fiOrdivanilla | il Senso del Gusto: to Saint Malo …

sabato 26 settembre 2009

to Saint Malo …

Come molti di voi sanno, settimane fa sono partita (quasi)di punto in bianco per la Francia, insieme a mio papà. Non era in programma questo mini viaggio: mio papà voleva staccare la spina per motivi suoi, io nell'ultimo periodo non ero al massimo della mia felicità per motivi miei. Sentivo il bisogno di allontanarmi un po' da casa: partire con lui, che ho anche poche occasioni di vederlo altrimenti e di ‘averlo un po’ tutto per me’, mi sembrata l'occasione ideale per farlo. La partenza è stata del tutto improvvisata. L'avevamo programmata solo qualche giorno prima, principalmente per i motivi che ho detto sopra.. Così abbiamo pensato di andare a trovare dei carissimi amici di famiglia, che si sono trasferiti nella località di Saint Malo da diversi anni ormai, aprendo un delizioso ristorante tutto all’italiana dal nome La dolce vita.
Il mini resoconto che segue, lo avevo scritto e poi mandato ad un’amica, in previsione del fatto che non lo avrei mai pubblicato qui. Ho pensato invece di farlo ora, seppur con lungo ritardo (ovviamente riadattandolo).
Mi spiace non aver ancora avuto modo di mettere in ordine le foto, presto lo farò… e le pubblicherò.


Verso le ore 19 del giorno 7 settembre, ci siamo messi in macchina e siamo partiti. Poche cose da portare via, l’essenziale, qualcosa di pesante perché sapevo che il tempo in Francia non è mai stabile e che c'è spesso forte vento.. e guarda caso Saint Malo, la nostra destinazione, non è rinomata proprio per le sue raffiche di vento ma soprattutto per la pericolose alte maree, che due volte all'anno costringe gli abitanti del paese (nelle case situate vicino al mare) a chiudersi in casa sbarrandosi con vere e proprie apposite protezioni fissate su porte e finestre. Sono organizzati ormai, certo, ma uno che non lo sa e capita lì proprio nel giorno di alta marea…
In un video, pensate, l'andirivieni del mare così forte e così 'cattivo', mostra le onde che, impetuose, si portano via una macchina rimaste parcheggiata nei pressi del molo, sulla strada, accanto al marciapiede. Il video l'ha fatto la signora Marina (la nostra amica) durante i primi periodi in cui si erano trasferiti là. E se Marina mi leggerà e vorrà aggiungere dettagli di ogni genere oltre che sulle maree (magari potresti linkare il video che avevi fatto???) anche sul buon pesce che c’è da quelle parti o quant’altro… sarà un piacere!! E magari anche di quel certo aperitivo alla mora e a quell’altro frutto nero di cui ora mi sfugge il nome… che ho tanto apprezzato e che abbiamo sorseggiato intervallando con un aperitivo minuzioso ma di tutto rispetto che nulla ha a che fare con quelli Milanesi… del pesce fresco fresco servito al momento su un piattino in vetro: gamberetti freschi appena tolti dal ghiaccio su cui erano appoggiati, squisiti, di due diverse qualità: alcuni rossicci, piuttosto salati (il che mi piaceva da morire) e altri grigi, più dolci, altrettanto buonissimi! Come potrei definirli… La quintessenza dei gamberetti ? Si, proprio così.


Il viaggio in macchina, a partire da Milano, è stato molto lungo, intervallato da brevi soste negli autogrill, dormite di sole due ore in un totale di 13 ore all'andata e idem al ritorno, alternandoci nella guida.. Anche l'itinerario, proprio come l'idea istintiva della partenza, è stato improvvisato: sulla destinazione non c’erano dubbi: verso la Bretagna, a Saint Malo. Per il resto non sapevamo se e dove ci saremmo fermati. Eravamo però decisi in qualunque caso di passare un po' di tempo a Parigi. E così è stato. Prima però abbiamo fatto tappa ad Annency (by night), fotografando i posti più carini del centro, abbagliati da luci verdi e bianche che illuminavano le vetrine dei locali notturni.. bel posto, tranquillo, un centro che mi ha ricordato per certi versi la Svizzera. Poi, la notte stessa, ci siamo rimessi in viaggio verso Parigi.

Non ero mai stata a Parigi. Finalmente ho potuto avere un assaggio di quel che è la Parigi romantica e sognatrice e per certi versi malvagia (racconti gialli, di avventura, borghesi...) di cui ho tanto letto in molti autori, dai maestri del simbolismo e poeti "maledetti" come Baudelaire, Mallarmé, Rimbaud, Verlaine, all'ambiente sociale della piccola borghesia in Flaubert, il tema sociale trattato nel tradizionale feuilleton, da autori come Juls Verne e Maupassant, che narra storie che hanno temi ricorrenti come le crudeltà della guerra, l'indifferenza delle persone, la mediocrità della vita borghese. Per non dimenticare la Parigi di Chagall, che ritrae i sogni dei Parigini e la poetica del suo amore attraverso la pittura…
Insomma ne sono rimasta incantata e questo mio dire non è un luogo comune, del tipo "ohh che bella è stata Parigi..! Me l'aspettavo proprio così!". Io non mi aspettavo proprio un bel niente da Lei e forse proprio questa (voluta) mancanza di aspettative mi ha permesso di apprezzare al massimo le poche cose viste e la gente con cui ho interagito in una qualche forma dialogica (in un certo senso, dato che non conosco il francese!)… ed infine esserne rimasta così 'sensibilmente' ed emotivamente colpita dentro. 

Arriviamo a Parigi la mattina presto, parcheggiamo la macchina e una volta scesi.... ciò che mi accoglie e mi avvolge come fosse un caldo abbraccio di benvenuto è il profumo di pane e delle viennoiserie Parigine. Strano sentir parlare di “caldo benvenuto” a Parigi, dove molto spesso ho sentito dire dai più di quanto la gente sia fredda e “rigida”. Che dire.. io li ho trovati gentili invece. Magari dipende dai luoghi... magari sono stata fortunata io.. non saprei. Ma questa volta - a differenza di quando sono stata a Lione dove la gente mi è parsa a dir poco odiosa - mi hanno fatto una gran buona impressione.

Facciamo colazione vicino alla Cathédrale Notre Dame, due uova all'occhio di bue per me (si, mi piace il salato anche a colazione e visto che a casa non lo faccio mai, quando posso ne approfitto!), un croissant (inevitabile) e una fettona di torta di mele per papi... ne ho ovviamente approfittato per strappargliene qualche pezzo e assaggiare, come al mio solito, di uno e dell'altra. La torta di mele era particolarmente buona, non saprei dire che tipo di torta fosse precisamente ma non era la famosa tarte tatin alla francese. Quello di cui sono certa è che comunque la base era un'indistinguibile e sottilissima pasta brisée (...j'adore).

Sul croissant non ci sono parole, chi li ha provati almeno una volta in Francia, lo saprà bene. Quasi sembra sciogliersi tra le dita mentre lo sorreggono delicatamente portandoselo alla bocca... per non parlare di quando la superficie 'laccata', lucida, imbrunita, tocca il palato e la morbidezza inimitabile dell'interno della brioche si appiattisce senza neanche aver cominciato a masticare, quasi bastasse il solo fiato ad appiattirla, a scioglierla, a disintegrarla in bocca.  Il vero croissant è solo e unicamente francese ed essenzialmente con burro francese, quel burro color crema che, credo, sia proprio questo in gran parte a fare la differenza.

Nel resto della giornata abbiamo visto le "attrazioni" principali, le più rappresentative.. tra cui il Notre Dame, il Louvre, la Tour Eiffel, l'Arco del Trionfo...
Dopo Parigi ci aspettavano altre interminabili ore di macchina, ma piacevoli nonostante tutto. Nella Bassa Normandia ci siamo fermati in un altro posto magnifico: Mont Saint Michel, il sito turistico più frequentato della Normandia per il suo bellissimo, affascinante e storico santuario e la baia, presenti nell'isolotto (appunto il Monte San Michel), il quale sorge in modo stupendo e quasi fiabesco soprattutto durante la bassa marea. Noi siamo capitati proprio nelle ore di bassa marea l'acqua, un momento per di più stupendo per il “clima” (in tutti i sensi) che ci circondava: il sole all'orizzonte stava quasi calando; quella luce, tipica del crepuscolo, pervadeva tutto quanto ciò che era visibile agli occhi, tutto intorno era di un alone arancio-rossiccio, forte e deciso... colore di un sole che a guardarlo faceva intimidire tanto splendeva.
Stupendo il luogo... nel vostro immaginario potete pensarlo così: pensate ad un libro di fiabe, quelle di un tempo, tipicamente accompagnate da disegni in bianco e nero... Ecco, immaginate di vedere un castello in lontananza. Poi immaginate un sentiero, sterrato, che conduca fin laggiù al castello. Infine un principe a cavallo con la sua amata proprio a metà di quella strada.. tutto questo alla luce del sole (o al chiarore della luna).  Mont Saint Michel era pressappoco così.  

A raccontarlo, mi è venuta in mente la copertina di un libro, Il cavaliere e la morte (molto simbolico nella letteratura dei Gialli del Novecento), di Sciascia ...che però nulla ha a che fare con l'immaginario poetico e fiabesco a cui mi riferivo, chiaro .. Ma erano solo vaneggiamenti..

Per finire.... la tanto attesa destinazione. Saint Malo, con le sue case caratteristiche e particolari come non avevo mai visto. Saint Malo è stupenda, è un mondo a parte. La gente che non ti conosce passa e sorridendoti ti saluta comunque e allegramente. Sembra niente, ma per me è una gioia incontrare di simili persone.
Non ho mai mangiato tanto pesce in così pochi giorni come a Saint Malo! Uno in particolare mi ha fatto "perdere la ragione": le noci di coquille di Saint Jaques. Non le avevo mai provate e me ne sono innamorata subito. Sembrano quasi della stessa consistenza delle seppioline, ma ancora più buone perché non sono vuote dentro, ma belle piene, morbide, gustose... e ti dirò di più: la loro dimensione che richiama molto il finger food, fa di loro un bocconcino perfetto. Nel mio immaginario è - forse - l'alimento più perfetto per forma e per bontà che abbia mai visto e provato!
Ahh sapete, a vederli "nudi", senza la loro conchiglia, hanno lo stesso colore biancastro e la stessa forma (perché si, è una forma indefinita, particolare!) di quei pezzetti di pesce che mostrano in certi cartoni animati, avete presente? quelli quasi quadrati ma un poco tondeggianti… con gli angoli smussati… quasi tondeggianti… (cito solo qualche nome delle mie amiche-foodblogger-di-sigle&cartoons che sono certa non potranno non aver presente un’immagine del genere. Giovanna, Pupina (Sarah), Laura, Cristina… :-D)
… personaggini che tengono in mano questi spiedini a cuocere sopra un fuocherello… magari un cartone che si svolge su un’isola deserta, come La Piccola Flo, conoscete? =D   generlamente cibi/pietanze (o altrimenti oggetti) senza tratti, senza particolari: in questo caso, pezzi bianchi infilati in bastoncini e messi sul fuoco. Scusa la stupidità del paragone ma è anche vero che io scrivo proprio come penso e non mi riesce di fare altrimenti :)
Che dire... sono un bocconcino perfetto per forma e per bontà, come ho detto prima, non mi viene altra definizione più appropriata.

E voi le hai mai assaggiate? Le avete mai provate? Che poi, questo bellissimo nome, noci di coquille di Saint Jaques, non sono altro che le Capesante ;) ma io preferisco far risuonare nella mia testa questo nome che sa un po’ di fiaba ed è quasi romantico a dirlo.


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15 semini di vaniglia:

LibrieCannella ha detto...

Ahhhh...j'adore le capesante!! Appena le trovo crude vado in visibilio perchè quando te le fanno gratinate secondo me perdono un sacco di sapore :)
Comunque io ho sempre pensato che il pezzetto bianco sul bastoncino fosse un marshmallow... bho! :)) (Ah la piccola Flo!! Però non mi ricordo la sigla, ora la cerco!!)

Giò ha detto...

in realtà non ho mai capito bene cosa fossero quelle cose infilzate nei bastoncini..però hai reso benissimo l'idea!! e vuoi mettere cappesante con coquille??ho sempre pensato che in francese i nomi abbiano sempre molto più fascino, soprattutto in campo culinario.
la descrizione del croissant mi ha azzerato e adesso ne voglio subito uno!!!!direttamente da parigi possibilmente

eppifemili ha detto...

il viaggio inaspettato è splendido.
sempre una sorpresa dietro l'angolo.

si torna sempre più ricchi e più belli di come si è partiti.

:)

Babs ha detto...

Parigi, je t'aime :-)
ho amato Parigi fin dal primo giorno in cui ho incrociato con lo sguardo le guglie di Notre Dame, ho adorato la Basilique du Sacre Coeur e tutta la Montmatre che da li discende, sono rimasta estasiata davanti alla Tour Eiffel.
Ma il piacere più grande e assoluto, l'ho provato in una petite place sotto Montmatre, dove dei ragazzi con chitarre, sax e altri strumenti hanni imbastito li per li un concerto agli astanti.
L'essenza di Parigi, il suo stupirti ad ogni angolo..... detto questo, il prossimo viaggio sarà proprio in Bretagna e Normandia!
Grazie per il bel post :-)

virgikelian ha detto...

Il racconto del bellissimo viaggio con tuo Papi è veramente affascinante. Mi ha comunicato una certa emozione e mi ha riportato indietro negli anni, quando a sedici anni sono andata per la prima volta a Parigi, in auto da Milano, a trovare mia nonna Virginie che abitava in questa magica città e vi sono rimasta per quasi due mesi. Che ricordi hai fatto riaffiorar nella mia mente....
Comunque, brava !!! Io ti leggo e mi piace moltissimo la tua preparazione ....
Buona domenica. Virginia
http://aisapori.blogspot.com

Marina ha detto...

Iiih, la signora Marina!! :)
Guarda, anch'io come te a Parigi ho sempre trovato persone carinissime, infatti non ho mai capito questo pregiudizio nei confronti dei parigini e dei francesi in generale... Cavolate! Non sopporto chi dice (e conta che tra loro c'è anche mio fratello, ragazzo molto intelligente per molti versi, che però poi mi casca sui parigini!) "Mi piace la Francia, il problema è che è piena di francesi!" Pare d'obbligo a noi italiani trovare snob i francesi e detestarli... Baahhhh io mi ci trasferirei anche subito!
Sono stata a Mont Saint Michel, ma-gi-co. :) Ho perfino visto una foca monaca! Per dire!

Humm forse sono cresciuta solo a "Rossana dai pensaci un po' tu" e "Biker Mices", ma non mi sovviene proprio l'immagine che tu hai nettissima in mente di pezzetti di pesce "tondeggianquadrangolari" infilzati su un bastoncino di legno per un'allegra grigliata! Cioè, mi viene in mente, ma mi viene in mente una sfilza di marshmallows... E immagino tu non intenda quelli! :P
Che voglia di vivere la Francia, di abitarla, di farne parte!
Niente, io farò una scuola di pasticceria in Francia dopo la laurea, è l'unica per togliermi quest'ossessione e soddisfare al contempo la mia curiosità enorme per la pasticceria francese:D Sempre che ne trovi una che costi meno dei 50 mila euro del Cordon Bleu! :PP Haha...... ha.

Torna pressssto con una ricettina Saint Malosiana e le foto!!
Studio permettendo. ;)

(ros)marina

fiOrdivanilla ha detto...

#marshamallow: risposta unica qui sotto per tutti, in risposta a Laura, dato che è la prima che ha scritto:)

@Laura quindi piacciono anche a te?? grande! grandissima! Sai che gratinate non ho mai voluto assaggiarle? Che senso ha.. sono già così piccole.. gratinarle significa perderle praticamente!
Perdi punti eh.. non puoi non ricordarti la piccola flo!!
Ma no.. ma tutti che pensano solo ai marshmallow.. ma vi pare che su un'isola deserta ci trovino i marshmallow?? e che è!? l'isola dei balocchi?

@Giò hai detto bene, vuoi mettere? prova a dire BUONGIORNO! e poi dire "Bonjour" ... cioè!! c i o è ! Senti che suono ? ... *_* eheh.. per i croissant.. spetta, se me lo dicevi prima potevo partire in tempo e portarteli per domattina:D
Che bello riuscire a trasmettere così tanto con le parole..

@Eppi: hai proprio ragione: i viaggi inaspettati sono un po' come i regali e le sorprese: sempre splendidi.

@Babs mi ha fatto tanto piacere leggere anche del tuo amore e delle tue visite a Parigi.. mentre ti leggevo mi sono ritrovata con la mente là, proprio davanti al Notre Dame, la prima che ho visto tra tutte.. che emozione. E' stata la prima volta. Ed è proprio vero.. Parigi sa stupirti ad ogni angolo in cui ti ritrovi, è assolutamente così. Dove pensi che andrai in Bretagna e Normandia? HAi già qualche idea?
Grazie a te per avermi scritto cara!:)

@Virgi, grazie mille per il commento.. soprattutto perché mi hai fatto capire che con le mie parole, le mie descrizioni, ti ho trasmesso molto.. e questo mi fa molto piacere, perché è sempr eil mio scopo primario (quello di emozionare, rendere perfettamente l'idea di ciò che scrivo e di ciò che ho vissuto). Grazie per il tuo commento .. e i ricordi riaffiorati, sono belli?
Non avrei mai pensato mi leggessi, non ti ho mai vista da queste parti:) Virginia è il tuo vero nome? a presto, Virginia:)

#Marina sono d'accordo con te: ormai è come se fosse una convenzione, un giudizio arbitrario, quello di etichettare i francesi come "snob, freddi" ecc ecc. Uh.. sei stata anche tu in quel magico posto?? Non è fantastica la vista di quell'isolotto!? E' una fiaba, non trovi? E' proprio come l'ho descritto, non è vero? fantastico.. sarei rimasta delle ore a contemplarlo.

ah, ma Rossana è fantastica!! Biker.. non lo conosco O_o
anche tu co' sti marshm. ! grr!

Non sai quanto desidererei fare un corso di cucina in francia sulla cucina propriamente francese.. è un sogno. Però .. l'unica cosa è che non so il francese purtroppo e quindi mi sarebbe in ogni caso impossibile.. a meno che non esistano da qualche parte anche corsi in lingua italiana (magari con l'accento un poco francese:).
:*

virgikelian ha detto...

Bonjour !!! Certo, i ricordi di Parigi sono bellissimi.
Quanto al mio nome, ereditato con orgoglio da nonna Virginie, è autentico.
A' bientot! A presto.

Marina ha detto...

Guarda, come già detto in Facebook, io lo studierò da quest'anno, in qualche misura proprio per poter poi migrare in Francia ad apprendere i segreti della PASTICCERIA... :D E poi voglio fare un paio di annetti in America/Inghilterra a lavorare in una bakery e poi fare un corso di fotografia e magari, perché no, tentare di lavorare, magari all'estero, nel settore cibo/catering/foodstyling...
Ecco, spiattellati i sogni della mia vita :D

Ma tornando a bomba al francese, credo sia sempre utile conoscerlo, sìsì.
Io fossi in te farei un corso serale, magari dopo la laurea, poi mi prenderei i miei 6 mesi o simili (insomma la durata del corso in Francia) e me ne andrei ad apprendere!!!
Poi in ogni caso ti sei imparata una lingua... Il che in un curriculum di qualsivoglia genere va sempre BENE!
Sarebbe bello vero? Seguire i propri sogni... Poi non necessariamente per sboccare poi in quella data occupazione (la cucina), ma intanto... si fa un'esperienza da paura! :D

Hummm, mi hai convinta per i marshmallows. A parte che non ho mai tentato di razionalizzare molte cose che si vedono negli anime... Cioè... tirano fuori dei marshmallows? Eh se li saranno portati da casa... O avranno trovato un albero di marshmallows nella giungla dietro la spiaggia dell'isola deserta! XD

(ros)marina

ppp ha detto...

bellissimo racconto e viaggio
Qualche suggestione da sperimentare con le coquille di Saint Jaques?
A presto
http://wanph.blogspot.com/

piccoli pensieri ha detto...

eccomi...la Marina che abita a saint Malo....
una ricettina veloce per chi riesce a trovare le saint jacques fresche...
una noce di burro,uno spicchio di aglio tagliato,appena dorato...elininarlo...posare le s.jacques prima su un lato poi l'altro irrorare con un cucchiaio di whisky,sfiammeggiare e salare,quando sarà evaporato spolverare di polvere di liquirizia e un goccio di panna fresca dove avrete sciolto mezzo cucchiaino di maizena,lasciare che la salsina rapprenda un po',
poi un piattino ben caldo e ancora una spolverata di pepe nero e liquirizia....
un abbraccione a supermanu

fiOrdivanilla ha detto...

dolce Mari! ... che emozione leggerti dopo tanto, quasi la stessa provata quando ti ho rivisto lì, dopo un sacco di tempo. Vorrei poter con un battito di mani essere ancora lì... e tra un pranzo, un aperitivo e una cena.. ridere e scherzare ancora insieme, ma soprattutto parlare, parlare e parlare.. mi manchi e mi mancate.
La ricetta è super, è da incorniciare!! Grazie infinite... superMari

piccoli pensieri ha detto...

grazie per "dolce Mari"...credo tu sia la prima a chiamarmi cosi'...normalmente sono l'ortica,l'orso,la vipera....luoghi comuni nella quale sono stata imprigionata a causa del mio caratterino...ma non è grave,fintanto che ci sarà qualcuno che mi chiamerà Dolce Mary;)...
come si dice ...per molti,ma non per tutti...
Vorrei dirti mille cose,vorrei parlare con te per delle ore ma sopratutto vorrei vedere i tuoi occhioni pieni di buone cose e dirti 1000 volte quanto sei splendida...

fiOrdivanilla ha detto...

nàà.. sei tosta, hai un carattere da paura :D è vero... ma... la tua figlioletta ha il tuo stesso caratterino, eppure mi trasmette anche lei molta dolcezza. Forse perché so - o così credo - che dietro ad un carattere tanto forte c'è altrettanta, tantissima, sensibilità. E anche debolezza, ma di quella buona (di quella che però nuoce soprattutto a se stessi).

Vorrei potermi 'vedere' con gli stessi occhi di chi mi vede così come te.. così profondamente, così piena di 'cose buone'.

Spero di vederti e riabbracciarti prestissimo..
Intanto ti prego, salutami tutti. Ti raccomando. E salutami anche i mici :)

Ti mando mille... no, un milione di baci e di abbracci affettuosi, come quelli che ci si dava quando ci pareva e piaceva, così, tanto per.. oppure prima di coricarsi la sera... o come quelli "disperati" e per questo 'forti' fuori dal ristorante tra le lacrime.

miciapallina ha detto...

fiOrdivanilla, ti ho scoperto solo oggi, ma con immenso piacere!
Mi piace il tuo modo di "descrivere" una ricetta, di renderla tua.
Mi piace molto leggere i tuoi post e credo li leggerò piano piano tutti (mi capita sempre così quando incontro un blog che mi piace... prima leggo un paio di post a ritrovo, poi getto la maschera e torno al primissimo e mi rifaccio la strada a salire! Temo che con il tuo dovrò fare così....).
E poi... ami la Francia, La Bretagna, la Normandia... io li ci andreio a vivere domani!
E non per scerzo.
Quindi, complimenti per tutto, in bocca al lupo per proseguire!

nasinasi

miciapallinacheamalefavole