fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: 2013

mercoledì 4 dicembre 2013

Andrea Provenzani e Daniel Canzian. Cena a 4 mani per raccontare la propria cucina

Una cena a 4 mani. Provenzani, de Il Liberty di Milano e Canzian, ex Marchesino che da qualche tempo ha intrapreso una nuova strada: un ristorante tutto suo, il Daniel di Milano, inaugurato lunedì 7 ottobre.

Sorprende questa cena, perché non si tratta di due grandi qualunque, ma di chef che “convivono” in una stessa porzione di Milano: distano infatti a soli 300 m l’uno dall’altro nella zona Porta Nuova Garibaldi. E se è vero che l’unione fa la forza, loro ne hanno fatto anche un atto di intelligenza. Hanno deciso di unirsi anziché concorrersi, raccontando ognuno la propria cucina.

Due cucine molto diverse ma allo stesso tempo grandi. L'una (quella di Provenzani) valorizza il piatto aggiungendo quell’ “in più” senza mai cadere nell’eccesso. L'altra tende più alla semplicità, al concetto del "togliere", sottraendo tutti quegli ingredienti di "troppo" presenti in una ricetta, senza per questo incorrere nella banalità. Il risultato è stato

giovedì 3 ottobre 2013

(dal Cabaret Voltaire a) MamaGamma: dove arte e cibo si incontrano

È la Liguria una terra leggiadra.
Il sasso ardente, l'argilla pulita 
s'avviano di pampini al sole.
È gigante l'ulivo... A primavera
appar dovunque la mimosa effimera.
Ombra e sole s'alternano
per quelle fonde valli
che si celano al mare,
per le vie lastricate
che vanno in su, fra campi di rose,
pozzi e terre spaccate,
costeggiando poderi e vigne chiuse.
In quell'arida terra il sole striscia
sulle pietre come un serpe.
Il mare in certi giorni
è un giardino fiorito.
(Vincenzo Cardarelli)


È stato difficile scegliere una poesia di ispirazione paesaggistica ligure (e paesaggistica interiore) che non fosse di Montale o una delle magnifiche parlate-cantante di De André.

La Liguria, del resto, è una terra che ha ispirato artisti, intellettuali, musicisti e cantanti di tutto il mondo, da Montale a De André, a Cesare Pavese e poi Petrarca, D'Annunzio, ma anche Byron, Shelley e artisti come Filippo Tommaso Marinetti. 
Liguria, luogo di cultura e tradizioni, di centri marittimi, di borghi antichi e medievali: un immenso arco delineato da monti a formare coste alte e frastagliate di smisurata bellezza. I suggestivi Borghi delle Cinqueterre (da ovest verso est, Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore), il Golfo dei Poeti, La Spezia con i suoi musei e il suo Arsenale, Sarzana con il suo antico centro storico, i suoi castelli e le sue fortezze. Sono solo alcune delle meraviglie che hanno tratteggiato e dipinto le mie vacanze liguri 2013.

Chi va in visita alle Cinqueterre vuole immergersi nella rara bellezza e nella pace di luoghi senza tempo, congiungersi con l’opera d’arte della natura. È una vacanza per chi ama tuffarsi indietro nel tempo, ai ritmi e ai modi di vivere di una volta, che solo si possono ritrovare in questi borghi incontaminati che conservano ancora la magia dei tempi passati.

Oggi, dopo un periodo di lontananza dal mio sito, torno per parlarvi non di ‘vacanze 2013’ naturalmente, bensì di uno spazio gourmet scoperto proprio quest’estate in visita a Sarzana, in Val di Magra.  

(premessa: in assenza della mia reflex, mi sono vista costretta a scattare tutte le foto con l'iphone :(

[ m a m a g a m m a ]

lunedì 10 giugno 2013

Festival del Gusto Alto Adige -

24. – 26.05.2013, Bolzano.
Il centro storico di Bolzano nei giorni del Festival del Gusto si trasforma in un vero e proprio percorso dei sensi. Showcooking, corsi di cucina, seminari, degustazione di prodotti di qualità dell’Alto Adige, musica dal vivo ed eventi collaterali.

Alto Adige/Südtirol in occasione del Festival del Gusto ha organizzato, per alcuni foodies e giornalisti, un programma ad hoc ricco di incontri, visite esclusive, workshop e momenti di gusto: corsi di cucina con chef stellati, pranzo in piazza al Ristorante del Gusto (una delle novità di quest’anno, gestito dal cuoco stellato Herbert Hintner), un laboratorio di Slow Food presso il Centro Papperlapapp sul tema “Cucina senza sprechi”, un pranzo e una cena presso caratteristici maso, visita agli stand del Festival con l’Ambasciatrice del Gusto di Bolzano Antonia Contato, con particolare attenzione alle 4 Specialità dell’Alto Adige: Mela Alto Adige IGP, Speck Alto Adige IGP (indicazione geografica protetta), Latte e i Latticini Alto Adige DOC e Vino Alto Adige DOC (denominazione di origine controllata); stand che si estendono lungo (e largo!) le vie, da Via Argentieri e da Via della Mostra fino a Piazza del Grano a partire dalla piazza principale, Piazza Walther, cuore pulsante della manifestazione e palcoscenico per molteplici eventi.
Foto 25-05-13 13 10 26Pranzo in piazza: Salmerino cotto nel latte dell'Alto Adige
e miele dell'Alto Adige,
con yogurt e salsina al prezzemolo.
Ideazione: Burkhard Bacher
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Speck Alto Adige IGP
12 in tutto i gruppi di prodotti di qualità dell’Alto Adige che si presentano assieme per la seconda volta grazie al Festival del Gusto. Protagonisti del Festival, infatti, oltre alle note Specialità Alto Adige, sono i prodotti da forno, la verdura, i piccoli frutti come fragole e fragoline, ciliegie e lamponi, il miele (miele millefiori, miele di rododendro, miele di tarassaco e miele di bosco, tra i mieli più caratteristici dell’Alto Adige), la grappa, i prodotti da frutto (succo di mela, confetture, frutta essiccata…) e, importante new entry, la carne bovina dell’Alto Adige, da quest’anno entrata a far parte dei prodotti di qualità altoatesine.

Innumerevoli forme e varietà di pane inebriano i sensi per il profumo, il sapore e la bellezza: (il più conosciuto e amato) Strudel di mele, (il mio adorato) Zelten, Schüttelbrot (pane croccante di segale), Pusterer Breatl (pagnotte venostane in coppia), Vinschger Paarl … pani dal nome antico che raccontano storie di passato e di tradizione.
E la verdura? Sempre di stagione, cresce in pieno campo e in pieno sole, all’aria pura di montagna ed è coltivata in zone tra 800 e 1.650 m di altitudine: Val Venosta, Val Passiria, Val Martello, Renon, Valle Isarco, Val Pusteria (rinomate le patate di questa zona) e Alta Val di Non.

E le mele… ah!, le mele…! No perché, sapete, c’è mela e mela. Se parliamo di mele dell’Alto Adige, parliamo di ben TREDICI varietà di mela (due in più rispetto lo scorso 2012) ciascuna insignita del riconoscimento IGP. Vale a dire, tredici varietà di mela ciascuna certificata, tutelata e controllata. In altre parole, tredici varietà di mela dal sapore unico, sane, fresche, sicure. (E scusate se continuo) Le due new entry sono Pinova e Topaz: la prima, dal sapore molto aromatico, è dolce e insieme aspra; ha polpa succosa, soda e croccante. La seconda, la Topaz, dalla polpa anch’essa molto soda, ha un sapore fresco e piacevolmente acidulo.
Parlando di vini, i Vini Alto Adige Doc si sono uniti anche quest’anno alla kermesse del gusto dell’annuale "Mostra Vini di Bolzano" e del "Simposio Internazionale del Gewürztraminer", evento che si svolge a Termeno e che anticipa l'apertura della Mostra Vini.
La Mostra Vini di Bolzano è una perla del Festival del Gusto Alto Adige. Per tre giorni consecutivi lo storico Museo Mercantile e il Parkhotel Laurin (l’hotel dove abbiamo soggiornato) sono i centri per eccellenza della più tradizionale Mostra Vini di Bolzano, che include eventi collaterali come l’esclusiva Wine Party Alto Adige e la Swinging Bubbles, Colazione allo spumante, eventi ai quali abbiamo partecipato ed entrambi ospitati dall’Hotel Laurin. 
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Tornando al programma della tregiornidigusto a Bolzano, tra i laboratori più interessanti (a livello di esperienza personale e ‘pratica’), il corso di cucina insieme allo chef Luis Haller del Relais & Chateaux Castel Fragsburg (sopra Merano), insignito dalla stella Michelin, col quale abbiamo preparato una ricetta di sua ideazione: Gnocchi di patate della Val Pusteria e ortiche con carciofi e Speck Alto Adige IGP.
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Capita poi di spostarsi anche solo un poco dal centro di Bolzano e trovarsi in luoghi che sembrano fuori dal mondo: meravigliosamente immersi nella natura, a offrire paesaggi mozzafiato. È il caso di Terlano (BZ), località che ospita il maso Oberlegar della famiglia Schwarz.
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Questo maso è particolarmente conosciuto per i piatti di asparagi bianchi (Margarete) del proprio orto. In primavera ci sono diversi primi piatti di asparagi, tra cui il risotto e gli asparagi con prosciutto (prodotto dal signor Schwarz), salsa bolzanina e patate lessate.
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Tripudio di asparagi bianchi. Canederlo alle ortiche ricoperto di salsa all'asparago bianco Margarete (il top), risotto con asparagi bianchi e verdi, strudel con asparagi bianchi, spinaci e prosciutto.
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Asparagi, salsa bolzanina, salsina al rafano, prosciutto, patate lessate.
maso oberlegar dolceCanederlo caldo alla fragola con gelato alla vaniglia e salsa alla (e a forma di) fragola (qui niente asparagi, ve l’assicuro;).
 
In occasione della chiusura della Mostra dei Vini, il Parco del Laurin ospitava Swinging Bubbles, una colazione con spumante dell'Alto Adige dove, oltre al buffet per la colazione, i produttori di spumanti altoatesini offrivano i loro prestigiosi spumanti. Il tutto accompagnato da una piacevolissima musica jazz degli "Alamnouche“.

A metà mattinata ci siamo incamminati verso la Funivia del Renon per raggiungere la località Soprabolzano e proseguire infine con una bella scampagnata tra lama e alpaca, montagne e vallate verdi, fino al maso Kaserhof per il pranzo.
La passeggiata fino al maso è stata particolarmente rigenerante e mi ha dato modo di pensare a tante cose grazie anche a qualche chiacchierata. C’è tanta meraviglia su cui riflettere e di cui vale la pena accorgersi ed io di quella meraviglia ne ero piena, così piena da non riuscire a fare a meno di fotografare. Al tempo stesso mi premeva la consapevolezza di non poter essere in grado di rappresentare appieno tale meraviglia… si può essere anche eccellenti fotografi (cosa che io non sono) ma la Natura resta qualcosa di inarrivabile. Ciononostante permane un senso di
incapacità al non-fotografare quando ti accorgi che tutt'attorno c'è tanta, quasi troppa bellezza da togliere il fiato o meglio, da ridarti la voglia di respirare, nonostante l'umana incapacità di ritrarre l'immensità della Natura. È allora che viene da dire "Quanto Bene!", come ha esclamato un’amica. Foto 30-05-13 08 54 54 Foto 30-05-13 08 02 19 Seguirà un post di sole fotografie scattate con la reflex (e un altro ancora con la ricetta dello chef Luis Haller)… per ora accontentatevi di questi scatti dal cellulare ;)

Vorrei concludere scrivendo due parole sul ParkHotel Laurin. Vivere il Laurin dà forte dipendenza, ve lo dico. Al Laurin ho trovato le più confortevoli comodità e desiderabili bellezze che potessi desiderare.  Un’oasi di piacere in tutti i sensi. In tutti i sensi.
Ambiente elegante, caldo, accogliente. Il leggendario LaurinBar è come un’unica grande opera d’arte: gli splendidi affreschi in stile Liberty, così come anche lo stile dell’ambiente, la musica di sottofondo, la luce soffusa… rendono l'ambiente intimo e raffinato. Le camere dell’hotel sono in stile retrò, ognuna arricchita da quadri originali di artisti risalenti al XX secolo. Lussuosi e moderni i bagni in marmo rendono l’arredamento ancor più prezioso e unico.
E il parco? Una riserva naturale! Un verde curatissimo dove spuntano meraviglie di ogni genere: archi di rose rosse o gialle, piante e preziose sculture; appositi spazi dove pranzare all’ombra, sorseggiare un cocktail, fare un bagno in piscina o semplicemente una passeggiata.

Ed è in questo contesto tra Art Nuoveau e opere originali d’arte moderna che si integra perfettamente l’offerta e la filosofia della cucina dell’Hotel. La brigata di cucina, capitanata dallo Chef Manuel Astuto, propone piatti creativi e originali che mai perdono il legame con il passato e la tradizione, con i sapori alpini e i gusti mediterranei.

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Alto Adige/Südtirol organizza originali e interessanti eventi a tema gastronomico e culinario che ruotano attorno all’informazione e alla cultura dell’Alto Adige. Da un’idea di Alto Adige Marketing nascono “I salotti milanesi”, un modo insolito e intelligente, oltre che interattivo, per far conoscere il territorio.
“Una location speciale a Milano, un personaggio altoatesino diverso per ogni cena, uno chef stellato e non, dell’Alto Adige, inviti a media mirati e … ottimi vini altoatesini: ecco la ricetta dei salotti altoatesini” organizzati mensilmente nel salotto-laboratorio allestito nello spazio espositivo Dream Factory in corso Garibaldi a Milano.
Un esempio? “LA FARINA d’alta montagna. Grano, segale, farro, mais, grano saraceno…”, un incontro dedicato alla competenza alpina e ad uno dei grandi temi del 2013. Riscoprire la farina, sentire e coglierne tutte le particolarità. Conoscere la storia, la cultura e le ricette altoatesine, come anche la grande varietà di pani diversi. Infine trasformare la materia prima e gustarla (
insieme allo chef Herbert Hinter).

venerdì 5 aprile 2013

Torbiere in Fermento – Festival delle birre artigianali di qualità

San Pietro in Lamosa - Provaglio d’Iseo (Brescia).
Sopra la Torbiere del Sebino – Riserva Naturale inserita nell'elenco delle aree Ramsar, tutela specchi d'acqua a sud del Lago d’Iseo – si erge l’incantevole e millenario Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa, che riguarda alcuni tra i più interesanti territori della zona: la Franciacorta, il Lago d’Iseo e la Valle Camonica.

Da non credere che un affascinante complesso architettonico ricco di storia e di virtù come il Monastero di San Pietro in Lamosa, possa essere sorto da una piccola e modesta chiesa di origine romanica. Ed è proprio in questa magica e suggestiva cornice monasteriale che si svolgerà, sabato 13 e domenica 14 aprile, la prima edizione di Torbiere in Fermento, il Festival delle birre artigianali di qualità.
Torbiere in Fermento 2013 - locandinaSaranno presenti 10 microbirrifici artigianali del territorio bresciano ai quali si aggiungeranno 3 ospiti d’eccezione a descrivere il panorama nazionale della produzione brassicola artigianale.

Ad affiancare e ad arricchire la Manifestazione ci saranno

venerdì 29 marzo 2013

Torta Piccolo Principe

Torta Piccolo PrincipeQuesta torta ha un suo perché. Il nome è un omaggio alla “fanciullezza”, al Piccolo Principe che c’è in noi, all’amore. Non l’amore nella sua archetipicità, ma l’amore in tutta la sua totalità. Amore per un padre, per una madre, amore per un’amica, un amico, amore per il proprio lavoro e, nel mio caso, anche l’amore per la cucina. Ma anche amore per se stessi, soprattutto per se stessi. Amore per la Vita. E per Vita intendo tutto ma proprio tutto, anche ciò che ci “pesa” di più. Perché se il prezzo dell’essere sensibili è un po’ di sofferenza, accetto il peso. Accetto il dolore, accetto la sfida perché accetto la vita, perché voglio la Vita, la voglio con tutta me stessa, tutta quella che c'è e anche di più.
In coincidenza della Pasqua, giorno di festa in cui si celebra la risurrezione e la nuova vita, condivido con voi questo dolce con cui voglio festeggiare proprio questo, la rinascita. Rinascita di sé. In questo senso, buona Rinascita a tutti.

Chi non conosce l’importanza e il significato che ha la rosa per il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry?
"Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ora per me è unica al mondo. Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa." E ritornò dalla volpe.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". "L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. "È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". “È il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
Così è per me questa torta, la cui semplicità non deve banalizzarne il significato. La decorazione della torta per esempio, non è una mera griglia di cioccolato bianco, piuttosto una “copertura” (il ‘paravento’ per la rosa) che semi-nasconde e protegge. E quando tonerò a distanza di tempo a guardare questo dolce, sarà - per me e solo per me - unico al mondo: un omaggio alla semplicità, una torta per festeggiare il mio papà-principe, per ringraziare di cuore un’amica preziosa, un simbolico premio per me, per far festa alla voglia di ricominciare.
Più che un dolce, direi una personalissima metafora di Vita.
Dedico questa torta a quattro persone speciali: a mio papà, che ha sempre saputo stupirmi da quanto sono nata senza mai perdere la voglia e la capacità di farlo.
A mia mamma, un angelo mandato dal cielo per insegnarmi valori come la pazienza, la tolleranza, la bontà, il rispetto. Sottili e grandi gesti di virtù.
A Micol, amica dell'Anima.

E a Me. Che questa torta possa essere un nuovo inizio.
… e a tutti coloro che hanno avuto o avranno la forza e il coraggio di riprendere in mano la propria vita.
Torta Piccolo Principe

giovedì 7 febbraio 2013

Storie di Cioccolato e "Dolci Libertà"

Passeggiando per le stradine solitarie di Bollate, paesello nella provincia di Milano, scopro un piccolo negozio di meraviglie dolciarie. Leggo l’insegna: "Storie di Cioccolato". Una boutique di prodotti artigianali di cioccolato e non solo.Storie di cioccolato collage1
 foto © Matteo Piganzoli
Perché parlarvi di Storie di Cioccolato? Sicuramente per la varietà e la qualità dei prodotti, in particolar però vorrei parlarvi delle dolcezze di "Dolci Libertà".
foto © Matteo Piganzoli