fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: luglio 2009

venerdì 31 luglio 2009

CERCO vostre opinioni e suggerimenti per una nuova e utile rubrica!

Quante volte vi capita di sfogliare libri di cucina, riviste, giornali, o di navigare in rete e leggere consigli utilissimi, astuzie, consigli d'uso... e dire "toh, questo suggerimento devo assolutamente annotarmelo! Devo ricordarmelo!" e al tempo stesso pensare "e mo' dove lo segno?".
E allora prendi carta e penna, o agendina, trascrivi il consiglio, chiudi agendina e metti via.. e così giorno dopo giorno, mese dopo mese, i consigli accumulati uno dopo l'altro, come li andrete a ripescare? Con CTRL+F ?
Oppure c'è la categoria di persone molto affezionata alla tecnologia che anziché armarsi di carta e penna, prende il cellulare e trascrive su Nuovo Messaggio > Salva in Bozze. Certi che appena arrivati a casa lo trascriveranno "da qualche parte". Si, ma dove?
Avete tutti qualche quadernetto dove segnare i consigli preziosi di cucina? Molti di voi lo hanno, lo so. Un quadernetto dove avete appuntato i 'consigli utili' trovati qua e là e in anni e anni di lettura, su come si tratta una certa verdura, il modo migliore per una cottura a puntino , oppure i "consigli dello chef" che si trovano a fondo pagina annotati in piccolino sulla maggior parte delle riviste, come ottenere un composto in un modo piuttosto che in un altro, guide all'acquisto.. e via dicendo.
Io pure lo avevo o meglio, ce l’ho ancora ma oramai non lo uso più perché proprio non fa per me, “il quadernetto”…
Okei, comincio io a confessarmi: per tanto tempo ho avuto un quadernetto qua, uno là, appunti sparsi per il cellulare.. bigliettini scritti e lasciati dentro le riviste, riviste piene di orecchiette per mantenere il segno e ricordarmi che devo 'segnarmi qualcosa'.... ma se ora riprendo uno di quei miei  quei miei quadernetti/agendine/block-notes/taccuini ecc... non so nemmeno dove lo troverei il consiglio che vado cercando "...Eppure ora mi servirebbe proprio quella notina là, utile utile, che avevo letto qualche tempo fa... c'è l'ho in mente.. ma proprio mi sfugge... Dove l'avrò scritta?"
Questo è più o meno il pensiero che mi balena in testa ogni volta, poi aggiungiamoci che mi viene anche il nervoso perché succede allo stesso modo di quando penso ad un personaggio o a una data in particolare: ce l'ho lì sulla punta della lingua ma proprio non mi viene, mi sfugge. E più ci penso, più il nome, data o cos'altro, si allontana! Lì per lì mi impunto, ché se prima non era poi così importante, poi diventa una necessità imprescindibile saperlo!! E continuo a pensarci a pensarci.. anche se so che in quei casi più ci si pensa, meno viene in mente. Quindi abbandono l'idea e fine della storia. Però il nervoso rimane :D

Ora. Tutto questo per dire cosa?
Voglio creare una nuova... RUBRICA. Uno spazio, mio ma anche vostro, che sia utile a me ma anche a voi. Una rubrica di consigli preziosi per la cucina in continua crescita e aggiornamento. Uno spazio da condividere e accessibile a tutti, in cui saranno riportati di tempo in tempo tutti i consigli di cucina più utili e che comprenda tutto quanto citato sopra, in più anche tecniche particolari, modi d'uso, piccoli segreti tramandatici dai nonni e tanto altro ancora. Tutto ciò che può essere utile sapere per il miglior uso di un ortaggio, di una pietanza, di un frutto... per la cottura, l'affettatura, il taglio e l'intaglio, l'impastatura, eccetera. Per tutti i preziosi consigli che vi annotereste per non dimenticarli, avrete presto un luogo virtuale in cui trascriverli e custodirli con la certezza di ritrovarli sempre e facilmente. Questo si potrà fare con un semplice click, CTRL+F che, come sapete, chiede la ricerca di una parola alla pagina che stiamo visitando, ma oltre a questo metodo, vorrei riuscire a semplificare al massimo la ricerca con una suddivisione di consigli per categorie.. si, ma quali categorie? Suddivisioni di che tipo? Come pensate sia meglio suddividere i "Consigli e tecniche per un migliore uso della cucina e del cibo" ?

Ed è anche per questo dunque che vi chiedo "consigli utili" prima ancora che per la cucina, per lo sviluppo di questa rubrica.

Io avevo pensato intanto di proporre un titolo che rappresenti al meglio la rubrica in questione.  Cosa ne dite?  Proviamo a idearlo insieme?
"Consigli di cucina da/dal ..."  mondo dei foodblogger? hm.. troppo lungo e troppo scontato. Oppure quello sopra potrebbe essere un'idea:  "Consigli e tecniche per un migliore uso della cucina e del cibo" ?
Ma aspetto le vostre proposte e se una delle vostre mi piacerà la sceglierò mantenendola tale, oppure ne annuncerò la scelta ma modificandola magari come meglio mi "suona". Vedremo :)

Consigli e suggerimenti sono il fine di questo post/proposta. Ci tengo molto a sapere le vostre opinioni al riguardo, affinché io possa creare al meglio questa rubrica.
Ora cominciamo con il titolo, prossimo post sarà dedicato più propriamente ai consigli sulla struttura/suddivisione/inserimento dei vostri commenti, se per e mail con l'inserimento di uno specifico titolo in "Oggetto" oppure se come "commento".

N O T E   I M P O R T A N T I .
La cosa che sicuramente vi raccomando è di citare SEMPRE la fonte del consiglio che mi manderete. Ma questo lo scriverò nella breve introduzione permanente di presentazione della rubrica. Se la vostra proposta di "consiglio utile" non sarà accompagnata dalla fonte di provenienza, non sarà pubblicata.
Altra cosa: naturalmente la fonte potete anche essere voi stessi, le vostre nonne, mamma, papà... insomma, se avete consigli utili e ritenete possano servire a tutti noi foodblogger, scriveteli! In caso siano "vostri", basterà che mettiate "fonte: vostro_nicK", altrimenti “fonte: Sale e Pepe _mese_anno” ecc..

Conto anche sul vostro passaparola, mi piacerebbe che diventasse davvero un punto di riferimento e di consultazione, uno spazio molto ricco, di grande utilità e pratico, cosicché chiunque possa trovare davvero di ogni, come dicevo all'inizio consigli, annotazioni, accorgimenti, astuzie, consigli d'uso, consigli dello "chef", ecc..

E allora...  che aspettate? Scrivete scrivete e scrivete... passate parola e “condividete”! Aspetto numerose risposte per inaugurare presto un nostro spazio dedicato ai consigli utili... da non perdere più!

Link a questo post: - Una nuova rubrica su… Consigli e tecniche per un migliore uso della cucina e del cibo dal mondo dei foodblogger. by fiOrdivanilla -

venerdì 24 luglio 2009

Frittatine ai semi di papavero

Stanotte sono andata a dormire all’una circa, pensando banalmente che se mi fossi addormentata più tardi mi sarei – chi lo sa – svegliata di conseguenza più tardi, come tutti i comuni mortali farebbero. Niente da fare. Evidentemente non faccio parte di questi comuni mortali. Alle 4 spaccate salto su dal letto attiva come non mai. Ma che diavolo mi prende?
Dopo mezzora torno nel letto e mi dico che no, non potevo far fronte alla giornata con tre misere ore di sonno. Che poi, chiamiamolo ‘sonno’.. Torno nel letto, mi giro, mi rigiro, ho caldo, penso, penso troppo, non ho sonno, mi annoio.
Mi alzo dal letto e fine della storia. Rabbia, rabbia mista a un senso di stanchezza e confusione. Rabbia perché vorrei davvero riuscire a dormire di più, sicuramente gioverebbe non poco da molti punti di vista. Confusione perché in fondo non sono sotto stress universitario ora come ora.. quindi cosa c’è che non va? Domanda retorica.

Beh allora visto che nell’arco della giornata non ho molto tempo libero da riuscire a sedermi con calma a scrivere un post, credo che questa sia la giusta occasione.

Frittatine ai semi di papavero © Manuela Viel

Nel post precedente ho postato le frittatine ribes e fave… beh, le ho replicate talmente erano buone e belle: l’impasto è lo stesso, per cui vi rimando alla
ricetta precedente. L’unica diversità sta nella quantità di impasto versata negli stampini:
- versare un sottile strato di impasto negli stampi di silicone Silikomart (ma vanno bene anche stampi da muffin dal diametro non troppo piccolo, da riempire sempre con uno strato sottile di composto);

- appoggiare sopra un rametto di rosmarino premendolo leggerissimamente in modo tale da immergerlo lievemente ma pur sempre mantenendolo in superficie

- a metà cottura cospargere le superfici con semini di papavero (se lo fate prima, durante la cottura vengono “inglobati”.
A proposito di quest’ultimo passaggio, sarebbe anche bello se venissero inglobati nell’impasto, certo… ma in tal caso suggerisco allora di fare così: tostate prima i semini di papavero, così sprigionano tutto il loro profumo e aroma, dando il meglio di sé in quanto a sapore; mescolateli per bene insieme all’impasto, dividete negli stampini e mettere il rosmarino come spiegato sopra.
Frittatine ai semi di papavero © Manuela Viel
Frittatine ai semi di papavero © Manuela Viel
- a chi non piace l’effetto frittatina al forno, può cuocere un po’ di più del tempo indicato, come ho fatto io.

lunedì 20 luglio 2009

Frittatine ribes e fave

Queste frittatine sono veramente ma veramente buone. E poi quello che mi è piaciuto è l’aver giocato con due colori molto belli, che legano molto bene tra di loro: il rosso luminoso e dominante del ribes, il verde tenero e recessivo delle fave. E dire che non l’avevo neanche pensato prima, ovvero: all’ultimo mi è venuto in mente di arricchire le frittatine sia di gusto, sia di estetica. Guardando in frigo, avevo: delle fave, dei piselli, del prosciutto… del ribes e altro ovviamente. Beh, io ho optato per qualcosa di insolito e particolare, oltre le fave ho quindi scelto il ribes. Il ribes, che in forno si cuoce anche un poco, rilascia il suo succhino aspro e, credetemi, sta proprio bene ed è, per quanto particolare e strano l’accostamento possa sembrare, molto gradevole al palato.

Il connubio uova e fave invece, lo conoscete ormai tutti, ed è buonissimo.

Questi antipasti li ho fatti nel periodo di studio, per questo non avevo ancora avuto modo di postarli… L’occasione è stata la festa di laurea di una mia carissima amica. Mi era stato chiesto se potevo aiutare e preparare qualcosa ed io come potevo sottrarmi da una simile richiesta?
Beh, queste frittatine sono uno degli antipasti che ho proposto.
Frittatine con ribes © Manuela Viel
Le mie dosi erano di gran lunga maggiori, in questa ricetta le riadatto per voi, per dosi un po’ più ragionevoli…

Frittatine ribes e fave
Ingredienti:
4 uova
120 gr di parmigiano grattugiato *leggere nota
1 cucchiaino e mezzo di senape (io ho usato una senape deliziosa, ve la segnalo così come cita l’etichetta: moustarde au basilic – au vin blanc). Potete ovviamente usare una qualunque altra senape
100 ml di panna fresca liquida
burro
sale e pepe

ribes e fave

In una ciotola rompete le uova e unitevi la senape, la panna, una presa di sale e una macinata abbondante di pepe. Sbattete leggermente. Unitevi anche il parmigiano e mescolate tutto il composto per bene e con cura.

Versate il composto preparato in stampini di silicone circolari o stampi di silicone da muffin dal diametro non troppo piccolo, aiutandovi con un mestolino, in modo da formare in ognuno uno strato di circa 1 cm (in cottura si gonfia molto!)
Nel caso di utilizzo di uno stampo da muffin in metallo,
ricordatevi di imburrare leggermente gli stampini. Non ce ne sarà bisogno se invece utilizzerete quello in silicone*, così come ho fatto io. Date le dosi non proprio limitate, ho usato tutto ciò di cui disponevo in silicone per terminare l'impasto! *leggere nota 2. Aggiungete al centro di ciascuno un chicco di ribes e in un altro una fava, e così via.

Mettete lo stampo (o gli stampi) in forno a 180° per circa 10/15 o 20 minuti. Qui il tempo varia molto a seconda dello stampo usato e a seconda… del proprio forno, come ben sapete.
Le frittatine devono risultare belle gonfie e dorate. Se vi sembrerà non siano ancora ben cotte, bucherellatele al centro e fate cuocere ancora. Il tempo di cottura varia molto anche in base ai propri gusti. C’è a chi piace la frittata poco cotta e ancora un po’ umida, tipo clafoutis, chi la preferisce ben ben cotta, ecc…

Lasciatele raffreddare completamente e SOLO POI sformatele delicatamente per non romperle.
Sono un ottimo spuntino, aperitivo, antipasto… e sono ottime per un pic nic.

Note.
* avendole fatte e provate, posso darvi un personale suggerimento? Magari la prima volta fatele così, come me, ma la successiva provate a sostituire il parmigiano con dell’emmentaler, grattugiato con la mitica
zester della Microplane, o una grattugia a fori grossi. Conferisce un sapore più delicato rispetto al primo.

* oltre ai tradizionali stampi da muffin, ho poi fatto delle sperimentazioni con altre forme, una in particolare merita una nota: dopo aver osservato che a metà cottura le frittatine si gonfiavano a dismisura come mongolfiere, tanto che mi chiedevo se stesse venendo fuori un soufflé o che altro, ho provato ad utilizzare degli stampi di silicone, sempre della Silikomart, di forma semi sferica dal diametro piccolino (circa 2/4 cm) e ho aumentato il tempo di cottura… è venuto un bon bon da paura! Bisogna cuocerlo un poco di più rispetto alle frittatine piatte, fino a che si rigonfia a tal punto da "aggrovigliarsi" su se stesso.. è bellissimo a vedersi e soprattutto buono, croccante fuori, morbido dentro. Se lo fate, ve ne renderete conto da soli. Siccome la mia era una prova, non ho aggiunto alcun ripieno, ma in questo bon bon starebbero benissimo dei cubettini di prosciutto per esempio.

* all’ultimo momento ho deciso di aggiungere a parte dell’impasto un trito di rosmarino fresco - nelle foto si nota.
Frittatine con fave © Manuela Viel

giovedì 16 luglio 2009

Ritorno!

Volevo ringraziare infinitamente tutti coloro che hanno continuato a seguirmi in questo mio lungo periodo di assenza, quando a stento riuscivo a postare, quasi per niente. Il più delle volte mi connettevo ad internet via palmare giusto per leggere la posta (e facebook:D).
Vi annuncio che non tornerò sugli ultimi mie post per rispondere ad ognuno singolarmente, scusatemi ma preferisco "andare avanti". Nonostante questo ho letto tutti quanti i vostri commenti, non potrei mai evitare di farlo, sono il mio sorriso quotidiano e uno dei migliori stimoli e sostegni di questo blog. Grazie per tutti gli auguri che mi avete fatto per l’esame, per quell'esame quasi odiato ma allo stesso tempo tanto agognato per potermelo togliere finalmente dalle scatole.


Passato l’esame di
Economia della Cultura, tra economia aziendale e bilanci, che poco o niente hanno a che fare con il mio Corso di Laurea, ho tirato un grande sospirone di sollievo. L’attesa è stata una delle più lunghe mai capitate: dalle 9.00 alle 14.00. Un’eternità. Ero proprio l’ultima dannazione. Ma via, ho portato a casa un bel 28 in Economia, materia per me assai ostica e poco digeribile (per essere fini e per non fare un torto a chi la studia!:). Non è un 30, ma che importa? Sono felice di essere riuscita a passare un esame e anche molto bene, considerando che ero convinta di dover accettare un misero 18.
Ma dimentichiamoci dei numeri ora (non solo quelli delle votazioni, ma anche quelli di economia!), me la sono tolta dalle scatole ed è questo ciò che conta (per la mia personale tranquillità!).

Il giorno stesso dell’esame dopo aver fatto un paio di chiamate, ho spento i cellulari e mi sono totalmente riposata senza-far-nulla. Ho trascorso metà pomeriggio a prendere il sole, un passatempo insolito per me, che odio stare a far niente. Ma volevo riassaporare proprio quel dolcefarniente che è ormai un punto inesistente o oscuro nella mia quotidianità. Ne avevo bisogno, avevo bisogno di restare così, sotto il sole, a pensare ma anche no, a leggere il mio libro lasciato chiuso per quasi un mese, ad appisolarmi rimanendo nel dormiveglia e risvegliarmi per il fastidioso formicolio provocato da un insetto posatosi sul mio braccio o mano...  
Rimanere così, per diverse ore.


Ormai molti di voi sanno che quasi un giorno si e uno no vado all'azienda agricola a prendere il latte crudo con i miei rollerblade… L'azienda non dista molto ma con i roller a velocità anche sostenuta, ci metto un po'.. Un'oretta in tutto. Settimana scorsa ho visto un leprotto e l'ho fotografato.. non è venuto bene ma insomma, si vede! Non potete immaginare quanto mi rallegrano piccolezze come questa.

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Ieri mattina ancora rollerblade, ma sono uscita troppo tardi, verso le 7, un orario indecente per uscire pensando di poter trovarsi ancora immersi nel magico silenzio mattutino, ancora nitido, pulito e fresco... oh no, a quell'ora è già caos. Mai più quegli orari per uscire a far sport!
Niente a che vedere con free climbing, dove lassù tra le montagne a metà tra terra e cielo, aggrappata a qualche sporgenza rocciosa, mi guardo dietro le spalle, poi sù, poi giù.. e mi immobilizzo meravigliata da tutto lo splendore che mi circonda. La Natura. Niente di più meraviglioso, niente di più grande, niente è paragonabile alla Natura.

E’ un’inspiegabile sensazione quella che provo quando faccio free climbing. Fermarmi un attimo aggrappata alla roccia, sfinita dalla forza impiegata, mettermi in posizione di riposo dopo aver trovato un giusto appoggio “comodo” per le punte dei piedi, comodo da consentirmi di non impiegare troppo i muscoli nel mantenere quella posizione …  girare il capo, voltarmi indietro e osservare che proprio davanti a me, lì, in quell’istante, ho l'Infinito.  Le nuvole e il cielo più vicini a me, poi le vallate e qualche laghetto “laggiù” più lontani a fare da sfondo. Immaginate di vedere un quadro impressionista, forse non proprio come quelli di Monet.. un quadro un po’ più nitido, dalle linee e dai tratti più precisi e definiti, ma con quella stessa dolcezza e romanticità tipica dello stile impressionista.
Quelle visioni di paesaggi per me sono sono come un quadro senza cornice: da lassù non vi sono confini, non si vedono strade, né uomini, né altro di simile. Solo la  grandezza della natura. Per questo non c’è cornice. Si è direttamente dentro al quadro.

… la fatica, la stanchezza e anche quella lieve e fibrillante paura, alimentano in me l'emozione dell’arrampicata. E tutte queste emozioni si ricompensano semplicemente della vista di tutto quello splendore.

So quindi cosa provava mio padre, volteggiante sotto un'enorme ala, sotto la vela del suo parapendio. Le prime volte ero solita esprimergli le emozioni dell'arrampicata, mi sentivo gasata, entusiasta… e lui una volta mi ha risposto questo: "Ora sai cosa provavo in volo, a volte quando cerchi una termica e dal nulla appare un falchetto che con uno stridio ti invita a seguirlo accompagnandoti dove la corrente ti porterà in alto"; allora ricordo che mi erano venute le lacrime agli occhi. Come dice bene mio padre, "Quando si fanno attività che ti portano ad essere a contatto con la natura, devi essere cieco, sordo  e senza olfatto contemporaneamente per non accorgerti della vita e delle belle cose che ci sono attorno a noi in quel momento".

La forza della natura è ineguagliabile "La natura non va sfidata, bisogna conoscerla, capirla, capirne i segreti, altrimenti se la prendi di petto ti schiaccia" ed è verissimo, ha ragione il mio papà. Chi spesso l'ha sottovalutata ne è rimasto sconfitto. La natura, proprio come dice lui, non va sottovalutata.. ma c'è chi commette questo enorme sbaglio. La natura non bisogna sfidarla, bisogna prenderla a braccetto facendosi accompagnare nella miriade di segreti e misteri che essa cela, arcani segreti silenti che non tutti hanno la sensibilità di comprendere.

Montagna e città sono una perfetta contraddizione radicale. Io mi meraviglio ancora quando, in montagna, mi capita di riuscire ad avvicinarmi  tranquillamente ad una farfalla posata sulla roccia di una fonte d’acqua. Ricordo che l’ultima volta avvicinavo piano la mano, ma senza speranza, convinta che da un momento all'altro sarebbe volata via come tutte le farfalle di città. Ma quando questa anziché scappare via con un semplice battito d'ali s’è spostata sulla mia mano mi è sembrato un miracolo. E scusate se a me queste cose emozionano, ma non posso farci nulla. E’ la Natura. Ecco cos'è. Sono la forza e la bellezza della natura che mi emozionano. E' sentire il vento sussurrare anziché soffiare. E' vedere le nuvole prendere forma come se stessero colloquiando tra di loro, intente in un animato dialogo. E' respirare l'altezza dal suolo e sentirsi più su che giù, a un passo dal cielo e distanti dalla terra. E' il guardare dietro le proprie spalle e vedere uno spettacolo mozzafiato anziché vedere strade e caos.

Vi chiederete perché ho scritto tutto questo e sinceramente non lo so nemmeno io. Forse perché ora che ho finalmente ho un po’ di tempo libero
e sono mentalmente più tranquilla (a parte le ore a lavoricchiare part time da mio padre) mi sono ritrovata a scrivere di questi ultimi giorni travolta dalla spensieratezza, da una insolita sensazione di benessere e soddisfazione insieme.
Spero di non avervi annoiato troppo, a voi che siete arrivati fin qui nella lettura.

Questo fine settimana o il prossimo tornerò di sicuro tra le montagne a fare un po’ di arrampicata e non vedo l’ora. Ma ancor di più non vedo l’ora di riprendere a fare le cose che più amo e che in questi ultimi tempi ho trascurato fin troppo… cucina e fotografia… e poi qualche mostra in programma da visitare :)

Questo è solo un post di saluto a voi e di ringraziamenti… e anche di “ben tornata a me”, perché sono contenta di essere di nuovo tra di voi!
Due parole ancora, sul blog: noterete qualche piccolo aggiornamento a livello strutturale, apportato per necessità: odio il disordine e stava cominciando ad esseci troppa “roba libera” nella colonna a lato, come un armadio in cui c’è di tutto e di più, senza criterio.. Così ho pensato intanto di riunire e dividere per sezioni (nella barra qui in alto) l’intero indice delle mie ricette (Sommario Ricette) e delle raccolte e contest a cui ho partecipato/a cui partecipo (Raccolte|Contest). Man mano vedrò se sarà necessario creare altre sezioni ma intanto il più l’ho fatto : ) Spero sia di vostro gradimento ma oltre questo che sia soprattutto comodo per voi.. in caso contrario vi prego di farmelo sapere perché naturalmente farò in modo da apportare modifiche in base anche alle vostre preferenze : )

Ci vediamo al prossimo post con qualcosa… di sfizioso :)

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero.

SCARICAILLOGOEPUBBLICALO 
Poche righe, non ho avuto tempo di farlo ieri e lo faccio brevemente ora.
Copio/incollo il post di Genny con successivi miei commenti, che è possibile trovare anche direttamente nel suo blog.
Per aderire all'appello contro il DDL Alfano che sta imbavaglia l’informazione di rete, andate direttamente al sito Internet
Diritto alla rete.

dal blog di Genny.
.. come me spero che a tacere per alzare la voce siano in molti.

Ho sempre pensato che questo blog dovesse occuparsi solo di cucina. Ma qui le cose stanno precipitando e forse è il caso di manifestare con ogni strumento il dissenso. In questo caso in particolare, il dissenso contro un ddl, il Decreto Alfano, che mettendo sullo stesso piano giornalisti e blogger, limita la libertà di entrambi.
Nessuno ci vieterà di postare delle ricette. E lo sciopero non consiste nel non pubblicare oggi un bel piattino.Ma un giorno potremmo voler dire qualsiasi altra cosa, ed essere invitati a rettificarlo entro 48 ore massimo. O non potremo dirlo del tutto. Ognuno di noi si prende da sempre la responsabilità delle proprie azioni, e questo è giusto, e la rete va regolata, arcigiusto, ma non soffocata. A meno che non si voglia in qualchemodo far tacere uno strumento potentissimo di informazione.

In un paese che già viene classificato come Parzialmente Libero , dove la libertà di stampa è inserio pericolo, credo che tutti dovremmo indignarci e manifestare la nostra indignazione.

Ci riguarda tutti. Anche chi per ora non si sente parte in causa.


Grazie Genny per averci reso l’informazione e averci reso partecipi di questo fatto interessante e che, sicuramente, ci tocca direttamente e indirettamente un po’ tutti.

Questo è quel che penso..

Che "la situazione europea, a parte il significativo deterioramento del clima in Italia, è decisamente positiva rispetto a quella di altre aree del mondo" a me sinceramente non acquieta affatto. Il peggioramento delle condizioni di libertà di manifestazione del pensiero e dei media riguarda in particolar modo quest'anno duemilanove, come si dice, ma in realtà la libertà di stampa sta retrocedendo già da molto tempo. Senza contare che l'ambiente, in generale, è in crisi in ogni senso.
Il fatto preoccupante non è tanto la retrocessione dell'Italia, perché l'Italia è considerata retrocessa non in sé, ma considerandola in relazione alla categoria dei "Paesi parzialmente liberi". Più che altro il dato sconcertante è che i politici, secondo me, più che altro hanno paura di questa libertà di stampa. E poi, anche, "a seguito di intimidazioni ai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra" (per caso Berlusconi ha paura dell'eccessiva libertà di stampa? No.. non ditemelo!) e tante altre cose.
Beh, insomma, direi proprio che le cose stanno degenerando.. ma credo che, purtroppo, queste cose siano già programmate, nel senso che se è così che deve andare, ossia che la libertà di stampa retroceda, così andrà. Perché sono cose.. come dire, già decise internamente. E ciò che occorre, ai politici (che decidono tutto a seconda dei propri interessi e vantaggi), è solo del tempo.

Come mi ha risposto Genny…

"è vero anche io ho sempre pensato che gli scioperi oggi come oggi , contino poco. Ma purtroppo miare che non ci resti molto altro da fare per manifestare civilmente.e sinceramente, questa è una delle cose "minori" sulle quali manifesterei ogi come oggi...ma pensare che tanto così andarà no? ti ricordi che giorno è domani p francia per esempio? Se li avessero aspettato che tutto andasse come andasse....
poi che in italia lo faremo perchè il senso civico di tutti e non solo di uno, per carità, è sepolto sotto gli interessi privati , è da vedere purtroppo ...”

Su questo ha ragione. Solo che trovo – ma non è questo il caso - che molte manifestazioni-scioperi ecc. abbiano oggi perlopiù significato = a zero. Non sempre, per fortuna. Ma provate ad andare in piazza dai manifestanti-studenti a chiedere per quale ragione stanno manifestando? Per quale ragione alzano la bandiera della falce e martello? Secondo voi saprebbero rispondere? Ve lo dico io, la gran parte no, la maggior parte ignora il motivo e nemmeno se ne interessa. L’interesse è tutto puntato sul “manifestare” e basta.

Quindi per scioperi come questi, per il diritto di stampa, ecc. per i quali si ha motivazione, ragione e desiderio di farlo e di avere un obiettivo e uno scopo ben saldo, sono d'accordissimo anch'io, assolutamente. Che poi siano efficaci, questi scioperi, oppure no.. poco importa. Uno non lo fa per forza pensando ci sarà un risvolto totale della situazione, né che possa anche solo minimamente cambiare.. uno lo fa per portare avanti la sua posizione, punto, lo fa con tutta la dedizione e convinzione possibile. Poi quel che succederà, succederà.


In ogni caso – a parte questo post che era necessario - che sciopero sia!

locandinanavona

martedì 7 luglio 2009

Sformatino di grano cotto in ratatouille

Sformatino di grano cotto in ratatouille © Manuela Viel mi scuso immensamente con tutti voi se sono sparita, ma devo dare la precedenza allo studio in questi ultimi tempi (mi verrebbe da aggiungere "purtroppo", ma sarebbe un controsenso dato che a me, comunque sia, studiare piace). Solo che la cucina mi manca, postare mi manca, scrivere mi manca, fotografare pure. E anche voi mi mancate anzi, soprattutto voi :)
Un passaggio veloce dunque e una foto scattata altrettanto velocemente, nei limiti della decenza :(

Perdonatemi se non passo nemmeno dai vostri blog.. ma se dovessi farlo mi perderei troppo tra le vostre meraviglie e delizie di sempre. Dopo l'esame tornerò più attiva che mai, promesso. E ho in “archivio” tante di quelle cose lasciate indietro e non ancora postate…

L’ultima cosa per cui vi chiedo di scusarmi è
la mancanza delle dosi, il fatto è che sono andata ad occhio essendo stata una preparazione fatta così, su due piedi, senza programmazione alcuna. Inoltre, l’ho pensata per mia mamma e l’ho appunto cucinata solo per lei.. anche se abbondantemente :)

Ingredienti
- grano cotto
- pancetta affumicata (tagliata a listarelle)
- olio extravergine di oliva
- aglio o cipolla (io cipolla rossa)
- pomodorini ciliegini (o perini)
- peperoncini secchi piccanti; i miei sono peperoncini secchi dell'India, comperati non ricordo dove
- sale fino

- ratatouille (già pronta della Bonduelle)

- brodo vegetale già preparato e mantenuto al caldo per usarlo all'occorrenza

- germogli di cipolla (facoltativi); questi li ho trovati in Svizzera e non so dove si possano trovare qui

Soffriggete nella padella - dove avrete versato un fondo di olio - la cipolla tagliata a listarelle e fatela appassire aggiungendo, una volta divenuta leggermente dorata, del brodo vegetale. Una volta appassita aggiungete la pancetta affumicata e il peperoncino spezzettato grossolanamente con tutti i semini interni e soffriggete anche questa. Dopo averla rosolata un po', aggiungete i pomodorini tagliati a metà (ma anche in quarti) e fateli appassire per bene, facendo ritirare così il liquido rilasciato dai pomodorini stessi. Mescolate bene il tutto.
La quantità di peperoncini aggiunti varia a seconda del gusto. A me e a mia mamma, ad esempio, il "moolto piccante" piace.

Aggiungete ora la ratatouille (io solo qualche cucchiaiata, data la porzione minima). Cuocete ancora per un paio di minuti a fuoco medio per scaldare il tutto omogeneamente, continuando a mescolare.

A cottura ultimata versate nella padella il grano cotto e rimestate per un paio di minuti ancora a fuoco basso per amalgamare il tutto, aggiungendo anche un bel pizzico di sale. In caso risultasse per i vostri gusti troppo "mantecato", aggiungere un poco di brodo vegetale caldo e rimestare.

Sformate con un coppa pasta in un bel piatto e decorate con germogli di cipolla. Servite caldo.


un affettuoso saluto a tutti… E anche se per il momento sono sparita, non dimenticatemi! ;)

EDIT: con questa ricetta partecipo al contest “Sapore di Sfida III - Ricette sotto l'ombrellone” di Giallo Zafferano 
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