La torta che ho pubblicato qualche settimana fa, Delizia di franginapane, partecipa come già detto nel relativo post al contest di Genny La torta della Bontà, in collaborazione con la pasticceria Loison e La cucina di Albertone per sostenere l'associazione La vita è un dono. Non avendo colto l’occasione prima, lo faccio ora per scrivere e dedicare alcune righe in merito al signor Dario Loison,
domenica 28 febbraio 2010
ed è “di nuovo Loison” !
martedì 23 febbraio 2010
Crostatine di frolla al mais tostato con ganache al cappuccino
ovvero, apologia di una frolla e di una crema al cappuccino …
Era già da un po' che volevo postarla... Ricordate la frolla particolare al mais tostato della torta delizia al frangipane? Con quel poco che era avanzato ero riuscita a ricavarne due tortine… un peccato! Sì, perché vale la pena farne come minimo una ventina! .. a patto che ci siano altrettante persone pronte a mangiarle una ciascuno, se non volete rischiare di finirle tutte voi.
In queste crostatine la frolla acquista ancor più valore che nella torta delizia al frangipane, poiché sono semplici, ricche “solo” della ganache al cappuccino e “nient’altro”. Il sapore della farina di mais tostato si sente "cantare" sotto i denti, dando vita ad una sublime unione tra la saporita e rustica granulosità della frolla semi dolce e la paradisiaca cremosità della ganache.
… What else?
mercoledì 17 febbraio 2010
Crackers piccantini (con lm)
Ho messo a punto questa ricettina perché ogni volta che facevo il rinfresco della pasta madre, mi piangeva il cuore a buttarne via grossi pezzi... ! A voi succede mai? Non mi piace, non mi piace e non mi piace! Buttarla via intendo.
Quando si tratta di piccoli pezzi, li butto senza troppe remore. Se prevedo invece di fare più rinfreschi in un solo giorno, allora tengo via gli scarti del rinfresco, li avvolgo nella pellicola e di volta in volta li unisco, tenendoli in tutto il lasso di tempo al riparo da correnti d'aria ovviamente, di solito dentro al microonde.
Inizialmente li facevo con gli scarti di lievito madre, ma sono così tanto buoni che a dire il vero ora la pasta madre capita che la rinfresco apposta proprio per fare questi crackers! … vi meraviglierà apprendere che in questa ricetta non darò dosi esatte. Ehhh…
Sono semplici, veloci e tanto, tanto buoni! Non richiedono lievitazione e potete sbizzarrirvi come ho fatto io sui sapori e aromi da utilizzare. Una volta li ho fatti ai semini di finocchio e pepe rosa pestato, un’altra volta con abbondante rosmarino polverizzato nel frullatore e addizionato alla farina, un’altra volta con spinaci (sì sì, una piccola quantità di spinaci cotti e strizzati(ssimi)!) e paprika…
Gli ultimi fatti, mi sono finalmente decisa a fotografarli per condividerli con voi.

venerdì 12 febbraio 2010
Delizia di frangipane in guscio di frolla al mais tostato
Approfitto di questo dolce per festeggiare il mio Blog, anche se in ritardo, e soffiare la sua prima candelina, che nel poco lontano giovedì 29 gennaio 2009 approdò per la prima volta su questa affiatata, scatenata e creativa rete di foodblogger. Era da qualche tempo che non facevo torte e questo spiega l’enorme ritardo del festeggiamento. Non potevo però esimermi dal fargli festa, in fin dei conti… la Prima candelina merita di essere festeggiata più di ogni altra! Poche parole, ma ci tengo a ringraziarvi. Grazie davvero a tutti, a coloro che mi hanno seguito e sostenuto sin dagli albori, a quelli arrivati più tardi e ancora a chi ha cominciato solo di recente a seguirmi. Grazie di cuore, perché i vostri commenti sono riusciti spesso a rallegrarmi; perché i vostri commenti sono sempre stati uno stimolo a perseverare la mia passione con dedizione e impegno; sono stati anche e soprattutto motivo di gioia, comunicazione, allegria e non solo… Quanto spesso mi è capitato di esser giù di corda, o di cattivo umore? E leggere il commento di molti blogger amici mi ha aiutata a trovare di nuovo il sorriso.
Mi avete insegnato tanto tramite le discussioni, i confronti, i piccoli dibattiti tenuti nei commenti di vari post, talvolta ampliati in messaggi Facebook, talvolta tramite Email. Sono stati importanti e molto utili e spero che il mio blog continuerà a crescere mantenendo sempre (e sempre più) questa impronta, quella non della competizione bensì della condivisione.
Per tutto questo e molto altro ancora vi dico nuovamente grazie, anche se dirlo non mi sembra quasi abbastanza.
Questa torta è in parte ispirata ad una torta vista su una rivista di cucina di Roberto Carzaniga e Cristian Marabeli, pasticceri.
venerdì 5 febbraio 2010
Ravioli ripieni e tagliatelle di sfoglia agli spinaci e polvere di clementine
Ero partita da una ricetta per pasta del tipo Fileja, una pasta tipica calabrese, dal sapore rustico e dalla forma ottimale, grazie alla quale accoglie/raccoglie a meraviglia il condimento che si decide di utilizzare, tipicamente sugo di pomodoro e pecorino locale grattugiato. Per gli amanti, come me, del piccante, si può usare abbondante peperoncino e già che ci siamo sarebbe ottimo quello calabrese o ancora, utilizzare il “’Nduia di Spilinga, il salame tipico calabrese piccante e spalmabile come se fosse una crema! Che si scioglie in bocca è il minimo che si può dire !
La pasta è fatta da un semplice composto di acqua e farina, metà di grano duro e metà 00 e la sua forma è allungata e a vite: si formano dei filoncini sottili sottili, si tagliano pezzetti di una lunghezza di circa 8-10 cm, si avvolgono a spirale larga su un ferro (io avevo utilizzato un ferro n.5 per lavorare a maglia) poi si appoggia il ferro sul piano di lavoro e si rotola per una volta avanti e indietro affinché la pasta si appiattisca. Si sfila dal ferretto et voilà! Ma tutto questo non c’entra con la ricetta di oggi, o meglio… c’entra solo in parte. Quella che vi propongo non è la fileja, l’impasto però sì!
Volevo usare lo stesso impasto, mi piaceva l’idea di un impasto rustico, semplice e senza uova,
Volevo usare la mia nuova macchina per la pasta,
Volevo fare le tagliatelle, poi però mi è venuta voglia di fare anche la pasta ripiena e per farla…
volevo usare la ricotta
volevo usare il mio mix di polvere di arancia e clementina
… infine volevo usare i pinoli, così, tanto perché ci stanno bene con la ricotta… ed ecco qui: 
giovedì 4 febbraio 2010
Identità Golose 2010, Milano. Il Lusso della Semplicità.
Partire da qui è un dovere imprescindibile: Carota o caviale? Pane o brioche? Diaframma o foie gras? Nessun dubbio: caviale, brioche e foie gras, vogliamo mica passare per tontoloni che non amano il lusso e le ricchezze no? Invece la domanda non è “meglio vivere da ricchi o trascinarsi da poveri?”. Bisogna chiedersi “cosa ci appaga di più oggi? Dov’è la ricchezza a tavola? Come spendere meglio i nostri soldi?”, e allora la gioia di un pasto nasce da un ortaggio di primordiale qualità e anima, da un pane che sarà ancora buono tre giorni dopo, da una carne viva, che fa sangue e genera forza, da un olio che è “nato sulla pianta”, da una pasta che possiamo tornare a gustare in bianco perché è lei che dà il primo sapore, non il sugo che la ricopre...












