fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: maggio 2009

domenica 31 maggio 2009

“Turismo” a Milano tra negozi di cucina, casalinghi e gastronomia

Turismo a Milano? Altro che giapponesi… !

Ieri è stata una giornata stupenda, dimenticando senza molta fatica lo studio a cui mi ero detta mi sarei completamente dedicata nel weekend. Sì lo studio è importante per me, però la giornata di ieri è valsa come mille di studio. Mi meraviglio sempre di più di come riesca ad essere già così in confidenza con
Nicky nonostante sia solo la seconda volta che la incontro! Sia con lei, sia con il suo simpaticissimo e gentilissimo boyfriend R.
Merito suo se ho ceduto accettando l’uscita, se non mi avesse detto "ormai non mi scappi, tanto so dove abiti e ti veniamo a prendere!", avrei detto meglio di no perché "devo studiare". Ormai questa frase risuona nella mia testa come una preghiera, un rituale, come se al mondo ci fosse solo quello. Lo studio mi piace, questo è vero, ma c'è dell'altro: forse è che ho bisogno di fissarmi su qualcosa per non pensare ad altre faccende che nuocerebbero al mio umore.
Per questo dico che ieri ho passato una magnifica giornata che per me vale più di mille di studio, perché se 7 ore di studio potrebbero sembrare un suicidio interminabile, 7 ore in piacevole compagnia tra dentro e fuori dai negozi di cucina e non, shopping vario tra utensili, vivande e pietanze, libri e riviste e poi camminate e chiacchiere, sono un nonnulla, ovverosia un tempo così piacevolmente trascorso che è letteralmente volato via, un tempo così breve come la pronuncia della parola s e t t e.

*
Ho finalmente trovato il glucosio liquido e di questo ne sono felice perché per fare il caramello soprattutto (ma anche per altro) e far sì che non si cristallizzi lo zucchero sulle pareti (fastidiosissimo) è di un’utilità indicibile.

Ok. Glucosio a parte... li ho guidati (anche se non ero io a guidare:) in un negozio di Milano che ben pochi conoscono, poiché situato in una zona dove probabilmente passa inosservato, in quanto la zona è solitamente una strada di "passaggio veloce". Sebbene il negozio non sia molto grande, è però iper fornitissimo soprattutto di utensili e stampi in silicone della silikomart, che talvolta è meglio chiederne la disponibilità di alcuni perché ne hanno talmente tante varietà che non si trovato tutti esposti.
E' il Fornaro, negozio storico di Milano che nasce nel lontano 1945 subito dopo la guerra. Nasce come negozio di casalinghi ma cresce adattandosi alle esigenze e richieste di un pubblico sempre più vasto e appassionato di cucina, dagli accessori, agli utensili, ai piccoli elettrodomestici, ai servizi di piatti e cristallerie, decorazione per la casa... Qui trovate proprio di tutto - o quasi - per la vostra cucina. Senza contare (ma direi piuttosto contando SOPRATTUTTO) la piacevole atmosfera quasi d'altri tempi, con la gentilezza, la competenza e professionalità, la disponibilità e cortesia della conduzione famigliare dei proprietari.
E il tutto, permettetemi di dirlo, a prezzi onestissimi - e scusate se chiamo in causa i prezzi, ma credo sia nell'interesse di tutti essere a conoscenza delle spese a cui si vanno in contro, quando possibile, data la crisi economica attuale. Pare infatti strano parlare di 'prezzi onesti' di questi tempi, con le crisi economiche che hanno preso il sopravvento quasi su tutto. Ma qui, in questo negozio, parlare di onestà non è poi così strano, perché si ha a che fare con persone entusiaste, appassionate e dedite al loro lavoro.

Fornaro offre periodicamente anche diverse promozioni sui propri articoli e organizza annualmente iniziative inerenti alla cucina come ad esempio una cuoca che mensilmente (di solito nei mesi invernali da quanto mi sembra di avere capito) si reca presso il negozio Fornaro e cucina direttamente presso il negozio, mostrandosi all'esterno suppongo, spiegando dettagliatamente e molto chiaramente la fattura delle sue modeste ma ricercate ricette, proponendone poi la degustazione ai clienti e agli interessati. E' una cosa molto carina e interessante.
Per sapere quando ci sono questi piccoli eventi e iniziative, ma anche solo per avere maggiori informazioni, basta lasciare contattarli per essere aggiornati o ricontattati. Come?
Scrivete a Stefano Fornaro via mail: stefano.fornaro@fastwebnet.it
oppure telefonate al numero: 02/58307127
o ancora, visitate la pagina del sito web di presentazione del negozio
e vi consiglio di farlo perché oltre i dettagli di cui vi ho già fornito, trovate tutte le marche di cui dispone il negozio e loro relative Proposte: elettrodomestici, piatti e bicchieri, servizi per tè, caffè e colazione in genere, accessori da tavola, pentole e padelle, coltelleria, accessori da cucina, decorazione per la casa... 
Qui, ieri, tra le tante cose ho comperato anche - e finalmente - la stupenda
grattugia Microplane! Non vedo l'ora di usarla :)
Infine non mi rimane altro da dire che io, questo negozio, sento di volerlo personalmente consigliare a tutti voi foodbloggers di Milano, con la certezza che non ne rimarreste delusi.

*
Tornando alla mia giornatina.
Dopo Fornaro breve passaggio da Beretta, mooolto breve: perché lo abbiamo trovato chiuso.
Poi sosta in via Baracchini (vicino piazza Diaz, una traversa che porta dritti in via Larga) presso il negozio storico di mio padre, il Viel (in chiusura nei prossimi mesi per una nuova apertura in uno spazio più grande, forse in zona via Dante). Presentati mamma e papà a Nicky e compagno, siamo rimasti a chiacchierare una mezzoretta di gelati, frutta, verdura, ortomercato e così via... argomenti apparentemente semplici ma che tra persone come noi, appassionate di cucina, cibi, gastronomia e tutto ciò che gli riguarda, anche tali argomenti diventano ricchi e interessanti, non più solo parole ma diventano anche consigli utili che ci si danno a vicenda, suggerimenti, nuove informazioni... come lavorare a più teste, uno sa una cosa e uno un’altra e scambiandosi informazioni si arriva ad una conoscenza delle cose via via più grande… E questo lo trovo molto bello.
Dopodiché siamo ripartiti dal negozio e il vago pensiero ma non del tutto convinto era quello di tornare verso casa... ma la mitica Nicky propone un'altra tappa, che si è poi allargata ad altre due tappe (o tre, non ricordo!): un negozio di prodotti tipici francesi, "Comptor de France - prelibatezze francesi", dove mi sono lasciata conquistare da alcune mostarde dai diversi sapori: mostarda al basilico, mostarda al ribes rosso e mostarda al miele. Rientrati in macchina, propongo di assaggiare quella al ribes ma in mancanza di cucchiaini, domando come si possa fare.. Niente paura, perché Nicky se ne esce con un suggerimento di utensile da usare al posto del cucchiaino, unico utensile disponibile in quel momento: il dito! Come ho fatto a non pensarci prima! Ma R. dice che non gli piace la mostarda, Nicky invece dice di non averne molta voglia e io stavo quindi per rinunciarci... ma con la loro dolce e amabile insistenza, ho ceduto: ho aperto la mostarda al ribes e ho tinto e profumato di rosa il mio mignolino ... FANTASTICA! E via con una seconda immersione... fosse per me sarei andata avanti a degustarla così, tra il sapore della mostarda e quello neutro del mio ditino ;) .. una sorta di tête-à-tête conoscitivo :D

Torniamo alla macchina e ci dirigiamo verso via XXII marzo, presso il reparto casalinghi, cucina e prodotti enogastronomici della Coin, dove anche lì abbiamo trovato diverse cose interessanti da comperare, tra cui ciotoline per salsine dalla forma carinissima, confetture particolari, gelatine di aceto balsamico al fico, bevande, formaggi, sali, libri... di tutto e di più.
Non so se mi sbaglio e non ricordo, ma una volta usciti dalla Coin credo proprio che siamo tornati verso casa.
Ultima tappa è stata quella dell’azienda Agricola "Furia" di Fortini Giuseppe, a Bollate (MI): li ho indirizzati qui perché abiamo entrambi vicini a questo posto, ed io già lo conoscevo perché fino a qualche tempo fa mi recavo settimanalmente per acquistare un paio di bottiglie per volta di latte crudo. Gli ho fatto conoscere questo posto bellissimo, pareva di stare in campagna… tra l’odore di mucca e di fieno (che, per carità, non chiamo “profumo”, ma io lo ritengo un odore gredevolissimo perché mi evoca tante emozioni e sensazioni piacevoli), il cavallo, il pony, e l’asino che rompeva le scatole al cavallo… e poi le mie domande veramente ma veramente stupide (ma apposta tali:) sull’asino e su quegli animali che se stanno così tutto il giorno in un recinto a mangiucchiare l’erba pensando a chissà cosa.. e da qui la domanda degna del programma Chi vuol essere milionario “ma a cosa pensano questi animali tutto il giorno?” (guardate che non vi pago mica se mi rispondete eh).
D’accordo, vi sto spingendo inconsciamente a pensarmi pazza o comunque a pensare male di me :D ma vi assicuro che non sono così male sù (Nicky metti una buona parola per me dai!)

Siamo arrivati sotto casa mia alle 17 e qualcosa e mentre Nicky segnava alcune pagine che la avrei scannerizzato, sono salita a prendere un vasetto di yogurt da me fatto per farglielo assaggiare.
A proposito di yogurt voglio dirvi appunto due parole che introducono il prossimo (o uno dei prossimi, in caso pubblicassi prima le brioche di Christofer Felder): da quando ho letto il post di Paoletta su come fare lo yogurt fatto in casa, mi è presa la mania di farlo in continuazione.. Intanto perché Paoletta lo spiega proprio bene come farlo; poi perché la sua ricetta è una garanzia e dopo averlo fatto ne ho avuta la conferma.
Partendo dalla sua perfetta e minuziosa spiegazione, ho tentato di maturare ancor più esperienza nella realizzazione dello stesso con più e più prove e metodi documentandomi a dovere quanto più mi è stato possibile, prelevando informazioni sia da fonti web, sia dai libri. Il mio obiettivo era quello di tendere alla perfezione (cosa comunque oggettivamente impossibile da raggiungere e ne sono cosciente) e ho apportato di volta in volta precisazioni nel procedimento in base appunto alla mia esperienza, provando diversi tipi di latte, diversi metodi di mantenimento dello stesso per farlo fermentare, il tempo e così via, apportando alla fine anche degli accorgimenti per facilitare alcuni passaggi.
Intanto stamane, anzi stanotte, mi sono svegliata insonne.. come al solito. Alle 4.20 circa. E mi sono messa a rifare lo yogurt con il latte fresco preso ieri. Domani vedrò i risultati di questa ennesima prova!

Un saluto a tutti
vostraritornatafiOrdivanilla*

venerdì 29 maggio 2009

A voi foodbloggers. Lettera, sagra, premi…

Ritorno con
Una lettera per voi..
una sagra francese… 
alcuni premi, ringraziamenti e… 
si ricomincia.

Via il gesso rimangono delle dita intorpidite (e ricordi neanche un poco sbiaditi). Mi sentivo una ragazza diversamente abile (con tutto il rispetto e senza alcunissima offesa per le persone realmente disabili, sia chiaro!).. il polso mi cedeva e la mano mi cadeva a penzoloni con le dita monche e accavallate l’una sull’altra.. da una parte ero terrorizzata dal pensiero che non fosse andato a posto per bene l’osso, che la frattura non si fosse ricomposta..  dall’altra parte mi veniva da ridere a crepapelle.. mi sembrava di vedermi dall’esterno e ridevo da sola! tant’è che ho attaccato la ridarella anche a mio fratello che, con tanta grazia e dolcezza, dice.. “tu sei tutta fuori” .. :) grazie M.!
La pelle della mia povera mano è … non so come dire… ecco sì, ora che la osservo sembra di vedere l’esterno di un ananas, la buccia, sapete no. So che è un confronto alquanto strano ma vi posso assicurare che è la prima cosa che mi è venuta in mente in questo momento guardandomi la mano! Più semplicemente potete immaginare un pesce che sta cambiando “pelle”, desquamandosi.

Parlando seriamente, vorrei poter cancellare quel momento, l’incidente, rimuovere dalla mia memoria quel terribile impatto, il botto, lo shock, la macchina distrutta e fumante, l’arrivo dell’ambulanza, la sirena, la corsa al pronto soccorso, lo smarrimento, lo spavento negli occhi di mia madre… Vorrei poter dimenticare. Ma questo è palesemente impossibile. Quindi, cosa si fa in casi come questi? Semplice - no, a dire il vero non è semplice, come non è mai semplice imporsi di dimenticare qualcosa o qualcuno, ma talvolta è doveroso e diventa un obbligo morale farlo - si guarda  avanti, si cerca di voltare pagina, pensando al positivo. Ed io, sono sincera nel dirlo, qui mezzo a voi mi sento molto positiva. Sarà perché ognuno di voi ha quella forza allegra, vivace e divertente tipica di ogni persona creativa, come penso voi siate, creative/i appunto e forti caratterialmente, determinate, energiche (parlo al femminile, deciso! perché siete la maggioranza.. ma in ogni caso mi riferisco anche ai pochi altri uomini che mi leggono:).
Devo ringraziarvi. Mi avete sostenuto, rallegrato, tenuto compagnia in questo lungo, lunghissimo e difficile mese, con e-mail, messaggi, post, premi… sopportando e tollerando anche le mie sgrammaticature ;P Cosa avrei potuto desiderare d’altro? Tutto sommato non sono “qui” da molto, direi anzi che sono una delle ultime foodbloggers arrivate.. eppure ho trovato delle persone magnifiche dietro ai tanti blog di cucina, persone con le quali ora ho il piacere di scambiarmi idee, opinioni, consigli… e che ho soprattutto ho la possibilità e il piacere di conoscere. Questo scambio per me è il massimo, perché è fonte di continua crescita e arricchimento. Lo scambio io l’ho sempre vissuto così, come un arricchimento personale, non ho mai invidiato chi sapeva più di me (ed è tuttora così).. cercavo anzi di avvicinarmi quanto più possibile per imparare. E in molti di voi anche questo ho trovato: disponibilità, il piacere e la pazienza di rispondere e di spiegare.
Se penso che anni fa mi limitavo a restare in disparte, affascinata e meravigliata dalle stupende ricette, invenzioni, creazioni in cucina, corredate da fotografie eccezionali, al culmine della loro espressività… e adesso ci sono dentro anch’io. Ecco, se penso a tutto questo mi sento felice, perché ora mi sento parte di voi ed è una sensazione bellissima, perché ciò che ci rende simili e vicini è una passione immensa, capace di unire persone concretamente lontane ma che proprio grazie a questa passione si trovano a sentirsi vicine.

Sentivo di dovervi uno scritto, una lettera, come questa. Perciò eccomi di ritorno con i miei espliciti ringraziamenti .. Vi ringrazio a tutti di cuore, un grazie sincero a tutti voi per “esserci stati”.

Ma dov’ero rimasta?
La sagra! Oh sì, la sagra regionale francese! E’ stata molto carina.. Certo non aspettatevi nulla di eclatante, nessun racconto da far sembrare quasi di respirare la Francia; non starò nemmeno qui a raccontarvi cosa c’era o non c’era perché oltre a qualche prodotto tipico dolciario e salato, spezie, saponette, profumi e affini, non c’era molto altro.. se non alcuni cibi tipicamente non francesi, tipo “olive alla greca” (vero Nicky!?!? :D). Con questo non intendo dire che non sia stata interessante, anzi… tra le varie cose acquistate, due fantastici formaggini di latte di capra, uno al fico e uno ai semi di papavero (che Nicky e il suo ragazzo mi hanno invogliato a prendere!). Quello al fico è straordinariamente dolce… ma non dolce normale, DOLCISSIMO! Ah, a proposito di Nicky. La Nicky in questione è la Nicole di noncepostocomecasa, conosciuta con immenso piacere in occasione della Sagra. Ci siamo organizzate e incontrate ed è stato un meraviglioso incontro. Perché? Intanto perché mi è sembrata da subito una ragazza allegra, solare, gentile e simpatica… che si è poi rivelata realmente tale.. e perché c’è stato subito un gran feeling! Non so se vi è mai capitato..  ma sicuramente si: ci sono alcune persone (poche, rare, rarissime) con le quali sembra di conoscersi da una vita pur avendole appena incontrate.
Ecco, questo è ciò che mi è successo con lei. Lei, con il suo simpatico ragazzo, si sono rivelati davvero due persone deliziose. Sono veramente felice di averla conosciuta e spero tanto riuciremo ad organizzare ancora di vederci presto.

Alle bancarelle dei dolci spuntavano ovunque i tipici croissant, dalla sfoglia croccante fuori e soffici al loro interno, contrariamente a quanto credono in molti, pensando che i croissant francesi siano al loro interno alveolati (o addirittura molto alveolati); beh no, non lo sono! Ecco, di questi croissant ne presi per la mia mamma e poi ho preso alcuni macarons che – e ora molti di voi mi malediranno per quello che sto per dire – con mia grande sorpresa non mi sono piaciuti affatto. Forse – voglio pensare che sia così! – erano vecchi di due giorni e… non so, non erano buoni per questo.. Mi sono ripromessa di provarli nuovamente quest’estate, quando tornerò in Francia (anche se non so ancora dove, ma credo che più che una meta precisa, il nostro sarà un bel itinerario). Quale miglior possibilità di giudizio se non quella di provarli direttamente nella loro città d'’origine?

Tra i salumi ho preso 3 salamini per mia mamma, uno alle erbe, un salame di noci e uno al fico.

Una sagra tutto sommato piacevole, giusto qualcosa di diverso dal solito…
[ma secondo voi, andare in Francia e respirarne l’aria vera, la sua essenza, facendo anche a meno di tutte quelle bancarelle.. già per la sola emozione di esserci, d’essere , non è forse molto meglio che un ammasso di bancarelle? ; )  direi proprio di si, eh…]

Un saluto a tutti e… si ricomincia ;)

venerdì 22 maggio 2009

Estasi culinarie - frammenti

[…]  Forse non riuscirò a trovare quello che sto cercando, ma almeno avrò avuto l’occasione di rievocare tutto questo: la carne grigliata, l’insalata machouia, il tè alla menta e le corna di gazzella. Mi sentivo Alì Babà. La grotta del tesoro era questo, il ritmo permetto, l’armonia scintillante tra elementi di per sé già squisiti, ma la cui successione strettamente rituale rasentava il sublime…

(questo post l’ho scritto ieri sera sul tardi, ma non riuscivo a pubblicare. Lo pubblico stamattina ma tale e quale a come doveva essere)

Estasi_culinarie… prima di coricarmi, voglio lasciare qui a tutti voi un passo di un libro, a mio parere eccezionale.. perché si sta rivelando proprio secondo quelle che erano le mie aspettative inziali e aprioristiche; mi ha catturato sin dalle prime righe, sin dalle prime parole usate. Ha tutto un grande fascino questo libro, che racconta della vita di un illustre critico gastronomico, il più grande del mondo, che è in punto di morte.. e ripercorre così tutta la sua carriera, dalla sua gioventù, fino ad arrivare ai giorni attuali…
Il libro è
Estasi Culinarie, di Barbery Muriel, un libro affascinante, coinvolgente, trainante .. tutto ciò che parla di cucina, qui, è emozione allo stato puro, sembra di assistere alla descrizione di un eclatante evento irripetibile, eccezionale. Non stanca mai, c’è un avera e propria retorica, arte del parlare, che appartiene specificamente alla gastronomia. Come se fossero tutti (o meglio, è l’autrice ad esserlo) maestri del verbo culinario.
La trama è questa, Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall'infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell'arrogante critico c'è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l'amante, l'allievo, il gatto e anche la portinaia Renée), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall'ammirazione incondizionata al terrore, dall'amore cieco all'odio feroce. Anche in questo romanzo d'esordio Muriel Barbery racconta, assieme ai piaceri e alle tenerezze della vita, l'arroganza e la volgarità del potere (in un ambiente spietato dove - è cronaca di questi anni - un cuoco si uccide perché ha perso una stella Michelin).

Saranno frequenti i miei interventi – post – che citano passi di questo libro, in quanto mi sta appassionando molto e mi piacerebbe condividere con voi alcuni dei pezzi tra quelli che più mi emozionano.


[…]

Forse non riuscirò a trovare quello che sto cercando, ma almeno avrò avuto l’occasione di rievocare tutto questo: la carne grigliata, l’insalata machouia, il tè alla menta e le corna di gazzella. Mi sentivo Alì Babà. La grotta del tesoro era questo, il ritmo permetto, l’armonia scintillante tra elementi di per sé già squisiti, ma la cui successione strettamente rituale rasentava il sublime. Le polpette di carne trita, grigliate nel rispetto della loro compattezza ma per nulla rinsecchite dal passaggio sul fuoco, riempivano la mia bocca di carnivoro professionista con un’ondata calda, speziata, succosa e densa di piacere masticatorio. I peperoni dolci, vellutati e freschi, mi ammorbidivano le papille soggiogate dal rigore virile della carne e le preparavano a un nuovo, potente assalto.
Tutto era abbondante. A tratti bevevamo a piccoli sorsi un po’ d’acqua gassata che si trova anche in Spagna e che invece non ha un esatto equivalente in Francia: un’acqua effervescente, insolente e tonificante, né insipida né troppo frizzante. Quando, finalmente sazi e un po’ storditi, scostavamo i piatti, e per riposarci cercavamo uno schienale di cui la panca era sprovvista, il cameriere portava il tè, lo versava secondo il rituale consolidato e poggiava sul tavolo ripulito al volo un piatto di corna di gazzella. Nessuno di noi aveva più fame ma è proprio questo il bello del momento dei dolci: tutta la loro raffinatezza si coglie solo quando non li mangiamo per placare la fame, solo quando l’orgia di dolcezza zuccherina non soddisfa un bisogno primario, ma ci ricopre il palato di tutta la benevolenza del mondo.
Se oggi la mia ricerca potrà condurmi da qualche parte, forse non sarà molto lontano da quel contrasto: il contrasto inaudito, quint’essenza della civiltà stessa, tra l’asprezza di una carne semplice e possente e la debolezza complice di una prelibatezza superflua. Tutta la storia dell’umanità, della tribù di predatori sensibili a cui apparteniamo, si riassume in quei pasti a Tangeri, e di rimando ne spiega lo straordinario potere di suscitare gioia.

[…]


p.s.: se qualcuno volesse aggregarsi per andare alla sagra regionale francese, domenica, mi scriva pure per e-mail

giovedì 21 maggio 2009

Mercatino Regionale Francese Profumi, sapori e colori d’oltralpe

Volevo rendervi partecipi di questa bella sagra di prodotti tipici enogastronomici francesi che si terrà nei giorni di venerdì 22 maggio dalle ore 14.00 alle 20.00, sabato 23 e domenica 24 dalle  9.00 alle 20.00. Non posso assicurare sulla sua validità e bellezza o ricchezza di prodotti, né se vale la pena andarci perché non ci sono mai stata. Sta di fatto che finché non si prova non si può sapere come sia, quindi io andrò sicuramente.
Il paese in cui si terrà questo evento è Arese, che si trova nella provincia di Milano e non dista molto, 30 minuti in macchina dal centro città (non trafficato) e 15/20 minuti dalla zona Amendola Fiera. Si prende la Laghi ed è la prima uscita dopo il casello (€1.10) altrimenti c’è la strada alternativa che passa dalla Strada statale Varesina. Arese è comunque molto semplice raggiungerlo una volta imboccata una qualsiasi autostrada, sia per chi viene dalle zone di Agrate, Sesto San Giovanni, Vigevano, Settimo Milanese, Assago, eccetera…
Per info sulla strada,
qui.

L’evento per quanto ne so, in tutti questi anni ha sempre rappresentato una ghiotta occasione per conoscere (o ritrovare, per i già ‘esperti’) i prodotti dell’enogastronomia francese: baguettes e croissants appena sfornati, biscotti, formaggi e vini provenienti da tutte le regioni della Francia, accanto a spezie e frutta secca dei Caraibi francesi.

E non mancheranno i prodotti artigianali: stoffe, tovaglie, saponi e profumi della Provenza e tanto altro.
Non voglio perdere l’occasione di venire a contatto con le tradizioni francesi anche se in minima parte e, vista l’imminenza delle vacanze estive (ok, in fondo neanche tanto imminenti..) , può rivelarsi un buon incentivo per programmare chissà.. un viaggio negli angoli più nascosti della Francia.
Per info sulla sagra,
qui.

martedì 19 maggio 2009

La compagnia del Cavatappi

logo-lcdcnon vi sarà nuovo il sito e-commerce de La compagnia del Cavatappi, che offre moltissime occasioni, offerte e diverse iniziative… e ancora, interessanti sconti di stagione come quelli proposti in questo periodo, sconti di Primavera del 40%.
Quello che voglio menzionare è in particolare l’
iniziativa riservata ai foodblogger, che dà il piacere di avere, provare e gustare speciali prodotti di ottima qualità, ordinandoli e ricevendoli direttamente e comodamente a casa propria e… gratis. Sì, avete capito bene. Per maggiori informazioni seguite il link. Per ulteriori chiarimenti potete anche contattare direttamente il gentilissimo signor Giovanni Putignano, che vi risponderà in meno di una settimana, disponibilissimo a darvi e a spiegarvi tutti i dettagli e le informazioni che desiderate.
A chi ancora non avesse aderito all'iniziativa consiglio vivamente di iniziare visitare il sito!

Le sezioni che propone sono tra le più ricercate, così da offrire a qualunque buon intenditore e non una vasta gamma di prodotti interessanti: tre le macrosezioni,
enoteca, che offre una ricca lista di vini, spumanti, champagne, grappe, cognac, rum, liquori, birra e altro; gastronomia, tra pasta, olio, olio extravergine, marmellate e confetture, miele... e accessori.
I prodotti cambiano e variano, periodicamente ne arrivano di nuovi e questo è già un buon proposito per tornare con frequenza a far visita al sito.

Che dire, grazie Compagnia.. grazie Sig. Giovanni!

lunedì 11 maggio 2009

Torta aromatica di pane, pomodori e zucchine

il fagiolo cresce ed io non pensavo di potermi affezionare anche alle piantine. D’esser molto sensibile non lo nascondo, ma una piantina… una piantina! Però è così carina, innocua.. così verde (sarà che ho bisogno di speranza..) e poi è la prima cosa che vedo uscendo dalla mia camera dirigendomi verso il salotto: lei è lì, in fondo alla sala, su un tavolo esposto al sole (quello che uso per fare le fotografie), lì in mezzo ad altre due piante più grandi e quindi smoderatamente piccola al confronto. Mi viene in mente Bastian de La Storia Infinita quando passa in mezzo alle due gigantesche sfingi dell'Oracolo del Sud,,,

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”Va bene, sì, ti salverò, darò ascolto ai miei sogni”


Ma ok, torniamo alla realtà.

La ricetta che vi propongo l’ho realizzata poco meno di un mese fa, prima dell’incidente. Non è l’unica che tengo in ‘archivio’ con relativi appunti e fotografie, quindi ”grazie” al braccio ingessato e all’impossibilità di cucinare (se non per quel menù del 1° maggio per la cui realizzazione è stato necessario se non essenziale l’aiuto di ma mamma) sto cominciando a mettere mano alle bozze archiviate (o meglio dire ‘accumulate’) – e
per la serie ‘cerco del positivo in ciò che apparentemente sembra solo negativo’…

La particolarità di questa torta è data essenzialmente dal sale, che potrete in alternativa fare voi con le spezie citate nella seconda nota con asterisco.
Le uova e le zucchine salate sono buonissime già da sé e come ripieno di una torta il cui guscio è costituito non da una sfoglia, ma dal pane, è un ottimo insieme. Il pane poi, non è un pane qualunque, ma pane ai semi di girasole:

ho usato questo tipo di pane perché mi stuzzicava l’idea che chi avrebbe assaggiato la torta avrebbe inaspettatamente incontrato qualche semino sotto i denti da sgranocchiare amorevolmente, che avrebbe sorpreso conferito un sapore ancor più buono e rustico.

Torta salata aromatica di pane, pomodori e zucchine
La ricetta è una variante di una vista su un giornale di cucina risalente all’agosto del 2004.

Torta di pane, pomodori e zucchine.
Ingredienti:
6 fette di pane semi raffermo ai semi di girasole*
2 pomodori ramati sodi
500 gr di zucchine
4 uova
100 gr di panna fresca (oppure metà panna e metà latte scremato, per ottenere una torta più leggera)
80 gr di grana grattugiato
30 gr di emmentaler grattugiato
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di aromi tritati (timo, maggiorana, salvia rosmarino)
olio extra vergine,
fleur de sel con erbe aromatiche creole*, pepe

* …o altro pane simile, ovvero dal sapore fragrante e ottimo sapore rustico, dalla crosta croccante e mollica soffice. Va bene anche del buon pane integrale oppure sbizzarritevi in altri pani affini.. andrà bene qualsiasi tutto sommato, basta che sia semi-raffermo.
* questo sale è straordinariamente buono, unico. Contiene combava, aglio, zenzero, timo e Baie Rose.

Sbattete le uova con la panna, il sale aromatico e il pepe; inzuppatevi il pane, sgocciolatelo e rivestite uno stampo a cerniera di circa 22cm, foderato con carta da forno. Io ho foderato solo il fondo dello stampo, scordandomi che avrei invece voluto foderare fondo e lati.
Infornate a 200° in forno già leggermente caldo per 5/7 minuti.
Rosolate le zucchine grattugiate (o a julienne) e asciugate in un panno, con poco olio, fatele raffreddare e, una volta raffreddate, mescolatele al composto di uova-panna rimasto con 50 gr di grana e l’emmentaler. Aggiungere ancora del sale aromatico e del pepe per regolare il sapore. Versate il composto nello stampo e sistemate sopra i pomodori affettati.
Preparate in uno scodellino un mix con gli aromi, il pangrattato, i rimanenti 30 gr di grana dell’altro sale e pepe. Cospargete questo mix sui pomodori. Irrorate con l’olio rimasto e infornare a 180° per circa 50 minuti.
Servite tiepida o a temperatura ambiente.

  Torta salata aromatica di pane, pomodori e zucchine

giovedì 7 maggio 2009

Frollini al matcha

Finalmente riesco a pubblicare questo post.. prima però ho delle cose da annotare, che magari potrebbero interessare a qualcuno..
1) molti di voi sono frequentatori della Lidl ed è per questo che vi comunico che a partire da oggi potete trovare utilissime e grandiose offerte, alcune molto interessanti, tra cui la piastra per ciambelle, la piastra per muffin, la piastra per pan cake. Per tutte le altre offerte del non-food basterà scorrere gli Articoli (oppure direttamente qui). Ci sono diverse cose interessanti per la cucina.
2) questa nota è rivolta agli abitanti di Milano (o a chi è quotidianamente di passaggio): ieri tornando a casa, in piazza Duomo, vicino alla mondadori, c’erano delle bancarelle; prodotti bio, pasta di ogni tipo (veramente tantissima e coloratissima e bellissima.. però non l’ho presa, scema che sono)… 3 euro al pacchetto, 5 euro due pacchetti.. e così via. Conveniente, considerando che erano tipi speciali di pasta, ai diversi sapori e dalle diverse farine. Comunque. Una di queste bancarelle ho notato che vendeva spezie e simili.. naturalmente mi sono formata; mia mamma già consapevole (e sconsolata ahhaha) che saremmo andate via con qualche sacchettino in più ^^’ non son certa che queste bancarelle ci siano tutt’oggi, non saprei proprio.. magari stamattina passandoci (e facendo tappa alla bancarella della pasta magari!!) vi farò sapere con un aggiornamento (spero di ricordarmi!) che farò via cellulare e pubblicherò con un commento in questo stesso post. Tra le varie spezie ecco quelle che ho preso: pepe lungo (così potrò provare ad hoc la ricetta di Virginia dei cake con fragole e pepe lungo); macis (così potrò provare la ricetta dei biscotti al macis di Romy, oppure tante altre ricette, dato che questa spezia si presta molto bene in svariati piatti, dalle zuppe alle carni, dalle salse ai dessert… in polvere, così come l’ho acquistata io, può diventare anche un curioso ingrediente per torte e piatti dolci nonostante perda gran parte del suo aroma, essendo delicato); senape gialla, dal sapore dolciastro, poi lievemente piccante e aromatico; senape nera, venduta sia in grani che in polvere. In grani si può usare in cottura, durante la quale sprigiona il suo aroma e colora di giallo (sì, pur essendo nera, colora di giallo). In polvere si presenta così come il colore che conferisce la senape nera in grani: sembra sabbia gialla e nera. Comunque la senape nera, grani o polvere che sia, ha un aroma molto intenso, ed è più piccante di quella gialla e di quella bruna. Quello che non sapevo è che triturando e miscelando i semi di senape bianca con quelli di senape nera, viene prodotta la farina di senape o senape in polvere. Cumino nero, a dir poco fantastico: si presenta in piccoli semini neri, non lunghi come il comune cumino che siamo soliti trovare al supermercato. Il cumino nero, o Nigella Sativa (il termine ‘Sativo’ significa semplicemente ‘coltivato’) è molto ricco di principi nutrizionali, contiene ben otto dei nove aminoacidi essenziali, oltre un centinaio di componenti preziosi e molti dei preziosi grassi acidi essenziali. Nei paesi orientali viene usato in sostituzione del pepe nero. I semi aromatici di Cumino Nero assomigliano al finocchio nell’odore e alla noce moscata come sapore.

Da quando sono entrata in possesso di una preziosissima bustina di tè verde Matcha, la conservo come fosse oro. Sarà perché è la prima volta che riesco ad averla!
Il Matcha - come ormai è arcinoto ai più – è una particolarissima polvere di tè verde di origine giapponese tra le più pregiate ed è utilizzato principalmente per la cerimonia del tè. È un tè le cui foglie vengono prima cotte al vapore, asciugate e infine ridotte in polvere finissima.
È coltivato col metodo “kabuse”, fa parte cioè di quella tip0logia di “tè d’ombra” ossia coltivati nell’oscurità. Questo tipo di coltivazione consente ai tè di conservare maggiormente e mantenere le loro preziose proprietà quali vitamine, Sali minerali, etc.

Questo tipo di tè si può preparare anche in casa semplicemente aggiungendo mezzo cucchiaino di matcha in una tazza di acqua calda a circa 60°. L’acqua va poi agitata con una forchettina tracciando linee parallele, fino a quando sulla superficie non comparirà una leggera schiuma verde. (alcune informazioni prese da

‘Il tè verde’ di Sophie Lacoste)

Insomma il tè verde matcha, è diventato una sorta di ingrediente feticcio che molti si affannano a cercare e a usare nelle più varie ricette e preparazioni.

Desideravo tanto anch’io provare questa verde polverina, che tutti cercano e pochi trovano. Così Enrico sentendomi più e più volte nominare il suddetto tè, mi ha fatto una bella sorpresa regalandomene una confezione!

Ho cercato a lungo una ricetta di biscotti al matcha che mi soddisfacesse. Come prima volta volevo giusto cominciare da qualche ricetta già collaudata e che mi attirasse. Ne ho lette infinite varianti e in conclusione una sola in particolare mi ha attratto ed è questa
qui, che è l’originale, provata poi da molti altri bloggers. Ha stuzzicato subito i miei sensi e il principale merito va ai granelli di zucchero che nella foto si vedevano ricoprire la superficie del biscotto e che, mi son detta, ‘daranno sicuramente quella croccantezza Ideale che si materializza sotto i denti e rende ogni singolo biscotto attimo di assoluto piacere’.
Dalla mia rivisitazione dell’originale ricetta, questo è quel che ne è venuto fuori… un biscotto friabilissimo* e dal sapore morbido, delicato e al tempo stesso deciso, sicuramente molto particolare e che non mancherà di stupirvi proprio per quella croccantezza di cui vi parlavo conferitagli dai granelli di zucchero, in cui io ho deciso di passare, addirittura oserei dire intingere, i biscotti prima di adagiarli su carta da forno e cuocerli…

matcha biscuit ©fiordivanilla

Matcha Tea Biscuit
Ingredienti
70gr di zucchero a velo
20gr di zucchero semolato
125gr di burro a pezzetti
1 uovo + 1 tuorlo
2 cucchiai rasi di tè verde matcha
2 manciate pistacchi (granella di)
220gr di farina 00
circa 200gr di zucchero semolato per la copertura

Setacciare direttamente nella ciotola di un mixer il matcha e lo zucchero a velo. Unire il burro e far partire il mixer fino a che risulterà un composto liscio e omogeneo. Aggiungere la farina anch’essa setacciata (sempre direttamente dentro la ciotola del mixer). Attivate nuovamente il mixer e lasciate girare fino a che l’impasto si compatta e si amalgama bene. Quindi aggiungere l’uovo e il tuorlo e lavorare alla max velocità fino a che non si siano incorporati perfettamente al resto. Spegnere il mixer, estrarre l’impasto e stendere un disco, così che quando lo si andrà ad estrarre dal frigo, non toccherà lavorarlo più di tanto col rischio di farlo ammorbidire troppo. Ricoprire il disco di “frolla verde” con della pellicola, riporlo su un piatto piano o una teglia rotonda e riporlo in frigo a riposare per un’ora circa.
Portare il forno a 160-170 gradi.

Estrarre l’impasto dal frigo, stenderlo ad uno spessore di 1cm circa e con un taglia pasta piccolo o medio ricavare dei tondini, che andranno disposti mano a mano che si fanno sulla teglia ricoperta di carta da forno. Spolverizzare con abbondante zucchero semolato.
Infornare e cuocere per circa 15-20 minuti.
Una volta sfornati, cospargere ancora con zucchero semolato e mettere su una griglia a raffreddare.
Conservate in barattoli di vetro chiusi benissimo oppure in scatole di latta fino ad una settimana.

note: nella cottura devono dorarsi sui bordi, anche solo leggermente ma dorarsi!, altrimenti il biscotto perderà la sua croccantezza (o alla peggio nemmeno la acquisirà) e diventerà una specie di biscotto morbido-molliccio, tale da togliere quel tipico e insostituibile piacere che si prova addentando un biscotto friabilissimo… forse l’unica cosa che salverebbe questo pasticcio sono i granuli di zucchero… ma vi consiglio di prestare attenzione alla cottura e di ottenere così dei buonissimi e perfetti biscottini.matcha biscuit ©fiordivanilla

martedì 5 maggio 2009

Polvere di… fragole!

Polvere di fragole essiccateDopo aver meditato a lungo se ne valesse o no la pena tentare, ho deciso di si.
Ho letto in alcuni libri di pasticceria della povere di lamponi… beh, non ho molto tempo ora per spiegarvi cosa mi è scattato nella testolina, quali meccanismi contorti, però ho tempo appena di mostrarvi la mia idea e le mie foto…
Pensate ai pomodori secchi. Fatto? Ecco, il principio è lo stesso, il meccanismo pure: fragole essiccate. Questa super polverina è fantastica, è un concentrato di fragole come potete ben immaginare… e ho intenzione di tenerla come fosse oro, di farne buon uso, visto che richiede parecchio tempo per la preparazione e… parecchie fragole! … intanto ho in mente di utilizzarla per fare degli squisiti macarons… sì, avete capito bene. C’è chi ha già provato a farli col matcha… io proverò con questa sensazionale polverina di fragole. E poi ovviamente la proverò per fare dei biscottini particolari…
 e poi chissà cosa mi suggerà la mia fantasia :)

L’idea mi è venuta dopo che ho avuto a che fare con diverse polverine, come il matcha. Poi, come ho già detto, avevo letto di una certa polvere di lamponi… e così ho pensato, perché non quella di fragole? E’ vero che tre giorni di forno sono lunghissimi, ma non credo che il dispendio energetico sia tutto sommato grande, perché si tratta di mantenerlo a 45/50 °C.
I cibi si possono essiccare tutti in teoria, se ci pensate. Per esempio ho letto di chi ha provato ad essiccare l’anguria, giurando di aver gradito molto il risultato. Naturalmente i prodotti essiccabili sono molti, ognuno di questi ha delle proprie modalità di essiccazione che sarà meglio seguire per avere maggior efficienza con costi minori possibili.
Per esempio i frutti e gli ortaggi di grosse dimensioni, impensabile essiccare interi o anche solo divisi a metà, andranno tagliati a fette, pezzetti, cubetti, striscioline ecc. Le forme e le dimensioni del taglio possono dipendere un po' dal gusto personale, un po' dalle caratteristiche del frutto e un po' dall'uso che se ne vuol fare dopo l'essiccazione.

Il principio dell’essiccazione detto nella maniera più semplice possibile è questo: l'essiccazione avviene con l'evaporazione dell'acqua contenuta all'interno delle cellule (e fin qui nulla di nuovo). Quest'acqua deve quindi uscire da ciascuna cellula e passare attraverso gli strati successivi di cellule fino a raggiungere la superficie del taglio effettuato per liberarsi finalmente all'esterno ed evaporare. Quanto più grosse saranno le porzioni di cibo tanto più lungo sarà il tempo che ci vorrà per essiccarle. Ecco dunque perché io ho deciso addirittura di frullarle le fragole, anziché tagliarle a fettine o a pezzetti. Alcuni frutti sono più difficili da essiccare, per esempio susine, albicocche, ciliege, uva, frutti di bosco, per la scarsa permeabilità della buccia, la cui funzione primaria è quella di impedire l'evaporazione dell'acqua, a difesa del frutto contro la siccità. Sarà quindi necessario rompere la buccia dividendo il frutto a metà o a fette, oppure renderla permeabile con l'immersione per circa 1 minuto in acqua bollente.   Tauro Essiccatori per le informazioni
Certo l’essiccatore sarebbe l’ideale.  
Polvere di fragole essiccate

Polvere di fragole (essiccate)

Ingredienti

1 kg di fragole (per un vasettino medio)

Frullare tutte le fragole, mettere il frullato su teglie ricoperte di carta da forno e infornare per tre giorni a 45/50° C, mantenendo il forno aperto con un cucchiaio di legno infilato tra il forno e lo sportello, così da consentire al vapore di uscire. Ogni tanto girare la frullata con un cucchiaio di legno, direttamente nella teglie. Una volta essiccate completamente, staccare con cura il frullato di fragole essiccato dalla carta da forno, riporlo in un mixer (il massimo sarebbe il Bimbi) e frullare per qualche minuto, fino a che sia ridotto in polvere finissima (se rimane qualche pezzettino non importa. I pezzettini più grossi potete usarli come si fa per l’uvetta: facendoli rinvenire in un po’ di acqua (o liquore alla fragola o altro liquore, per la libidine dei sensi:)
Mettere in un vasetto e conservare in luogo fresco e asciutto e al riparo dalla luce.

lunedì 4 maggio 2009

Menù del 1° maggio

c’è poco d fare… non resistevo. Potevo starmene con le mani in mano (una sola mano, a dire il vero)? Si certo, in un’altra vita. Qualcuno aveva previsto sarei riuscita a cucinare con un braccio… e più o meno è stato così. Un grazie va alla mia mamma, santa donna che mi sopporta alla grande (e non sapete quanto sia difficile), che senza il suo aiuto non sarei riuscita ad eseguire la maggior parte delle preparazioni.. montare e tenere la ciotola, travasare, infornare, togliere, mettere, tagliare… insomma mamma, grazie :)
Mi sono fatta aiutare anche un po’ a scrivere il tutto, perché con una mano divento pazza io,  abituata a scrivere con due, veloce come una dattilografa (era uno dei soprannomi datomi alle superiori, quando mi vedevano messaggiare con il cellulare o scrivere al computer nell’aula di informatica..). Odio a tal punto l’dea di portare il gesso che ogni tanto d’istinto mi viene da toglierlo. Purtroppo però non riesco a scrivere le ricette, non per ora almeno.. La presentazione del menù vuole solo essere una condivisione con voi e una possibile fonte di ispirazione… si sa mai che ci troviate qualcosa di sfizioso ^_^

 

Menù del 1° maggio


Antipasto

*Voul au vent con spuma di prosciutto, robiola, erba cipollina e pepe nero in grani
ripieno preparato in anticipo, farciti i voul au vent all’ultimo e messi in forno caldo a 220° per circa 5 min, fino a doratura

*Potage di cavolfiori e porri allo zafferano, con crostini arrostiti al burro salato irrorati di creme freiche - servito in un moderno, bello e ampio bicchiere
Potage preparato in anticipo; nel passare il composto al mixer ho aggiunto un cucchiaio di yogurt greco e due cucchiai di creme freiche; l’ho mantenuto in frigo fino a poco prima di preparare gli antipasti, coperto con pellicola. L’ho scaldato poi in micro all’ultimo minuto, versato in un pentolino e regolato di densità con del brodo vegetale . Nei bicchieri – entro i quali avevo disposto mollica si pane integrale morbido a quadretti come base – ho versato, con l’aiuto di un mestolino, il potage, dosandolo per ottenere dosi giuste per ciascun bicchiere(5). Ho fatto dorare per bene i crostini (di pane raffermo integrale a pezzetti) in una noce di burro salato, ne ho messi un po’ in ogni bicchiere sopra alla crema di verdura e infine ho sciolto due cucchiai di creme freiche nella pentola ancora calda dei crostini (col calore si scioglie subito) e ho irrorato la cima di ogni bicchiere con due cucchiaini di questa.
nota: nel condimento dei porri e cavolfiori ho usato
Fleur de Sel del Madagascar aromatizzato con Erbe Aromatiche Creole, una combinazione di aglio, timo, zenzero e pepe rosa, un sale eccezionale che conferisce un sapore unico.
Il potage è stata la mia soddisfazione più grande per la particolarità con cui l’ho realizzato e per la bontà che ne è risultata.

Primo

Spatzle tirolesi con speck e grana

Secondo e contorno

Polpettone di carne con ricotta e speck e radicchio al forno al sale al limone verde e rosmarino
questo polpettone l’ho copiato da Arietta, sperando non si offenda se gliel’ho rubato così clandestinamente per il mio menù :)
Verdure al vapore con salsa alla paprika
verdure usate: patate novelle, zucca, fagiolini, zucchine, broccoletti e cavolfiori

Dessert

Torretta di semifreddo allo yogurt vanigliato, con intermezzo di salsa ai lamponi e gocce fondenti (ricoperto di crema dolce al lampone vanigliato)
Tris di mini sformatini di gelato – mascarpone, spagnolata, fragola&frutti di bosco