fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: Torta di pane ricca

giovedì 19 marzo 2009

Torta di pane ricca

OLYMPUS DIGITAL CAMERA         Per la festa del papà.
Per il mio papà che è tutto muscoli e poca ciccia ma che ciononostante non può mangiare troppi grassi…
E allora ho fatto questa torta favolosa che non include l’uso di grassi, non contiene né olio né di burro, solo latte e frutta secca, resa ancora più saporita dall’aggiunta di amaretti sgretolati, un tocco di cannella e semi di papavero…
Era già un po’ che meditavo sulla torta di pane, mai fatta in vita mia. Ma mi ispirava e tanto. Ho trovato diverse varianti (tra cui anche una prelevata dal vecchio, antico e antiquato libro de “Le ricette di nonna papera”… - ebbene sì, quando ero piccola in casa mia circolavano questi libri del genere Nonna-Papera e le Giovani-marmotte (presente Qui, Quo, Qua!?) - … e, prendendo spunto qua e là, ne è venuto fuori questo.

Torta di pane ricca
Ingredienti:
300 gr di pane raffermo, metà quantitativo di pane bianco e metà integrale
1 litro di latte parzialmente scremato
80 gr di zucchero bianco e 70 di zucchero di canna
4 mele sbucciate, private del torsolo e tagliate a quadretti
70 gr di uvetta, metà uvetta scura e metà uvetta secca chiara (ne ho trovate di questi di tipi al supermercato e così le ho usate tutte e due)
25 gr di pinoli
un bicchierino di liquore all’amaretto
10 amaretti sbriciolati
30 gr di gocce di cioccolato
cannella, circa un cucchiaino (o a piacere)
semi di papavero a piacere
+
burro e pan grattato, per lo stampo;
zucchero di canna granulato grosso, da cospargere sul composto prima di infornarlo e a fine cottura dopo aver sfornato la torta.

Spezzare il pane in pezzettoni e porlo in una ciotola capiente; versare il litro di latte e lasciarlo in ammollo per il tempo necessario affinché diventi morbido, poltiglia. Ci vorrà una mezzora circa. Di tanto in tanto girarlo con un cucchiaio di legno.
Mettere l’uvetta a mollo nel liquore; tostare in una padella per due minuti i semi di papavero, così che sprigionino meglio il loro profumo e sapore.
Aggiungere l’uvetta col suo liquore, i semini di papavero i pinoli, le gocce di cioccolato, gli amaretti, la cannella e lo zucchero (ho dimenticato qualcosa?:) al composto di pane e latte. Girare bene e mescolare con cura. Aggiungere le mele e mescolare ancora per bene, portando in superficie col cucchiaio ciò che c’è in fondo alla ciotola e continuando a rimestare così per un minuto, in modo che tutti gli ingredienti siano sparsi in modo omogeneo e che non ci siano ammassi di pinoli da una parte e uvetta dall’altra, per dire : )
Prendete uno stampo dal diametro di 23-24 cm, non lo consiglio più piccolo di 23 perché potrebbe richiedere tempi di cottura diversi. Tantomeno consiglio uno stampo più grande di 24 cm, perché il bello di questa torta con questi quantitativi di ingredienti è proprio che permette di ottenere un “tortone” bello alto e compattissimo, bello proprio (e buonissimo)! Io, regolandomi al momento, vedendo coi miei stessi occhi la quantità e il volume di composto, ho pensato fosse adatto uno stampo da 23 cm… e devo dire che è stato perfetto. Quindi imburrate leggermente lo stampo (preferibilmente NON a cerniera, per evitare possibili fuoriuscite del latte in eccesso) e cospargere di abbondante pan grattato: girare lo stampo con movimento circolatorio per far scorrere da tutte le parti il pane grattugiato e farlo aderire bene sia sul fondo, sia sulle pareti dello stampo. Versare il composto e appiattire con una spatola o con il dorso di un cucchiaio inumidito di acqua fredda.
Prima di infornare, cospargere la superficie con abbondanti granuli di zucchero di canna e qualche fiocchetto di burro. Infornare in forno già caldo a 180° per 45 minuti, fino a che la superficie sarà dorata. Fare la prova stecchino come al solito: deve risultare umido ma non eccessivamente bagnato. In caso non dovesse essere ancora pronto, proseguire la cottura per 4 minuti, spegnere il forno e lasciare la torta al suo interno – a forno spento per intenderci - per altri 5 minuti. Controllare con lo stecchino tra un passaggio e l’altro.

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Ho fatto due creme “accompagnatrici”: crema di vaniglia leggermente salata (stesso metodo usato per fare il formaggio Labne, preso da qui) e pura crema di pistacchi non salati, fatta da me e di cui sono rimasta folgorata per la bontà. La crema di pistacchi l’ho fatta mettendo in un frullatore 60 gr di pistacchi e facendo andare per 2 minuti da soli, in modo che diventino polvere; ho aggiunto del latte (circa 150/200gr) poco per volta, in modo tale da tenere a bada la consistenza: non deve essere liquida, ma rimanere abbastanza densa; continuare a frullare i pistacchi con il latte per almeno 5 minuti. Dovrà risultare una crema senza alcun granello residuo.
La crema alla vaniglia a mio parere è buonissima e particolare… con il sapore del pane dolce della torta ce l’ho vista bene e dopo aver fatto il Labne, mi è venuta un’illuminazione e ho provato a prendere uno yogurt alla vaniglia da 500ml e, con lo stesso
procedimento (aggiunta di sale, ecc.) ho ottenuto una compattissima crema alla vaniglia… leggermente salata col fleur de sel.

Questa torta pur nella sua semplicità, mi ha soddisfatto parecchio e penso varrà proprio la pena di rifarla in un’altra occasione. Ho già in mente una versione ancora più ricca e sicuramente più gustosa: con aggiunta di albicocche secche ammollate e prugne oppure datteri.
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5 semini di vaniglia:

talpy ha detto...

mmh, caspita, anche la crema alla vaniglia.. sarà difficilissimo convincere talpy che non possiamo proprio provare tutte le vostre ricette in un giorno..
è già lì che mi tira per una manica :D

complimenti, davvero! e piacere di conoscerti

fiOrdivanilla ha detto...

hahaha parla la tua coscienza?? :D "è difficile convincere Talpy" poi, soltanto dopo, ho guardato il tuo nick e ho capito che "tu" e Talpy siete la stessa persona :DD
Il piacere di conoscerti è mio! E grazie dei complimenti e del passaggio! Spero tornerai a trovarmi :)

Romy ha detto...

Le torte di pane sono una mia grandissima passione: innanzitutto ti puoi sbizzarrire con mille ingredienti diversi, cambiando tipo di pane, o aggiungendo di tutto un po'...e la torta è sempre unica e speciale! poi sono torte dalla consistenza umida, che mi piace molto, e sono sane, senza troppi fronzoli....sono anche un ottimo modo per riutilizzare qualche avanzino, il che non guasta! Quindi, dolci poveri...ma chi l'ha detto? Possono essere sciccosissime...e tu con le due creme di accompagnamento ne hai dato una prova, facendo di sicuro un regalo graditissimo al tuo babbo!Bravissima! Bacioni :-D

FairySkull ha detto...

Che bella questa torta, non l'ho mai provata !!! Baci !

fiOrdivanilla ha detto...

Romy sei sempre così profonda, e mi fa piacere sai, capisci perfettamente ciò che sta dietro ad ogni preparazione, anche il sentimento :)
La consistenza umida per me è fondamentale, perché i Cake non mi piacciono assolutamente. Tipo ciambelloni, oppure anche alcuni brownies secchi.. ecc. no no!
Grazie per le tue parole, come sempre! Un bacio grandissimo!

Fairy grazie :) E se dovessi avere degli avanzi (come ha egregiamente suggerito Romy).. puoi sbizzarrirti sicuramente e utilizzarli al meglio per questa torta dolce, stra buona! baci!