fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: Le grand fooding Milano – Prima edizione Extra Vergine

martedì 19 ottobre 2010

Le grand fooding Milano – Prima edizione Extra Vergine

Non appena si sparge voce dell’arrivo di un nuovo evento gastronomico a Milano, la prima cosa che mi viene in mente di fare è interessarmi per capire i vari aspetti che lo riguardano; la sua nascita, provenienza, storia, partner, sponsor... FOODING_MILANOMD (1) 1
Così ho contattato direttamente Alessia Rizzetto, responsabile dell’Ufficio Stampa di Le Fooding, che ha saputo rispondermi in modo essenziale ed esaudiente.

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La "mente creatrice" è quella di Alexandre Cammas e i "compagni" Marine Bidaud e Louis Daboussy.
Nella guida, così come nel sito, si legge “Né "nouvelle" né "molecolare": qui la cucina ci piace libera, viva, multiforme e tollerante […]”  potrebbe essere un ottimo slogan o pay-off di presentazione dell'evento.
Il fenomeno Fooding sembra abbia funzionato alla grande sia a Parigi che a NYC e finalmente sbarca a Milano. Come e quando nasce questa idea? Ma soprattutto, con quale intento?

Le Fooding è un movimento culinario francese, guida e sito web (cf. http://www.lefooding.com/), nato in Francia nel 2000 grazie a giovani critici gastronomici (tra cui Alexandre Cammas) che avevano come obiettivo supportare la creatività, la personalità e l’originalità delle cucine e dei ristoranti dei nostri tempi; è l’alternativa leggera e frizzante alla tradizionale Guida Michelin.

Questo movimento nasce con l’intento di stravolgere le regole che vigevano in ambito gastronomico a Parigi: non contano le stelle Michelin e l’impostazione della tavola, l’importante è mangiare bene e provare emozioni, cosa che può accadere nel più quotato ristorante come nel piccolo bistrot.

Le Fooding è dunque la negazione di tutto ciò che per molti è Vangelo: nessuna moda, nessuna cucina in particolare, nessuno stile di ristoranti; la nostra attenzione si focalizza su tutto ciò che è attuale, interessante e sincero, quindi: Food & Feeling.

Spinti dal desiderio di diffondere questo nuovo modo di approcciare il cibo, nel 2000 inizia l’organizzazione di una serie di eventi, prima in Francia, poi negli Stati Uniti, a New York, in cui protagonista d’eccellenza è il buon cibo, non fine a sé stesso, ma atto a coinvolgere tutti i sensi attraverso un mix di artisti, deejays, designers che rendono i nostri eventi unici e divertenti.

Quest’anno, per la prima volta, Le Fooding sbarca in Italia con “Le Grand Fooding Milano – Prima edizione extra vergine”, che avrà luogo il 15 ottobre negli spazi di Via Tortona n. 31.

        MappaLe Grand Casting 2010 a Le Fooding MilanoLe Grand Casting 2010 a Le Fooding MilanoLe Grand Casting 2010 a Le Fooding Milano ©Paolo Ulian
Les fromageNespressoVeuve Clicquot

Un'idea provocatoria, che contrasti i luoghi comuni per i quali "lusso" significa "mangiare bene". L'emozione può esserci (oppure no) già a partire dalla presentazione del piatto, è inevitabile. La vista è il primo Senso implicato. Ma dopo che gli occhi hanno avuto (o meno) la loro parte, l'emozione deve andare ben oltre la semplice bellezza estetica. L'emozione è suscitata dai sapori, semplici ed essenziali, o elaborati e complessi. Mangiare bene è una percezione, non solo una constatazione. Dietro una pietanza importa sì la tecnica, ma non sempre e solo quella. Importa soprattutto l'intenzione dell'artista (che in questo caso è lo chef) proprio come in un'opera d'arte.
E' importante che il piatto porti in sé una "storia". non importa quale, importa che comunichi e che lo faccia con tutti i nostri sensi.

Tra magazzini, gommisti, fabbriche abbandonate, garage. La location di via Tortona al 31 quella sera è tornata a vivere. In tutto, 10 chef di Milano, Torino, Modena, NYC, Copenaghen e Parigi alle prese col Finger Food.
Gli ingredienti fondamentali per un ottimo risultato finale sappiamo tutti quali devono essere, vero? Eccellenti materie prime. Gli ingredienti utilizzati per la preparazione de Le Grand Fooding Milano? Eccoveli.
- Una manciata di Cracco, Bottura, Scabin, Aimo e Nadia, Cesare Battisti del Ratanà di Milano, Galdina della Seta della pasticceria Galdina (Milano) e di Roberto e Arturo Maggi de La Latteria (Milano)
- un abbondante pizzico di chef internazionali come René Redzepi, Inaki Aizpitarte e David Chang
- fiumi di bollicine di
Champagne Veuve Clicquot
- un sound firmato Cookers e Nicola Guiducci (Dj set del Plastic, Milano), il gruppo elettronico più in vista d’Europa
- una collector’s guide ideata dal designer Paolo Ulian

Sfogliate intanto la Guida magnificamente illustrata di Paolo Ulian che vi aiuterà ad orientarvi nella giungla dei sapori del Fooding e ad immergervi nel piacere, tra incroci di stili e di gusti, profumi, musica e chiacchiere.
Il procedimento è un po’ a piacere.
Prendete il mix italiano, che già da solo assicura un grande successo. Aggiungeteci poco per
volta il secondo mix internazionale. Gustate intervallando da calici di bollicine Veuve Cliquot.
Fermatevi nei corridoi al coperto, tra a Le Grand Fuoco di Ghiaccio, dove Sanbittèr e Chinò offrono amore e separano il buono dal male: Ginger Chinò, Sanbittèr filtro d’amore, Elisir di timo chinato, Shottino di finocchio e Sanbittèr, M’ama non m’ama (offerto con tanto di fiorellino a petali bianchi, da staccare rigorosamente uno a uno… m’ama, non m’ama, m’ama, non m’ama, m’ama… ?).  O
ppure sostate nel cortile lungo la “via” de Les Fromages, dove mucche francesi con il loro latte hanno lasciato questo oro bianco da assaporare dopo essere già diventato fromage.
Dal bianco al nero. Una vetrina dedicata al gelato “CioccolatItaliani” (via De Amicis, Milano)  che offre una selezione di tre pregiati cioccolati sotto forma di eccezionali e sognanti gelati. Nonostante non facesse proprio caldo, c’è stato chi ha fatto il bis, ma anche il tris.
Dopo il gelato è d’obbligo fermarsi ai tavolini (posti permettendo) dove Nespresso (ilcaffèperfetto) invita a degustare i suoi Grand Cru. Un caffè per una breve pausa, non certo per finire la serata.

Il tutto accompagnato da un un ingrediente eccezionale, l’Ingrediente per eccellenza, che non dovrebbe mancare mai. La splendida compagnia. In questa occasione c’erano Barbara, Giada e le sorelle Chiara e Angela Maci. Senza loro la serata non sarebbe stata la stessa. Mi accorgo sempre più spesso di quanto sia proprio la compagnia a fare la differenza, a trasformare dei semplici momenti in momenti memorabili. Grazie ragazze.
      Le grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand fooding

Seguono alcune illustrazioni tratte dal “Manuale di sopravvivenza” di Paolo Ulian, che rappresentano le ricette proposte dagli chef, o meglio la composizione dei principali ingredienti che le compongono.
Ricetta#1

René
Redzepi del Noma, Copenaghen (premiato come miglior ristorante del mondo dal World's 50 Best Restaurants). “Dieta medievale”, 6 diversi tipi di cereali dimenticati mantecati con erbette selvatiche  e sugo di calamari, in una croccante foglia di acetosa.
Uno dei migliori finger assaggiati nel corso della serata. Cereali deliziosamente legati da una gustosa mantecatura verde brillante colore delle erbe. Il tutto adagiato e avvolto in una foglia di acetosa cosparsa con un pizzico di fior di sale nero.  E il calamaro? Non si sa dove sia finito.

Ricetta#2
Massimo Bottura dell’Osteria Francescana, Modena. “La lingua del mondo”: sushi di lingua tiepida al rafano e composta di mele.
Massimo, insieme alla sua squadra, cucina nella Camera Oscura quasi al buio. Quasi. Ma se anche fossimo entrati alla cieca, mi sarei fidata.  E voi, non giudicate a priori. Il nome lingua a molti fa venire il voltastomaco solo a pensarla. L’ho trovata invece molto interessante la proposta finger, adatta anche per i più scettici per iniziare a conoscerla. Una composizione particolare e dettagliatamente studiata: una base di riso combinata con lingua, guarnita con gocce di kren, mostarda di mele e fior di sale nero. Una meraviglia di sapori, gli ingredienti in perfetta armonia tra loro, nessuno escluso. Può piacere o disgustare, la lingua. A me è piaciuta molto e ho fato il bis.

Ricetta#5
Cesare Battisti
del Ratanà di Milano. Qui il finger è Divino. Si dice che in un piatto composto da “parti morbide”, deve esserci “la parte croccante”. Per il sushi era il fiordisale; per la foglia verde erano i cereali. In questo finger food il croccante quasi attira l’attenzione delle papille gustative più di quanto non faccia la carne. La sfoglia di nocciole al rosmarino è incredibilmente buona. I bocconcini di fassone incredibilmente morbidi. Su tutto predomina il gusto del condimento all’aceto balsamico, molto molto deciso e molto buono.

Ricetta#7
Inaki Aizpitarte, Le Chateaubriand, Parigi. “Noce di vitello con crema di fegato di baccalà ed erbe”.
Allettante ma deludente. Non mi ha soddisfatto. Ben poco sapido. Mancava di qualcosa, quel nonsocosa che lo rendesse “comprensibile” come piatto.

Ricetta#8 
David Chang, Momofuku, New York City. “Polpette di riso arrosto con nori”.
L’apice della semplicità + il massimo della particolarità. Ho fatto il bis e avrei fatto anche il tris. Palline di riso con acciughe, infilzate in stuzzichini a modo di spiedini (due palline per ognuno) cotte su una griglia e passate in un ampio contenitore contenente nori strapazzato. Croccanti fuori, morbide e cremose dentro. La nori, salata e dal sapore “marino” e una nota leggermente piccante nel complesso, davano quel gusto in più per un finger avvincente.

Ricetta#10 
Carlo Cracco, Ristorante Cracco, Milano. “Tartare di rognone alle ostriche”.
Hm. Cracco. Cracco mi piace, molto. La mia ammirazione a priori è data dalle ricette e creazioni che ho avuto modo di leggere e vedere in giro, nulla più. Carlo Cracco, una persona molto disponibile e socievole. Uno Chef, un grande Chef, che stimo molto nonostante non abbia mai avuto il piacere di degustare sue creazioni.
Questo taste però non è stato di mio gradimento. Il sapore di ostrica era troppo, davvero troppo accentuato. Non per questo dico che rognone-ostriche sia un mal riuscito abbinamento. Forse non l’ho “capito”, o forse  è più probabile non l’abbia apprezzato perché le ostriche, tra tutti i sapori marini, sono le uniche che non sono mai riuscita a farmi piacere.
Peccato. Ma ci ho provato ugualmente.

 

Potete vedere altre foto che ho scattato qui
Le grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand foodingLe grand fooding


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12 semini di vaniglia:

Ciboulette ha detto...

La settimana scorsa ne avevo letto e mi ero molto incuriosita (e mi ero persa su le Toquera, uno dei rami del sito le Fooding, ed effettivamente la "filosofia" mi aveva parecchio incuriosito, ero curiosa di sapere se sarebbe stato alla fine un bluff o una bolla di sapone.
Tu sei una garanzia, e anche se purtroppo al momento non posso vedere le foto, mi ha fatto molto piacere leggere che non fosse ne' un bluff ne' una bolla di sapone :)

sonia ha detto...

un bellissimo racconto!
brava Manu

Saretta ha detto...

Cavolo, pensavo fosse una sola, invece mi pare sia stato un evento bellissimo, che mi sono persa...Grazie del reportage Manu!
Bacione

Alex ha detto...

Mi sarebbe piaciuto esserci!!! mi era arrivato l'invito...ma ahimè non riesco sempre a spostarmi come vorrei...mi spiace soprattutto per Renè Redzepi (ho letto molto di lui in tempi passati e quindi non sospetti)...grazie per aver documentato l'evento!!

Gio ha detto...

che bello e interessante questo post, si vede che vai sempre in fondo alle cose, brava! non conoscevo le fooding (vado a vedere il loro sito)
ti ho già detto che ti invidio (con affetto!) un pò perché puoi partecipare a tutte queste belle iniziative? :)

Dora ha detto...

Manu, sempre informatissima come al solito!

Te lo scrivo qui, perchè probabilmente lo leggerai presto..ma allora ci sei a Torino?

l'albero della carambola ha detto...

Ciao, ho letto con entusiasmo il tuo resoconto e ti ringrazio per averlo pubblicato, almeno mi son fatta un'idea della manifestazione: mi sarebbe piaciuto partecipare a Le Grand Fooding ma ahimé i ticket erano esauriti.... Sulla carta mi ispirava la ricetta di Battisti e il tuo commento conferma l'impressione positiva sul "mix". Complimenti per il tuo blog,
simo

fiOrdivanilla ha detto...

@Cibo, in effetti era ciò che temevo anche io dopo il flop di Taste of Milano :\ invece questa volta il clima era diverso, più piacevole, più intimo quasi. Meno dispersivo e l'ingresso molto più "limitato". I biglietti sono finiti infatti molto tempo prima del giorno dell'evento, per fortuna :)

@Sonia :)

@Saretta, scrivere è la mia passione, ormai è risaputo :P ma mi piace tanto anche condividere con voi le mie esperienze gastronomiche ;)

@Alex, sarà per la prox volta;) tanto ormai questi eventi sono La moda eheh

@Gio, mi piace la tua invidia (ché è di quella buona).. e mi spiace tu sia lontano.. ma lontano dove esattamente se posso chiedere? :)

@Dora tesoro, dovrei venire venerdì ma temo di non riuscire perché ho da fare mlle cose... porco giuda. Mi dispiace infinitamente, non puoi immaginare quanto. uff... non ho parole :(

@alberodellacarambola ti ringrazio per aver apprezzato questo piccolo reportage.. quindi sei di Milano? Oppure saresti venuta da fuori Milano? Così a saperlo, la prox volta ci si organizza!

Gio ha detto...

vivo a Salerno! ma non è detto che uno di questi giorni prenda un aereo per Milano!
purtroppo sono un pò incasinato col lavoro, ma passerà :)

Carolina ha detto...

Trovo questi tuoi post sempre molto interessanti e affidabili.
Sì è vero è questione di gusti, però se tu mi dici che ne vale la pena o che si tratta di un bluff io mi fido ad occhi chiusi. Proprio perché sei sincera e "scremi" molto...
Le foto le avevo adocchiate con curiosità su flickr, ma essendo fuori dai giochi (ahimè!) non riuscivo a capire bene di cosa si trattasse...
Un abbraccio!

Patricia ha detto...

Hai fatto un lavoro di vera (e grande) giornalista! Davvero interessante Manu, grazie:)
pat

Chiara ha detto...

grazie per aver condiviso con chi non c'era...bel reportage! Buona settimana...