fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: aprile 2009

mercoledì 29 aprile 2009

Comunicazione.

non sono in moltissimi a conoscere il mio blog ma io mi sento di dover dare comunque la comunicazione che per un certo operiodo non riuscirò più a cucinare né tantomeno qwuindi a scrivere  e pubblicare ricette.
Ieri ho avuto un bruttp incidente. Senza scendere troppo neio particolari diciamo semplicemente cìhe sono stata miracolata. Ho pianto e tanto, perché mi sono resa conto – forse per la prima volta – di quanto avrei perso e del dispiacere incolmabile che avrei dato alle persone che mi vogliono bene.

Non aggiungo altro, non ho molto dadire ora.. soltanto mi spiacerà dovermi limitare a leggervi senza poter “contribuire” con qualcosa di mio…
Massì, in fondo so bene che sarete   capacissimi di distrarmi da questo pensiero angoscioso e di sollevarmi con le vostre delizie, con le vostre ricette e presentazioni sempre super… e mi piacerà e mi divertirà anche, leggere di voi. Perché siamo o no una community di affiatati bloggers (spesso amici) che in qualche modo si raccontano tramite ciò che fanno e che pubblicano in rete? In particolare sulla cucina, questa beneamata passione che principalmente ci accomuna… (per poi scoprire però mille altre cose e più che ci uniscono… hobbies, manie, preferenze, ecc…). Ciò che facciamo, cge prepariamo, la cura dei colori, degli accostamenti di sapori… Io trovo che tutto questo sia come regalare una parte di sé a chi ci legge. Ed io sarò felice quindi di poter dedicare più attenzione alla vostra lettura, a leggere di voi. Perché la propria arte di fare le cose, qualunque esse siano, è il riflesso del nostro essere e non vorrei esagerare ma… anche della nostra anima.

Quindi vi raccomando, postate ancora di più, più spesso del solito, fatelo x  me! ;) così mi sembrerà quasi mi dedichiate qualche ricetta :) o meglio, io per rallegrarmi mi prenderò la libertà di pensare che sia cos’ :P


.. e scusate gli eerrori di battutura, ma non sono abituata a scrivere cxon una mano (l’altrA è ingessata fino a metà braccio e lo sarà per un lungo e straaziante mese assieme ad altre rotture) e a correggere tutti gli errori impiegherei troppo tempo…

un bacio a tutte ma senza abbracci, che sono molto lamentosa per via delle varie fratture e algie..

vostra affezionatissima e dolorante,
fiOrdivanilla.

lunedì 27 aprile 2009

Frollini allo zenzero candito e rosmarino (+ Lemon curd al passion fruit e lime)

Per questi biscotti mi sono ispirata ad una ricetta letta sul libro Biscotti e delizie per la cucina. Io – perché sono buona:) – vi suggerisco un’ulteriore modifica da apportare alla mia stessa rielaborazione, poiché ho notato che lo zenzero candito nei biscotti, essendo già di per sé “secchino” e in più ricoperto di zucchero, non dava il meglio di sé in quanto a sapore. 
Frollini e lemon curdNelle successive infornate*, sempre usando la stessa frolla ho pensato di dare un tocco di particolarità aggiungendo il rosmarino (avrei voluto usare il timo al limone, ma lo avevo finito), trovando una felicissima combinazione. Le foto qui presenti sono dei primi frollini, ossia quelli semplicemente con zenzero candito. Ma vi raccomando assolutamente il rosmarino (o se volete, provate come me a farne una prima teglia semplice e quelle successive con l’aggiunta del rosmarino) perché si abbina davvero benissimo!

Per dei frollini migliori, vi do alcuni suggerimenti a cui io stessa presterò attenzione la prossima volta:
1) all’impasto aggiungete circa 30 grammi di radice di zenzero centrifugata (o frullata, o sminuzzata molto molto sottilmente, a voi la scelta);
2) cercate di ridurre lo zenzero candito a pezzetti piccoli, altrimenti vi creerà problemi nel tagliare i biscotti in formine;
3) potete dimezzare la dose degli ingredienti… perché con queste che vi propongo ne vengono un bel po’.

Frollini allo zenzero candito e rosmarino
Ingredienti
500 gr di farina
100 gr di burro
150 gr di zucchero
3 uova
1 limone non trattato
1 cucchiaino di lievito
50 gr di zenzero candito (più la radice di zenzero frullata, che io purtroppo non ho usato)
40 gr di latte condensato
sale

Mettere la farina a fontana e rompervi al centro le uova (tranne 1 albume che terrete da parte per dopo), lo zucchero (tranne un cucchiaio colmo), il burro a pezzetti, il lievito e un pizzico di sale. Impastare con le dita e unire subito la scorza di limone grattugiata e il latte condensato.
Tritare finemente lo zenzero candito e unirlo agli altri ingredienti. Lavorare la pasta rendendola omogenea. Avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigorifero per mezzora.

Stendere la pasta
a uno spessore di circa mezzo centimetro; ritagliare i biscotti (di forma rettangolare e grande sarebbe la forma e la grandezza suggerita per questo tipo di biscotto, ma io ho perseguito le mie preferenze di frollini piccoli e rotondi). Disporre i biscotti sulla teglia ricoperta con carta da forno.
Sbattere l’albume con il cucchiaio di zucchero rimasto e spennellare la superficie dei biscotti. Cospargerli ulteriormente con poco altro zucchero semolato, aiutandosi con un setaccino, in modo da far cadere lo zucchero in modo uniforme.
Infornare a 100° C per 15-20 minuti, lasciate raffreddare e servite.
Questi frollini sono ottimi serviti con un buon tè allo zenzero – guarda caso –, ai frutti rossi oppure ottimi con un buon tè bianco.

Per il rosmarino
: all’albume e zucchero aggiungerci un trito finissimo di rosmarino. Spennellare i biscotti. Sulla superficie così spennellata,
anziché aggiungere solo dell’altro zucchero semolato, mettere quest’ultimo in una tazzina e aggiungerci poco altro rosmarino tritato (il massimo sarebbe pestarli insieme in un mortaio); mescolarli con un cucchiaino e cospargere un pizzico del mix zucchero-rosmarino su ogni biscotto.

Ho conservato i biscotti in un barattolo di vetro con l’aggiunta di un rametto intero e secco di rosmarino che gli ha dato un delizioso profumo e sapore (graditissimo anche dal punto di vista estetico).

* nello stendere l’impasto, pur lavorandolo appena, continuava ad ammorbidirsi troppo e pure alla velocità della luce! Tant’è che facevo a malapena in tempo a formare i biscotti con la prima stesura dell’impasto che dovevo rimetterlo nuovamente in frigo per una quindicina di minuti/mezzora. C
osì mi è successo di cuocere i biscotti come quelli al matcha, ossia in tre giorni! Facevo una teglia di biscotti, mettevo in frigo la frolla avanzata e il giorno dopo la usavo per farne un’altra teglia. Ecco, dovesse capitare anche a voi che l’impasto della frolla risulti troppo morbido… stendete una volta, fate una teglia di frollini e intanto che cuociono rimettete la frolla avanzata nel frigo per venti minuti/mezzora.. Dopo aver sfornato la prima teglia, preparate la seconda usandone una diversa da quella ancora calda con cui avrete da poco sfornato i frollini.
Devo dire che non è stato poi così assurdo conservare per bene la frolla in frigo e usarla nell’arco di tre giorni. E’ stata anche una bella maniera di fare i biscotti “gradualmente”. Il risultato? Ottimi in ogni caso. Anzi, gli ultimi devo dire che sembravano esser venuti migliori degli altri, probabilmente per via del burro rappreso alla perfezione per il lungo tempo di riposo.. ma è solo una supposizione. Inoltre, fare diverse “infornate” mi ha dato la possibilità di pensare a nuove creazioni e provare, con lo stesso impasto, l’aggiunta del rosmarino con un risultato più che soddisfacente.

Lemon curd passion fruit e lime   Il barattolo che vedete nella foto è una squisitissima lemon curd al passion fruit e lime, “rubata” alla mitica Sigrid de Il cavoletto di Bruxelles. Per la ricetta vi rimando direttamente alla sua; per quando riguarda le modifiche ho solo aggiunto lime a sufficienza per pareggiare il peso dei passion fruit, dato che non erano abbastanza e il loro peso non arrivava 250 ml. Risultato davvero mooolto appagante per il palato; una morbida e compatta crema la cui densità viene spezzata dalla croccantezza dei chicchi del frutto della passione che si “scoprono” man mano e scrocchiano sotto ai denti…
Visto che l’avevo fatta poco prima dei frollini, ho deciso di servirla insieme: davvero buona e il tutto fa molto exotic : )

mercoledì 22 aprile 2009

Cheesecake con Base morbida di Colomba speziata e intermezzo di biscotti Messino Orange.

Una base di colomba e biscotti polverizzati, profumata di zenzero fresco e rosmarino, un intermezzo delicato “spezzato” da croccanti biscotti cioccolato e arancia e infine una morbida e goduriosa copertura di cioccolati al latte e burro con la particolarità di non indurirsi mai, nè in freezer, né in frigo, restando sempre di una piacevole consistenza morbida.
Quadrotto cheesecake
L’idea mi è venuta così, nuda e cruda, per il puro piacere di provare e scoprire nuovi accostamenti, nuove ricette, qualche particolarità in più, qualche inusuale sapore. L’idea mi è venuta sicuramente per mettermi alla prova, per cercare di stupire ancora una volta.
Un po’ di zenzero, rosmarino, cioccolato e latticini… Ecco, trovo siano una felice combinazione di sapori.

Come tutte le spezie dal sapore deciso e “preciso”, lo zenzero va usato con riguardo, ricordando che come tutte le spezie deve esaltare e non coprire o mescolarsi con altri odori e sapori. La polpa, dal profumo penetrante e dal sapore caldo e delicato al tempo stesso, conferisce note piccantine e leggere sulla lingua, piacevolissime.
Non è da meno il rosmarino, anch’esso dal gusto assai deciso in particolar modo nel latticini, dal sapore delicato, tendendo così a ostentare il suo deciso gusto dominante ma pur sempre non esagerato, giacché la presenza dell’amabile cioccolato fondente con lievi note di arancia candita attenua ed equilibra egregiamente il tutto.

Quadrotti di cheesecake. Base morbida di Colomba speziata e intermezzo di biscotti Messino Orange.
Ingredienti
Per la base:
130/150 gr di biscotti secchi al cacao o anche al naturale (Digestive, Oro Saiwa, …)
50 gr di Colomba Pasquale (con canditi, uvetta…)
3 cucchiai di burro fuso (circa 80 gr)
se non dovesse bastare a compattare il mix di biscotti sbriciolati, unite un goccio di latte
40 gr di zenzero fresco (radice di)
3 o 4 rametti di rosmarino
*
Per il mezzo:
una confezione di biscotti Messino (della Bahlsen) = circa 12/15 biscotti se non ricordo male
250 gr di Philadelphia YO
250 gr di mascarpone
3 uova intere
130 gr di zucchero
½ bustina di vanillina
*
Per la crema di copertura:
100 gr cioccolato al latte
100 gr cioccolato bianco
50 gr di burro
50 gr di latte

Mettere la radice di zenzero nel mixer e sminuzzarlo completamente. Aggiungere i biscotti e gli aghi di un rametto e mezzo di rosmarino tagliato finemente e frullare riducendo in polvere. Aggiungere parte della Colomba e frullare ancora qualche altro secondo.

Sciogliere il burro e porlo in una ciotola insieme al mix di biscotti polverizzati. Mescolare bene (con me le mani è meglio). Foderare una teglia con carta da forno inumidita e strizzata, una teglia preferibilmente rettangolare, 20x30 cm*. Disporvi il mix distribuendolo per bene e premendolo con le mani, in mondo da creare una base compatta e omogenea. Con la Colomba rimasta, coprite i buchi se ve ne sono o spargetela qua e là.. o ancora, andate a disporla negli angoli dove vi sarà stato più difficoltoso schiacciare la base di biscotti (e dove quindi ci sarà un lieve dislivello rispetto alla parte centrale). Bagnare la superficie con del latte (poco). Mettere in frigo.
Lavorare con le fruste elettriche il Philadelphia, il mascarpone e lo zucchero, fino a ridurli in crema. Unire le uova, frullare ancora per un minuto circa e intanto unire la vanillina. Il composto, non stupitevi, si presenterà fluido, non denso… ma non temete, abbiate fiducia.

Spezzettare i biscotti Messino (un biscottino potete romperlo in 4 parti, dividendolo per il lungo e per il largo) e unirli al composto di uova appena preparato. Mescolare accuratamente al fine di incorporarli bene, in modo da non averli tutti ammassati e aggrovigliati in un unico punto del composto.
Togliere la teglia dal frigo e versare il composto sulla base. Infornare a 170° per 40 minuti (a forno statico).
Fare raffreddare completamente; dopodiché mettere in frigo per almeno 5 ore buone (il mio ci è rimasto solo 4ore perché avevo fretta).

Preparare la crema.
Questa crema vi stupirà e una volta assaggiata non riuscirete a fare a meno di preparala ancora e ancora….
Sciogliere in un pentolino tutti gli ingredienti: cioccolati, burro e latte e continuare a mescolare fino a completo scioglimento. Dovrete ottenere una crema liscia e lucida senza un minimo grumo.

Versatela e spalmatela ad hoc sulla cheesecake appena tolta dal frigo. Riporre in frigorifero per circa un’ora. Tagliare a quadrotti e servire (ma soprattutto.. gustare).

*se anziché proporre questa cheesecake a quadrotti, volete fare una torta-cheesecake normale da tagliare a fette, potete utilizzare uno stampo rotondo a cerniera di 26cm di diametro.

» infilzate qualche quadrotto con qualche ago di rosmarino, sia per renderlo esteticamente piacevole, sia per fargli prendere maggior sapore.

sabato 18 aprile 2009

Clafoutis con cipollotti, fave e fiori al pepe bianco e sale rosa

La prima volta ho fatto questo clafoutis in monoporzioni, in cocottine. La seconda volta – qualche giorno fa – l’ho fatto in teglia.
  Ho creato questo clafoutis pensando ad cosa ci sarebbe stato bene con i cipollotti, che dovevo consumare assolutamente, altrimenti sarebbero finiti nel sacchetto del.... umido!
Mentre li pulivo bene bene ho pensato ai fiori di tarassaco appena raccolti. Ok. Cipollotti e fiori di OLYMPUS DIGITAL CAMERA         tarassaco allora. Avevo deciso.
I fiori di tarassaco hanno un profumo molto dolce e con i cipollotti ce li vedevo bene assai :) ma mancava qualcosa. Intanto davo già per scontato che tra gli ingredienti avrei aggiunto delle  pennette avanzate al farro (circa 30 gr di pennette a crudo = 75 gr cotte), non condite e in bianco ovviamente. 
Guardo nella credenza… senza pensarci due volte, nel medesimo istante in cui le vedo tra gli altri barattoli e barattolini, decido che quelle avrebbero completato il mio clafoutis: le fave.
Perfetto direi. Clafoutis ideato.

Clafoutis con cipollotti, fave e fiori di tarassaco.
Ingredienti:
per la pastella
150gr latte
2 uova
2 cucchiai di meizena setacciata
*
qualche mestolino di brodo vegetale
30 gr di pennette al farro (facoltativo)
200 gr di cipollotti
260 gr di fave (una confezione di fave Boduelle)
petali di 30/40 fiori di tarassaco
pepe bianco
sale rosa dell'Himalaya

*
petali di una decina di pratoline  (facoltativo)

Mettere i fiori di tarassaco in un colapasta posto sotto il rubinetto dell'acqua. Passarli sotto l'acqua corrente con getto delicato; farli "saltare" più e più volte nel colapasta con un gesto veloce. Rovesciarli su un canovaccio e chiuderlo, coprendoli e lasciandoli asciugare per bene. Una volta asciutti staccarne tutti i petali privati di ogni parte verde e porli in una ciotolina. Lasciare da parte.

Battere in un piatto, o una ciotola, le uova e il latte. Battere per bene, per un paio di minuti. Si possono usare anche le fruste elettriche. Pulire i cipollotti e tagliarli a rondelle; scolare le fave e tenerle da parte.

Mettere una noce di burro in una padella antiaderente e farla sciogliere (un tipo di burro delicato sarebbe l'ideale, in quanto i fiori di tarassaco altrimenti perderebbero molto del loro distinto sapore); versare i cipollotti nel burro e fare insaporire. Quando avranno assorbito il burro aggiungere le fave lasciando appassire il tutto e aggiungendo all’occorrenza brodo quanto basta. Quando i cipollotti saranno diventati ben teneri, lasciare che si asciughi quasi del tutto il liquido (il brodo usato), quindi aggiungere le pennette (se le mettete) e i petali dei fiori di tarassaco, condendo il tutto con abbondante pepe bianco e sale rosa. Mescolare bene.

Imburrare 4 tegliette da porzione o una teglia non grande (vedere foto), distribuirvi le verdure rosolate con i fiori di tarassaco e versarvi sopra il composto d'uovo equamente diviso (oppure mettere le verdure nella teglia e poi delicatamente versare sopra il composto d'uovo). Infornare a 200° per 12/15'. Una volta sfornato potete ricoprite con petali bianchi (precedentemente lavati e asciugati bene) di pratoline* di campo. Queste, con il loro gusto un po’ amarognolo, ho pensato che avrebbero dato un tocco di leggero contrasto … le ho trovate perfette.

* Le pratoline, ossia le piccole margheritine dei nostri prati, sono generalmente molto versatili… le si possono adoperare per preparare insalate un po’ diverse dal solito, cospargerne su degli stuzzichini fatti da una base di ravanelli a fettine e una pallina di formaggio sopra.. ma anche preparare risotti e minestre. Oltre al leggero gusto amarognolo hanno anche proprietà diuretiche: un effetto del genere potenziato potreste ottenerlo preparando un’insalata mista con cicoria di campo, fiori di tarassaco e pratoline!

Questo clafoutis è squisitissimo, credetemi... e lo è ancor di più il giorno dopo mangiato *freddo* (a temperatura ambiente ma anche fresco di frigorifero), provare per credere.
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giovedì 16 aprile 2009

Biscotti pasquali (e ritardatari)

sono in ritardissimo, lo so… ma non posso rimandare a Pasqua 2010! Dopo aver scritto sulle mie uova di pasqua non ho avuto il tempo necessario da dedicare a questi straordinari biscotti, simili ai gingerbread ma molto più… più. Punto.

L’assenza di ulteriori spezie (come invece sono presenti nei real-gingerbread) consente allo zenzero di dare il meglio di sé e di lasciare un gusto piacevolissimo al palato e sulla lingua; in più il sottile e morbido strato di marzapane che ricopre i biscotti, li rende davvero impareggiabili, non c’è che dire.. per non parlare del sottostrato di confettura di limoni che rende biscotto-marzapane ancora più “umidiccio” e quindi ancor più morbido.  
Avevo dei pregiudizi inizialmente, pensavo: “saranno dei semplicissimi biscotti allo zenzero” e basta, tutto qui. E mi andavano bene tutto sommando, volendo fare dei biscotti pasquali semplici semplici, giusto per utilizzare le formine a tema comperate apposta per l’occasione…  Così capitando sul post Dolci di pasqua nel sito
buttalapasta.it, mi sono per l’appunto lasciata convincere dalla foto e dalla descrizione di questi gingerini a forma di uova e pulcini.

Io, per i miei biscotti, ho potuto fare decorazioni soltanto .. rosee. Sì, perché avevo solo il colorante rosso mannaggia. La ricetta originale prevede l’utilizzo di confettura di albicocche ma io, pur avendola, ho preferito utilizzare una confettura bio di limoni di Sicilia, squisita… ce la vedevo molto bene e così ho usato quella e sono rimasta soddisfattissima del risultato. Non ho utilizzato glasse per rifinire le decorazioni… questo però non per preferenza, ma perché non avevo tempo!
Quindi per suggerimenti e procedimenti più ricchi sulle decorazioni vi rimando nuovamente (come già linkato sopra) alla ricetta originale
qui.
 
Infine, ringrazio
Serena per avermi risposto tempestivamente risolvendo il mio dubbio e permettendomi così di preparare in tempo i biscotti per il giorno seguente, ossia il giorno di Pasqua.
Penso che questi biscotti, con questa precisa ricetta, li rifarò molto ma molto volentieri, sono andati letteralmente a ruba.. ma naturalmente… usando delle formine più abituali :)




Gingerini (così come piace chiamarli a me)
Ingredienti
Per i biscotti: 
200 gr di farina bianca
100 gr di burro
1 uovo
1 tuorlo
50 gr di zucchero semolato
10 gr di zenzero fresco grattugiato
5 gr di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale fino

Per la decorazione: 
200 gr di marzapane
40 gr di zucchero a velo
50 gr ca. di confettura di limoni (o comunque q.b. per spalmarne un po’ su ogni biscotto)
4 gocce di colorante alimentare (possibilmente giallo nonostante io lo abbia usato rosso:)

Togliete il burro dal frigo e fatelo ammorbidire a temperatura ambiente, setacciate la farina e il sale con il bicarbonato in modo da distribuirlo bene, aggiungete lo zenzero e la cannella e mescolate, formate al centro una cavità e aggiungete lo zucchero, l’uovo e il tuorlo, unite il burro ammorbidito tagliato a pezzettini e lavorate tutti gli ingredienti con le mani molto rapidamente fino ad avere un composto liscio e omogeneo.

Formate una palla, avvolgetela con la pellicola da cucina e fate riposare in frigorifero per 30 minuti (io l’ho lasciata per un’oretta circa).

Stendete l’impasto su una spianatoia spolverizzata di farina e con un mattarello infarinato, stendetelo allo spessore di circa 1/2 centimetro, non di più perché essendoci il bicarbonato durante la cottura si gonfiano un po’. Tagliate con delle formine a tema (in questo caso uova, pulcini, ecc.).

Coprite una teglia con carta da forno e fate cuocere i biscotti in forno già caldo a 180°C per circa 22/23 minuti.

Nel frattempo lavorate il marzapane con il colorante; cospargetevi le mani con lo zucchero a velo, dovete ottenere un panetto compatto e di un colore omogeneo. Spolverizzate il piano di lavoro e il mattarello con lo zucchero a velo (altrimenti il marzapane si appiccica al mattarello) e stendete una sfoglia molto sottile partendo dal centro e andando verso i lati.

Ritagliate delle sagome come quelle che avete usato per i biscotti. A questo punto spalmate la confettura di limoni su tutti i biscotti e disponeteci sopra le sagome di marzapane, cercando di far corrispondere bene le estremità.
Rifinite a vostro piacimento le decorazioni con glasse, oppure con zuccherini, ecc.

lunedì 13 aprile 2009

domenica 12 aprile 2009

Tortino caldo fondente con cuore sorpresa

Sono le ore 4.00 e siccome non riesco a dormire posto una ricetta di un dolce che ho fatto ieri sera, Semplice e veloce, che scrivo e posto in due righe senza troppi commenti... solo peché ora vorrei anche andare a dormire, o almeno provarci, data l'insonnia.

L'unica cosa a cui bisogna prestare molta attenzione è il tempo di cottura e l'infarinatura degli stampini, che devono essere entrabe azioni fatte con minuziosa precisione, ad hoc, altrimenti vi ritrovete altro che un tortino.. una specie di crostino al cioccolato che ricopre una crema di cioccolato fondente. Riuscite ad immaginarlo? Beh, se non fate alla lettera il procedimento, riuscirete persino a vederlo oltre che ad immaginarlo :D
Tortino caldo con cuore sorpresa

Tortino caldo fondente con cuore sorpresa
Ingredienti
100 gr cioccolato fondente (se piace anche a voi, al peperoncino)
50 gr di burro
2 uova intere
40 gr zucchero
20 gr di farina (+ quella gli stampini)
una punta di un cucchiaino di lievito
burro (per stampini)

Imburrate e infarinate alla perfezione, senza lasciare un minimo spazietto vuoto, 4 stampini da budino: imburrate quindi e poi mettete un cucchiaio abbondante di farina in uno, poi sul lavandino fate girare e rigirare lo stampino in modo da far aderire tutta la farina necessaria. Quella in eccesso rovesciatela nel successivo stampino aggiungendone un altro cucchiaio.. e così via fino ad infarinarli tutti e quattro. Lasciateli lì da parte, pronti ad essere riempiti.

Fondete il cioccolato inseme al burro a bagnomaria (o microonde), facendo attenzione alla potenza (media) e ai tempi.. ogni 20/30  secondi estrarre il la ciotola che contiene il cioccolato e girarlo, fino a completo sciogliemento); in una ciotola a parte mescolate le uova, lo zucchero, 20 gr di farina e il lievito setacciati. Unire questo mix al cioccolato fuso e mescolare bene fino ad ottenere un composto liscio e lucido.

Dividete la crema nei 4 stampini da budino già imburrati e infarinati e metteteli in freezer a consolidare per minimo due ore. Appena prima di serivre, infornateli a forno già caldo a 220° per 8 (OTTO!) minuti, sfornateli e teneteli in mano con una presina da cucina; inclinateli e sformateli su un piatto da portata, passando delicatamente la lama liscia di un coltello tra il dolce e lo stampo, facendo attenzione a non tagliare il tortino: pena il fallimento :( mantenete la lama liscia del coltello il più possibile attaccata alle pareti delo stampino, inclinando anche la lama più verso le pareti che verso il tortino.. spero di essermi spiegata. 


Questi tortini sono una vera meraviglia, sono contenta che mi siano venuti così perfetti, che soddisfazione:)
Il bello di questi tortini (un po' come le mousse che avevo fatto tempo fa) è che una volta messi in freezer possono essere mantenuti così fino all'occasione ideale... e pronti in pochissimo tempo! In quanto dal freezer passano direttamente nel forno gia caldo e si sfornano dopo soli 8 minuti!!

Ricordate di fare attenzione al tempo di cottura e di non aprire assolutamente il forno prima della fine del tempo indicato!

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la mamma gode di questo
tortino meraviglioso…
OLYMPUS DIGITAL CAMERA         cucchiaino dopo cucchiaino…
OLYMPUS DIGITAL CAMERA         e poi un altro… OLYMPUS DIGITAL CAMERA         …e un altro ancora…

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spiace finirlo eh? Era tentata di lasciarlo,
come dice sempre.. “mi spiace quasi
finirlo”

OLYMPUS DIGITAL CAMERA         ma non credo che una volta assaggiato questo tortino si sia capaci di avanzarne un po’…

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No. In effetti no.
E non poteva mancare il rito (anche famigerato se vogliamo, “galateamente”
parlando) della “raschiatura del piatto”…
(
ammesso che non ci siano commensali o che non si sia al ristorante, è un tipico “atteggiamento” post-tortino o di tutti quei dolci che tipicamente lasciano strisce abbastanza consistenti (di cioccolatooqualunquealtracremachessia) tali da poter essere (seppur difficilmente) “tirate su” con il cucchiaino… ma c’è chi si cimenta nel farlo anche con la forchettina…

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Avanzarne dunque? No, direi proprio di no. 



  ©fiOrdivanilla


E ora… .. buonanotte, alla bellezza dell'alba di un mattino che sta ormai quasi per nascere.

giovedì 9 aprile 2009

Biscottini al miele e fiori di Tarassaco

Il sabato appena passato sono andata volutamente nel giardino della mia nonna… glielo invidio quasi, il suo giardino (curato da mio zio) è davvero bello. Vi si trova di tutto, zucchine, carote, melanzane, pomodori, zucche, fagiolini, tante varietà di erba e poi frutta, kiwi, lamponi, fragole… per non parlare dei fiori. Il tutto nella dovuta stagione ovviamente, non siamo ancora diventati dei maghi.

Sabato sono volutamente andata in cerca di fiori, fiori da usare in cucina. I propositi erano quelli di trovarvi delle violette (avrei preferito viole mammole per farne una conserva), fiori di tarassaco e margheritine di campo, ossia le cosiddette prataiole, da fare fritte col riso, per la mia mamma.
Per quanto riguarda il tarassaco, io ne raccoglievo i fiori, mia nonna invece raccoglieva la pianta erbacea verde, la foglia lunga e seghettata, molto amara quando è grossa e molto dolce quando è ancora piccola e giovane, che ha successivamente mondato, pulito alla perfezione, la sera cotto e poi mangiato… ed era una bontà anche solo così, semplicemente rosolato con un filo di olio e aglio. Buonissimo. E poi fa ben e : )
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I fiori? I fiori sono serviti a me. Avevo in mente di farne una frittata giallissima con i petali, ma io amo di più fare i dolci, perciò ha prevalso la voglia di fare dei biscotti.
Mi sono data da fare e ho cercato nel web ricette di biscotti a base di fiori di tarassaco e ho trovato una ricetta
qui; ne ho apportato qualche modifica e .. voilà..


Biscotti al miele e fiori di TarassacoOLYMPUS DIGITAL CAMERA
Ingredienti per 30 biscotti circa:
200 gr di farina 00
100 gr tra riso soffiato, muesli (comprensivi di uvetta) e crusca (il tutto tritato brevemente nel mixer)
120 ml di olio di girasole (o mais)
30 gr di miele di castagno, 120 di acacia (oppure cambiate anche dosi a seconda dei vostri gusti, quello di castagno ad esempio non piace a tutti, è un po’ particolare)
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
30 fiori circa di tarassaco

Raccomando anch’io di avere l’accortezza di raccogliere i fiori lontani da smog, strade troppo trafficate, prati dove c’è una buona probabilità di trovarvi i bisognini dei cani, ecc.
Mettere i fiori in un colapasta, sciacquarli brevemente sotto acqua corrente fresca (con getto d’acqua delicato) e metteterli ad asciugare avvolti delicatamente in un panno asciutto.  Tenerli da parte.
Miscelare farina e il mix di cereali (riso soffiato, ecc.); in un’altra ciotola sbattete brevemente l'olio con i due tipi di miele e le uova, unire l'estratto di vaniglia e poi iniziare ad unire i petali dei fiori, che avrete accuratamente staccato privandoli di ogni parte verde: stelo, gambo e foglie. A questo composto unire infine la farina miscelata ai fiocchi d'avena e mescolare bene.
Deve essere un composto non troppo liquido ma abbastanza denso da poterlo porzionare a cucchiaiate sulla teglia da forno. Foderate quindi una teglia con carta da forno e iniziate a distribuire l'impasto usando un cucchiaino bello colmo.
Tenere i mucchietti ben distanziati perché poi in cottura i biscotti tendono ad espandersi un po’.
Cuocere i biscotti in forno caldo a 180° per 8/10 minuti, a seconda della grandezza e a seconda di come vi sembra la consistenza.  Magari provate a farne una teglia con pochi biscotti: provate la cottura, sfornate, mettete su una gratella e attendete che si raffreddino. Assaggiate e regolatevi :)
Il bordo deve essere leggermente bruno, ma non sono da cuocere troppo anche se vi sembrano ancora troppo morbidi! Infatti una volta sfornati, il calore accumulatosi nel biscotto continua a cuocerlo leggermente.
Raffreddare su una gratella.
 

martedì 7 aprile 2009

Spicchi davvero speciali

L’ispirazione è arrivata dal famigerato Libro d’Oro del cioccolato. La prima volta ho eseguito per punto e per lettera la ricetta (vedi prime foto); la seconda volta? La seconda volta ho superato me stessa (e anche l’autrice della ricetta! Sì sì, voglio azzardare e affermare così!). The Original

Ora, l’annuncio che voglio lanciare è questo: avrete sicuramente una lista titolata “s’ha da fa’” o “dolci da fare” et similia… Ebbene: fate un’eccezione e portate davanti a tutte le ricette in attesa di essere testate, questa ricetta che vi propongo! Dovete assolutamente provarla… non sto scherzando!
L’accostamento di ingredienti l’ho meditato, sì, ma non pensavo sarebbe venuta così divinamente buona! Tra l’altro, gli ovetti frantumati che ho utilizzato non sapevo fossero di marzapane, pensavo fossero di cioccolato e basta… così con mia grande sorpresa quando mi sono accorta, da un piccolo assaggio, che il pezzetto di ovetto capitatomi sotto i denti non era di  solo cioccolato ma qualcosa di  molto, mooolto di più.. sono andata a leggere gli ingredienti  sulla confezione: ovetti di marzapane con copertura di cioccolato e glassa colorata. Ovetti trovati e comperati alla Lidl qualche settimana fa, senza un motivo preciso. In ogni caso, se non trovate questi ovetti, potete fare del marzapane e farlo leggermente indurire, poi ridurlo a pezzetti  e usarlo così. L’effetto sarà più o meno lo stesso.

Non è propriamente una torta; “non ne è alla altezza”… non come qualità, cosa avete capito… ma in quanto altezza-altezza proprio! E’ bassa, cotta in una teglia per pizza dal diametro di 31 cm circa, di quelle grosse quindi, rotonde… E’ morbida e al tempo stesso croccantina; ad un primo morso risulta infatti croccante ma poi, meraviglia delle meraviglie, sembra quasi sciogliersi in bocca, lasciando in bocca da mordere pezzetti deliziosi di albicocca insieme a pezzetti di marzapane e cioccolato, il tutto morbidissimo da addentare… Insomma, è di un’inesprimibile bontà. La consistenza è assai strana, non assomiglia a nessun’altra torta che io conosca; quasi da potersi dire oleosa (forse grazie alla presenza delle noci brasiliane che, tritate finemente, rilasciano       qualche residuo del loro olio naturale). Sotto i denti le albicocche si mordono così piacevolmente… che capite, insieme al cioccolato, al marzapane e al sapore delle noci… è un vero paradiso.

Ditemi le vostre sensazioni quando e se la farete, ve ne prego! Ma prima di iniziare ad eseguire la ricetta… Un appunto importante: seguite tutte le indicazioni e soprattutto rispettate p r e c i s a m e n t e le dosi, né un milligrammo in più, né uno in meno, perché le ho modificate apposta e in modo preciso e minuzioso e se le modificate a vostra volta… può darsi che non venga come dovrebbe, soprattutto nella consistenza che è appunto ciò che rende speciale questa grande tortina :) Voi fatela così, prove e modifiche lasciatele ad una prossima volta!

Spicchi alle noci brasiliane con albicocche secche e ovetti di marzapane. La mia ricetta.
Ingredienti:
325 gr di farina 00
120 gr di albicocche secche tagliate a pezzetti
50 gr di ovetti di marzapane schiacciati/spezzettati/sbriciolati grossolanamente
25 gr di gocce di cioccolato fondente
75 gr di noci brasiliane tritate finemente nel mixer
1 cucchiaino e 1/2 di bicarbnato
150 gr di burro
95 gr di zucchero semolato
125 gr di zucchero di canna chiaro
1 uovo
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
sale

Preriscaldare il forno a 180°C.
Ricoprire con carta da forno uno stampo da pizza del diametro di 31 cm (lo stesso che ho utilizzato per fare la pizza). Setacciate la farina insieme al bicarbonato e a mezzo cucchiaino di sale in una ciotola medio-grande.
Lavorate il burro, lo zucchero e lo zucchero di canna in una terrina con un frullatore elettrico alla max velocità, fino ad ottenere una crema (lo zucchero deve sciogliersi un bel po’). Dopo un paio di minuti che lavorate burro e zucchero con uno sbattitore elettrico, potete trasferire il composto nel mixer per facilitarvi il lavoro. Ma solo dopo che lo avete lavorato un po’ con le fruste elettriche.
Unite l’uovo e la vaniglia, senza mescolare troppo. Incorporate gli ingredienti secchi (farina-bicarbonato-sale) e le noci brasiliane tritate finemente. Dopo aver amalgamato tutto per bene mettete questo impasto in una ciotola capiente dove avrete precedentemente messo: le gocce di cioccolato fondente, gli ovetti sminuzzati di marzapane, le albicocche tagliate a pezzetti. Amalgamate bene con un mestolo di legno o con le mani passate sotto l’acqua fredda (per non far sì che il composto si appiccichi alle mani).
Versate il composto nella teglia da pizza e schiacciate (sempre con le mani inumidite di acqua fredda) per renderlo ben piano e uniforme affinché ricopra per bene tutta la teglia.
Fate cuocere per 12-15 minuti, o fino a quando la superficie del dolce sembra dorarsi un poco.
Estraete il dolce e lasciatelo raffreddare completamente nella teglia.
Tagliatelo a spicchi.

Se volete, potete usare una teglia grande di forma quadrata o rettangolare, pur sempre bassa, e poi tagliare il dolce a quadrotti anziché in spicchi: sarebbe bellissimo e molto più originale servirlo così (come infatti proverò a fare la prossima volta), soprattutto in quanto questo dolce si presta al taglio che è una meraviglia.

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Il disastro. Il terrore.

Volontari da tutta Italia verso l'Abruzzo per assistere le popolazioni colpite dal terremoto… Un accadimento terribile, inaspettato, come sempre del resto lo sono queste cose.
E, incredibile nell’incredibile, c’è chi pensa ad approfittare di calamità naturali per saccheggiare e derubare le persone in una situazione di estremo disagio come questo, di tale spaventosa, tremenda e terribile situazione… Alcuni esseri umani – se così si possono definire – superano davvero ogni limite impensabile.

… volevo solo dare il mio misero contributo manifestando tutta la solidarietà possibile per quelle persone colpite da un grande incubo, chiamato Terremoto, che hanno perso casa, famigliari, parenti o amici… A loro, tutta la mia solidarietà.

Manuela.

sabato 4 aprile 2009

Torta salata broccoli e cavolfiori allo zafferano

Non avevo ospiti, ma una sera di qualche giorno fa mi sono trovata comunque in una situazione-tipo come quella di Kja: fretta e furia e poco tempo a disposizione a causa della tarda ora. Il pomeriggio avevo letto della sua torta-salata-Torta broccoli e cavolfiori allo zafferanocon-broccoli dell’ultimo minuto anzi, del “tempo necessario a scendere 5 piani di scale e fare 50 metri per entrare nel piccolo supermercato vicino a casa” :)

Nel tempo impiegato per andare al supermercato, dove mi sono recata solo per prendere un rotolo di sfoglia, che non avevo, mi sono ingegnata per inventare una qualche variazione alla suddetta torta, che sinceramente avrei fatto tale e quale, data l’apparente (e sicuramente   reale) bontà e appetibilità. Ma, priva di curcuma e di semi di semi di senape (che ho poi peraltro dimenticato totalmente, pensando dapprima di sostituirli con dei semi di sesamo o di papavero, ma poi in pratica dimenticando di mettere sia l’uno che l’altro), ho pensato perciò di farla così:


Torta broccoli, calfiori e ricotta 
allo zafferano
Ingredienti:
1 broccolo medio
1 piccolo cavolfiore
3 uova
250 g di ricotta e un bel pezzettone di gorgorzola piccante
100 ml di panna fresca
1 bustina di zafferano
20 g di parmigiano grattugiato
1 rotolo di pasta sfoglia
erbette secche per insaporire

in più, per chi SI RICORDA:
semini di sesamo o di papavero
pinoli o mandorle (o un misto degli uni e delle altre, visto che entrambi si addicono molto anche ai sapori salati, soprattutto al salato del formaggio) 

Accendere il forno a 180°. 
Tagliate broccolo e cavolfiore in cimette (se le foglie sono belle, lavate accuratamente anche quelle e cuocetele insieme). Disponete in un piatto fondo adatto al microonde (ma va bene anche un piatto di vetro resistente) la verdura e coprite con della pellicola trasparente. Cuocete alla massima potenza per 4 minuti circa. Oppure cuocete tranquillamente a vapore per circa 5 minuti, finché le cimette e le foglie saranno teneri.
Dopo i 4 minuti di microonde non estraete subito il piatto: occorre quasi sempre un tempo di riposo minimo, che varia da 1 ai 2 minuti. Lasciate riposare per due minuti. Estraete il piatto, scopritelo dalla pellicola e lasciate raffreddare le cimette.
Sbattere le uova, unire ricotta e gorgorzola e schiacciarli con una forchetta per facilitarne l'incorporazione quando si andrà di nuovo mescolare: aggiungere il parmigiano, la panna e mescolare bene il tutto sbattendo. Aggiungere la bustina di zafferano e sbattere ancora; regolare di sale e pepe.

Stendere la pasta sfoglia su di una teglia rotonda, adagiarvi foglie e cimette di broccolo e cavolfiore cotti (eventualmente scolati da un residuo di acqua formatosi durante la cottura) e versarvi sopra la crema gialla al profumo di zafferano. Rifinire la superficie con i semini di finocchio, sesamo, papavero o di senape... e i pinoli (e, se avete deciso di aggiungerle, le mandorle).

Infornare a forno ormai caldo a 180° per 45 minuti circa o fino a che la superficie sarà soda e un poco dorata.
Lasciate riposare la torta qualche minuto dentro al forno con sportello semi aperto. Estraete la teglia e profumate con erbette secche a piacere (mix di erbe oppure maggiorana, timo, prezzemolo...).
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Ho constatato che questa torta è squisita anche fredda! Ideale per un pic nic quindi, visto che nei prossimi mesi arriverà il bel tempo definitivo (si spera) e porterà con sé la voglia di scampagnate e di lunghe soste e pomeriggi all'aria aperta e al sole…

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA         (i cristallini che si possono osservare nella prima foto di questa triade, è semplicemente fior di sale)

Questo piatto l’ho servito con dei cracker al gongorzola, ricetta di Camomilla, presa da qui, a cui ho aggiunto, oltre ai pinoli, noci, mandorle e nocciole, sempre per un totale di 160gr.

mercoledì 1 aprile 2009

Burro e latticello

Che bello, finalmente il mio primo panetto di burro. Questa novità mancava nella mia esperienza di culinaria! La straordinarietà con cui si vede il burro formarsi e separarsi dal liquido, è stupefacente! Questa preparazione era in archivio, dovevo e volevo postarla da un po’ e visto latticello_buttermilk      che in quest’ultima settimana (e nelle prossime a venire) non avrò tempo libero (eccetto sabato e domenica, che dovrò cercare però di dedicare allo studio…) mi limito a postare questa preparazione di cui ho conservato le fotografie. 
 
Se non l’avessi fatto e visto con i miei occhi avrei stentato a crederci. Il ‘liquido’ di cui parlo non è semplicemente liquido ma è il famigerato latticello, il siero di latte, ovvero il suo principale componente. In inglese (come mi piace chiamarlo) è il buttermilk.
latticello_buttermilk_e_burroNelle ricette lo si usa di frequente per fare i dolci  (ma anche i salati, ad es. focacce, etc. …) ma ci si vede quasi sempre costretti a sostituirlo (con equivalente di panna acida, oppure con equivalente latte più un cucchiaio di limone o in altri modi…) visto che siamo in molti a piangerne la scarsa reperibilità!  L’unico modo quindi è… farlo! Come? Facendo il burro, perché quel liquido che si separa dal burro dalla lavorazione della panna è appunto il latticello.
Esistono degli alimenti che non hanno la fama che meriterebbero: il latticello è sicuramente uno di quelli.
Il latticello ha delle ottime proprietà. Anzitutto c’è da dire che è l’integratore alimentare ideale nelle diete dimagranti e nella regolazione del peso corporeo, poiché fornisce un apporto calorico modesto, bassissimo, persino inferiore a quello del latte: solo 26 cal/100ml ed è inoltre poverissimo di grassi. E’ ricco di alcune delle più importanti proteine, proteine tra l’altro altamente digeribili ed è inoltre ricco di minerali e di vitamina B2, fondamentale per la prevenzione dei disturbi cutanei e visivi.
Tra i tanti pregi nutrizionali di cui vanta il latticello, bisogna ricordare che ha un basso tenore di sodio e la forte presenza di sali minerali basici (come ho già detto), in particolare il potassio (diuretico), il calcio, il magnesio e il fosforo, necessari al mantenimento delle ossa. E ancora, ha proprietà depurative, disintossicanti, aiuta a regolare l'intestino (niente più incubi di Alessia Marcuzzi che sbuca fuori dal frigorifero dunque), diuretiche, energetiche... Beh, avrete capito: il latticello è ingiustamente sconosciuto ai più e sottovalutato!

E che dire del burro.. Io non lo consumo, è vero, ma la mia mamma sì ed io in compenso lo uso per fare dolci, pasticci, pasticcetti e altre prelibatezze in cucina, che le mie “cavie” andranno poi a gustare :D e sicuramente usando un burro fatto in casa si ottengono migliori risultati soprattutto in quanto a sapore.
E’ vero che un buon burro oramai è facilmente reperibile, ma per alcune preparazioni vale la pena prepararlo da sé partendo da una buona panna fresca (e poi per la soddisfazione che dà preparare un qualcosa da sé a partire da semplici elementi). Per alcune preparazioni è vantaggioso avere un burro così, freschissimo. Si pensi per esempio ad una crema al burro che otterremmo sicuramente più delicata. Oppure per ottenere dei burri salati altrimenti difficili da trovarsi in Italia (a parte quello Danese leggermente salato) e che sono ottimi accompagnamenti per vari tipi di crostini, pani, etc.

E’ stata una soddisfazione immensa aver fatto questo panetto di burro, aver osservato mentre  la sostanza liquida si separava straordinariamente da quella solida; averlo “spremuto” a farne colare il liquido sino all’ultima goccia; averlo arrotondato e compattato dentro un idoneo contenitore; aver goduto del colore così sublimemente candido e averne respirato il profumo che nulla ha a che fare con quello che si compera già pronto… Non so se è la freschezza a conferirgli quel vero e proprio “profumo di burro al naturale”, fatto in casa, so però che di certo è molto più buono e per niente fastidioso (premetto che appunto quello che si trova e si compra nei frigo dei supermercati, a me, come odore, non piace molto).
Da 400 ml di panna ne è venuto fuori un bel panetto di burro come potete vedere (metà l’ho portata la mattina stessa alla mia nonna… sentendomi non poco Cappuccetto Rosso…) e 250 ml di latticello, che ho usato subito subito per fare un dolce.

Burro e latticello.
Ingredienti
panna

Versate la panna in una ciotola capiente e cominciare a sbattere con le fruste elettriche (ci sono anche altri metodi per prodursi il burro: montare la panna con la planetaria, oppure questo qui). Montate quindi
la panna come fate comunemente… quando sarà ben montata non fermatevi! Continuate a sbattere imperterriti con le fruste. Vedrete piano piano due sostanze di diversa consistenza scindersi: un liquido (il latticello) e un solido (il burro).
Raccogliete con le mani raffreddate sotto acqua fredda il vostro burro e mettetelo in un panno abbastanza poroso e assolutamente pulito; ponetelo in una ciotola e strizzate affinché esca quanto più latticello possibile. Qualora non abbiate intenzione di usarlo subito, prima di strizzarlo "risciacquatelo" un po' in acqua fredda, per evitare che diventi presto acido. Consumarlo al massimo entro 3-4 giorni.
Il latticello recuperato dal burro strizzato, unitelo a quello rimasto nella ciotola, conservatelo in frigorifero in un barattolo chiuso e consumatelo entro massimo tre giorni (in freezer potete conservarlo per circa due settimane).
Ed ecco in poco meno di 10 minuti ottenuti burro e latticello : )

latticello_buttermilkburro    latticello_buttermilk

piccolo annuncio:
vi consiglio di recarvi (se di vostro interesse) al più presto presso un centro LIDL perché nel reparto non-food c’è in vendita un utilissimo set di 3 caraffe + un kit di 6 misurini con unità di misura anglosassoni, misura quindi
1/4 teaspoon, 1/2 teaspoon, 3/4 teaspoon, 1 teaspoon (tsp) ecc. e, proprio questi misurini, ritengo siano utilissimi.