fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: febbraio 2009

venerdì 27 febbraio 2009

Lasagnetta alla crema di zucca

Sono più per i dolci che per i salati, lo avrete notato in quanto dall'inizio di questo blog fino ad ora non ho fatto altro! In realtà piatti "salati" ne faccio, solo che non mi interessa postarne le ricette, non solo: li faccio quasi sempre la sera (per la mia mamma) e di sera si sa, fare fotografie decenti è una tragedia... quindi ci rinuncio (almeno fino a quando non comprerò un bel flash da integrare alla mia reflex).

Ieri cercavo in rete una ricetta originale per fare le lasagne... Originale perché innanzitutto sarebbe stata la mia .. prima volta. Ebbene si, mi vedo costretta ad ammetterlo... non ho mai fatto le lasagne in vita mia. Meravigliati? Dai non mi direte che non c'è nessuno tra di voi che ha la mia stessa lacuna!? (se così fosse, non ditemelo, vi prego, così mi consolo). 
©ManuelaViel  

giovedì 26 febbraio 2009

Brownies pinoli e pistacchi (con scagliette di caramello)

Sincera sincera: i brownies li categorizzo in genere come ‘dolci asciutti’, a meno che non siano intramezzati  da qualche cremina. Mi piacciono altrimenti solo quanto risultano umidicci al loro interno.
Beh questi che vi propongo non sono poi così asciutti, ok… però io sono un po’ pignoletta e questi non raggiungono esattamente il mio stereotipo di “buon brownies” ma semmai solo e semplicemente "passabile” (per qualcuno potrebbero essere tra i migliori, per qualcun altro i peggiori… va sicuramente a gusti).

Cercherò di dare un’opinione oggettiva e chiunque dovesse provarli, mi faccia sapere ; )
©ManuelaViel

mercoledì 25 febbraio 2009

Lingue di gatto

In questi giorni sto recuperando tutto il tempo passato dietro ai libri a studiare trascurando necessariamente la cucina in tutti i suoi aspetti! Tempo qualche giorno ancora (uno o al massimo due) e mi metto di nuovo sotto a studiare. Nuovi esami, nuove materie… tra cui Economia culturale. Bilanci, patrimonio, reddito, costi fissi, costi variabili, economie di scala/scopo/apprendimento/transizione… Oddio sto male solo a pensarci. Infatti non ci penso, non per ora almeno :D Rimandiamo tutto a domani. Adesso mi godo ancora questo meritato riposo e vengo al dunque: la ricetta.

©ManuelaViel

Purtroppo da poco (giorno 13 novembre 2010) ho inavvertitamente cancellato una cartella in rete (su Picasa) nella quale c’erano molte delle fotografie “collegate” ai vari post del mio blog. Così ora mi ritrovo con tantissimi post senza foto. Vogliate perdonarmi, ma L’UNICA soluzione che sono riuscita a trovare è stata quella di cercare con Google il titolo di ogni post e trovare una miniatura della foto, poiché queste rimangono sempre da qualche parte nel web.. Mi dispiace :(

Utilizzate soprattutto come decoro e contorno di gelati, dessert, cioccolato liquido, vini, eccetera. Sono biscotti secchi, ma così sottili e fragili che mangiarli è un piacere.
Non ho mai fatto le Lingue di gatto in vita mia… e devo dire che sono venute straordinariamente bene benché fosse la prima volta. Non ricordo da dove ho preso la ricetta base, ma di fatto l’ho cambiata, leggermente ma l’ho cambiata, intanto mettendo anche qualche ricciolo di burro in meno e poi arrivando ad una cottura ottimale. Vorrei – la prossima volta – provare a metterci dell’essenza di mandorla. Le rifarò sicuramente, dato il successo che hanno avuto;li farò con qualche variante, ad esempio intingendole metà nel cioccolato fuso e metà cosparse di zucchero semolato…

Lingue di gatto
Ingredienti

100 g di burro ammorbidito (anche un po’ meno)
100 g di zucchero semolato
100 g di farina
2 albumi
gocce di essenza di vaniglia

Mettere il burro e gli albumi nel mixer a bassissima velocità (velocità minima). Una volta amalgamati aggiungere lo zucchero, la farina e l'essenza di vaniglia.
Mixare ancora per un po' il tutto fino ad amalgamare per bene; otterrete un composto cremoso, quasi sabbioso.
Rivestite le teglie di carta da forno. Servendovi di un sac a poche con bocchetta liscia, fate dei bastoncini lunghi circa 2,5 cm; cercate di farli tutti della stessa misura e ben distanziati tra loro (altrimenti nella cottura si attaccano l'un l'altro formando lingue giganti.. lo dico per esperienza).
Infornare a 200 °C per 6 minuti in forno già caldo. I minuti sono soggettivi, dipende dal proprio forno. Dovete osservare i biscotti attraverso il forno, magari dopo 5 minuti: dovrebbero arrivare ad avere un caratteristico colore giallo chiaro dorato, giallo paglierino, che diviene più scuro nella parte più a contatto con la piastra di cottura. Ecco sono pronti. toglieteli subito dal forno, lasciateli intiepidire e staccateli delicatamente dalla carta da forno con una paletta da cucina.

martedì 24 febbraio 2009

Tondini di cioccolato (con ganache cremosa al miele)

Tempo fa sono approdata su questo blog e ho trovato la ricetta di biscottini adorabili. E’ stato amore sin da subito.
Alla vista di questi biscotti mi si sono illuminati gli occhi. Non potevo aspettare e così ho deciso di replicarli subito!
 

©ManuelaViel

domenica 22 febbraio 2009

Semifreddo al mascarpone

Oggi vi regalo una ricetta di un semifreddo che ho deciso di “vestirlo”, per l’occasione del Carnevale, di zuccherini colorati...  Le foto qui in alto sono le uniche che sono riuscita a ritrovare. Avevo fatto la foto del semifreddo nello stampo normale da plumcake; queste invece sono i semifreddi mini che ho fatto utilizzando gli stampi usa e getta di alluminio. Semifreddo al mascarponeSemifreddo al mascarpone

giovedì 19 febbraio 2009

Castagnole con uvetta

…un dolce simbolo del Carnevale le castagnole, oltre alle famigerate chiacchiere. Castagnole per l’Italia meridionale, tortelli dolci per l’Italia centrale, le frittole veneziane a ciascuno il suo!
Per ciambelle di Carnevale invece si intende la classica pasta lievitata chiusa ad anello e fritta. Le chiacchiere? Le chiacchiere sono anche chiamate frappe, bugie (vengono così chiamate nelle città di Torino, Genova e Imperia), crostoli, intrigoni, cenci, sperelle… si insomma… sono sempre quelle, le chiacchiere e a me, a dirla tutta, non sono mai piaciute poi così tanto.

Anche se con un po’ di anticipo ho voluto cimentarmi in queste piccole delizie: le castagnole. Ciò che differenzia principalmente le castagnole dai tortelli – e da molte altre ricette apparentemente simili – è il loro interno: le prime infatti hanno l'interno soffice ma pieno, quindi non sono adatte a essere riempite di crema; i secondi, i tortelli, hanno un impasto decisamente più liquido e una volta fritti rimangono vuoti all'interno, un po’ come i bignè, permettendo così di essere farciti con crema pasticcera o altre creme.

Per dirla con un motto delle dionisiache greche (da cui ha origine la festività del Carnevale)… “Semel in anno licet insanire”, Una volta l’anno è lecito non avere freni…

La ricetta l’ho prelevata da giallozafferano.

Alla ricetta ho apportato lievi modifiche (per necessità): l'impasto mi era era sembrato troppo molle, perciò ho aggiunto della farina (un mix di farina di mandorle e 00) e visto che mi era venuta voglia di uvetta, ho messo nell'impasto anche quella :)

images

Castagnole
Ingredienti:
Burro - 40 gr (oppure 1-2 cucchiai di olio)
Farina - 200 gr
Lievito in polvere - 1/2 bustina
Limoni - la scorza grattugiata di 1/2 limone
Mistrà - liquore all'anice, 1 cucchiaio
Sale - 1 pizzico
Uova di gallina - 2 piccole
Vanillina - 1 bustina
Zucchero - 50 gr
+
olio per friggere (meglio di semi, mais o girasole);
zucchero semolato per passarci le castagnole una volta fritte.

Mettete in una ciotola la farina, le uova, lo zucchero, il burro, la vanillina, il sale, la scorza grattugiata del limone, il liquore e il lievito; lavorate gli ingredienti fino ad amalgamarli per bene e poi trasferite l'impasto su di una spianatoia leggermente infarinata e impastate fino ad ottenere una pasta della consistenza di una frolla morbida... un composto morbido, liscio e compatto, ma non molle.

Lasciate riposare l'impasto per qualche minuto: con l'impasto arrotolate ora dei bastoncini di pasta dello spessore di un paio di centimetri circa e tagliateli a tronchetti di circa 2 cm.
Con i palmi delle mani date forma ai tronchetti facendo delle palline e incidete la superficie con un taglio a croce.
Friggetele un po’ alla volta in olio profondo e a fiamma bassa, rigirandole nella padella finché risulteranno ben gonfie e dorate e cominceranno a galleggiare.
Una volta pronte, prelevatele con un mestolo bucherellato e adagiatele su un foglio di carta assorbente. Infine, rotolatele nello zucchero semolato.

Note:
io ho sostituito il Mistrà con del rum scuro, in alternativa si può sostituire con il Maraschino che si addice molto, oppure con dell’essenza all’arancia o di mandorle.
∙ Le dosi indicate per le castagnole sono all’incirca per 4 persone.
∙ Se si vuole evitare il diffondersi dell’odore di olio fritto, mettere nell'olio durante la frittura uno spicchio di mela, sostituendolo di tanto in tanto.
∙ Io all’impasto ho aggiunto l’uvetta: l’ho messa in ammollo per 10 minuti in rum e acqua tiepida e poi strizzata molto bene prima di unirla all’impasto.
∙ Non fate palline troppo grosse, rischierebbero di rimanere un po’ crude all’interno.
∙ Se volete preparare l’impasto qualche ora prima e friggere le vostre castagnole in un secondo momento potete coprire l’impasto con della pellicola e riporlo in frigo: tiratelo fuori mezzoretta prima tenendolo a temperatura ambiente.

lunedì 2 febbraio 2009

Dulce de Leche e Ricottina fatta in casa

Ebbene sì, lo amo. corposo, gustoso, pannoso, fresco… dalla "carnagione" bianca, lattea, candida. No, non sto poeticamente fantasticando su un uomo. E’ il latte. E’ un amore sfrenato il mio, sia per il suo piacevole odore e sapore, sia per il suo inimitabile colore, biancolatte lo chiamo io, perché è un bianco unico; sia per la sua consistenza, per il suo più vario e disparato impiego in cucina. E forse anche perché per associazione mi porta alla mente la via lattea e così mi vengono in mente le stelle e poi i pan di stelle e poi… Insomma, tante associazioni.. e io amo il latte e non un latte qualsiasi ma in particolare quello fresco e non di frigorifero, ma appena munto! Parlo del “latte crudo”, fresco, latte che non ha subito alcun trattamento tecnologico eccetto la refrigerazione, quindi quale miglior opportunità di scoprire e assaporare il vero sapore del latte appena munto?
Va anzitutto tenuto in frigorifero e consumato entro due giorni, quattro o cinque al massimo se lo si fa bollire.
Il latte fresco se lasciato in frigorifero per mezzora o più, tenderà a formare sulla superficie un po' di panna; girando su e giù la bottiglia un paio di volte a ritornare "normale". La panna però si potrebbe togliere e farne ciò che si vuole, è sicuramente deliziosa.

Dunque, che è successo? .. Leggendo una ricettina su un blog di cucina (dandoliva.blogspot.com) ho trovato questo sito utile che elenca i distributori di latte crudo di tutta Italia, oltre a dare molte informazioni sul latte crudo. Mai avrei pensato di poter avere un distributore a 5 minuti da casa! Così ieri mattina alle 6 e mezza circa, dovendo già uscire per fare alcune cose, sono andata munita di due bottiglione in vetro da un litro al distributore... Pur dotata di gps, sono riuscita ugualmente a "perdermi" in un certo senso. Pazienza, alla fine ho trovato la via... e il distributore.
Mi sono sentita così allegramente bimba ad un certo punto.. dopo aver inserito le monete, aperto lo sportellino e inserito il beccuccio della mia bottiglia di vetro.. e dopo aver schiacciato il pulsante di avvio... il latte ha cominciato a scendere e il distributore ad emettere un muggito troppo troppo “forte”! La sorpresa, potrete immaginare, è stata grande… mi ha divertito parecchio : )
R
iempita la prima e poi la seconda bottiglia, torno verso casa e pensa che ti ripensa a come usare il latte fresco…

Dulce de leche

Ci sono svariati modi di prepararlo, io ho scelto il più completo (quello tradizionale), ma si potrebbe preparare semplicemente facendo bollire per tre ore una scatoletta di latte condensato… ma non mi darebbe la stessa soddisfazione.
(da dandoliva.blogspot.com)
Ingredienti:
1 litro di latte intero
300 g di zucchero
Una stecca di vaniglia (o dell’essenza in gocce)
1 pizzico di bicarbonato

Portare ad ebollizione tutti gli ingredienti in una pentola grande e preferibilmente dal fondo spesso. Quando raggiunge il bollore abbassare la fiamma e lasciar sobbollire dolcemente per 1-3 ore (dipende A) dalla quantità di latte, si può fare anche metà dose B) dalla temperatura a cui si tiene il bollore... quindi per le prime volte è meglio tenere d'occhio costantemente la preparazione). Il latte inizierà ad addensarsi e ad assumere delicato color nocciola, mou, proprio come le caramelle. A questo punto non allontanarsi più dal fornello e tenere d’occhio la crema, rimestando spesso per non far attaccare e per tenere la temperatura uguale in tutta la crema (e quindi non formare grumi). Attenzione a non farla cuocere troppo perché si solidifica e acquista una consistenza troppo caramellosa che non equivarrebbe più al tipico dulce-de-leche .. anche se si può raggiungere più o meno la densità voluta a seconda dell'uso che si vuole fare (spalmabile come la nutella, oppure più fluida, ecc.)

Quando la crema raggiunge la densità voluta, invasarla in vasetti sterilizzati (quindi bollirli finché il tappo del barattolo fa "click") capovolgere i vasetti e lasciar raffreddare. Se invece si fa una dose ridotta non sarà necessario sterilizzare ecc., perché tanto finirà nel giro di un giorno o due (assicurato).

Ad ogni modo, si conserverebbe per circa 4 mesi. Una volta aperta si tiene in frigorifero e si consuma entro un mesetto.

Le foto di questa goduriosa crema è un’immagine che ho prelevato dal web ma non ricordo da dove :( vogliate scusarmi e se il legittimo fotografo ne vuole rivendicare la proprietà ne sarei felice !

Ricottina salata all'erba cipollina
Ingredienti:
1 litro di latte intero fresco (non nel senso fresco di frigorifero, ma CRUDO)
1/2 cucchiaino di aceto
sale


Scaldate lentamente il latte. Poco prima di raggiungere il bollore aggiungere l’aceto e il sale e abbassate la fiamma al minimo (il sale si può mettere o anche non mettere; tra l’altro una possibile variante potrebbe essere quella di mettere un po’ di zucchero, un cucchiaino, per fare una ricottina dolce anziché salata… e magari prima di metterla in forma si potrebbero aggiungere scaglie di cioccolato fondente). Quasi immediatamente vedrete il siero che si separa dal latte e che quindi comincia a cagliare. Spegnete il fuoco e lasciate lasciate riposare coperto con un canovaccio da cucina senza muovere minimamente la pentola (è un processo delicato).

Dopo una quindicina di minuti o poco più, versate in un colapasta ricoperto di garze sterili così da far scolare via tutto il liquido sieroso; mettete la vostra ricottina in una forma (esistono anche i cestelli bucherellati apposta per ricottine, le fuscelle) e conservate in frigo fino al momento di consumare (consumare preferibilmente in giornata). Il siero non buttatelo via, potete usarlo anche in sostituzione del latte nelle torte o nei dolci in genere.