scorsa edizione. Tanti i nomi di blogger ai quali finalmente ho potuto dare un volto, tante strette di mani, soprattutto tanti momenti interessanti condivisi insieme, momenti da cui sono poi nati discorsi e confronti stimolanti. Tra presentazioni e assaggi, tra conferenze e via dicendo... non posso credere di avervi incontrati in così tanti, chi per la prima volta e chi no... Le due splendide sorelle Chiara e Angela Maci (Sorelle in pentola), Paola Chizzini (Profumo di biscotti), Cecilia De Salvo (Cey di Sos Torte), Alice (Food Couture), Gaietta (Shake & Bake), Tery (Peperoni e patate), Carlo Spinelli (ItaliaSquisita), Lydia Capasso (Tzaziki a colazione), Giovanna Esposito (Lost in Kitchen), Edda Onorato (Un dejuner de soleil), Virginia Portioli (Lo spilucchino), Serena Rusnaghi (Fragola e zafferano), Patricia e Giordana (Aroma di casa), La Viz, Elga (Semi di papavero), Virginia Arachelian (Ai sapori), Genny Gallo (Al cibo commestibile), Maria Chiara Montera (Le chef is on the table), Maite e Marie (I calicanti), Sandra Salerno (Un tocco di Zenzero), Jasmine Guetta (Labna), Alex Asnaghi (Ombra nel portico)... e chissà quanti altri ancora che però in questo momento mi sfuggono.
Sono stati quattro giorni intensi, stancanti all’unisono, ma felici. Iniziati con “Un Risotto” d’Autore e continuati con il Congresso, che si è concluso con la premiazione dello Chef Massimo Bottura come miglior cuoco al mondo, ottenuto dall'Accademia internazionale della cucina, organismo con sede a Parigi, cui afferiscono tutte le accademie di cucina del mondo, inclusa quella italiana.
La motivazione ufficiale: quella del Bottura è una sintesi perfetta di "tradizione, scienza e arte". Bottura omaggia del suo riconoscimento cuochi del calibro di Bocuse, Heston Blumenthal, Adrià, Guerard... e tutti i Cavalieri della Cucina Italiana (Massimiliano Alajmo, Heinz Beck, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Enrico Cerea, Gennaro Esposito, Norbert Niederkofler, Giancarlo Perbellini, Niko Romito, Ciccio Sultano e Mauro Uliassi). Perché fare gruppo significa anche questo.
Non ho avuto modo di seguire direttamente alcuna delle conferenze, ma ho vissuto – come l’anno scorso – di racconti altrui, oltre che di percezioni personali sul resto del congresso naturalmente. Ad esempio Lydia mi ha reso partecipe del video-emozionale di Massimo Bottura, raccontandomi il livello di emozione che è riuscito a suscitare. Perché Massimo sa comunicare, Massimo ci tiene a comunicare. Massimo si racconta e questo permette di conoscere non solo lui, ma la sua cucina. Perché la cucina di uno chef è il suo passato – o lo è in gran parte.
Il video, dal titolo “Un viaggio sul Po... Il ritorno”, inizia come vera e propria storia, come una favola raccontata da sua madre. “C'era una volta un'anguilla vanesia..." (Guarda il video).
Qualcun altro mi ha raccontato di come Gianluca Fusto ha illustrato la sua filosofia dei 7 sensi nella pasticceria (i cinque sensi diretti, udito, vista, tatto, gusto e olfatto, vengono implementati da altri due indiretti: termico-tattile-boccale e chimico-indifferenziato, che aiutano l’uomo a cogliere sfumature e approfondire il viaggio sensoriale in bocca). (Guarda il video).
E ancora, con qualcuno di molto speciale ho avuto l’occasione di accedere allo spazio Scholtès, lo stand dove Moreno Cedroni, Chef de la Madonnina del Pescatore di Senigallia e membro dello Scholtès Elite Team, ha presentato la sua personale interpretazione di un menù ispirato a Ernest Hemingway, di cui proprio quest'anno si celebra il 50mo anniversario dalla scomparsa, rendendo omaggio alla passione dello scrittore per il cibo e il buon vino.
Più che stand uno spazio ludico, un piccolo parco dei divertimenti, dove se vai sei consapevole di giocare, sai di giocare al gioco del cibo perfetto. Un pranzo-degustazione divertente e interessante, di cui vi parlerò dettagliatamente in uno dei prossimi post.
Moreno Cedroni – dal suo menù ispirato a Ernest Hemingway –
Cubetti di pesce spada marinati in soia e miele su una crema di friggitelli, quadratini sottili di sedano rapa;
ananas cotto sotto vuoto a bassa temperatura con succo d’arancia e anice stellato, friggitelli e daikon a filo.
E ancora molto molto altro...
Come è facile intuire, sono stati giorni ricchi in tutti i sensi, di esperienze e di emozioni.
C’è una cosa però a Identità Golose che ancora manca. Ed è la parte ‘comunicativa’. Se non è Massimo Bottura, nessun altro sembra disposto a raccontare della sua cucina, della sua storia. Quello che interessa infatti non sono solo le ricette – e dopo aver sentito diverse Voci in capitolo, non parlo solo a nome mio – le tecniche, la Scuola di pensiero... ma tutto il resto. Dopo aver annotato sul quadernino gli ingredienti e aver pensato in quattro e quattr’otto a come riprodurre la ricetta “in casa”, cosa ci rimane d’altro? Abbiamo bisogno di sentirci parte integrante, sentirci più partecipi, desideriamo capire più a fondo la cucina di uno Chef, perché in questo modo riusciremmo anche – e soprattutto – a comprendere meglio le sue creazioni.
Nel prossimo post, vi racconterò di risotti e di Identità Golose per immagini...
Commenti
Ricompongo così pezzi d'Identità Golose con il tuo sguardo e mi rendo conto che mi sono persa una sacco di persone ;-)
Baci
probabilmente qualcosa nell'impostazione stessa dell'organizzazione ha limitato questa orma di comunicazione più personale o forse il limite è caratteriale dei singoli partecipanti.
per quanto identità golose sia allettante finora non mi rimprovero di non aver usato il pass.
ha un che di astratto e lontano.
Ho letto di qua e di là e so che hai fatto uno splendido lavoro. Brava Manu! Ma non avevo dubbi a riguardo... :)
Buona giornata!
Grazie e un'abbraccio!
Ho appena scoperto il tuo blog, ma come non innamorarsene dopo aver visto la polvere di fragole?
Passa a farmi un saluto se ti va, blog nuovo di pacca: http://www.lacocottebleue.blogspot.com
uuuuiiiiiiiiii non vedo l'ora di rivederti! non so quando...ma spero presto :)
baciottolino!
Donatella
Ciao
A.
Buona giornata cara, io invece sto per andare a nanna. Baci :)