Pie alle mele dell’Etna e mirtilli

Amore a prima vista (a me succede solo con il cibo o con gli oggetti, mai con le persone. Chissà come mai). L’ho vista da lei e nonostante lo studio in quei giorni fosse di primaria importanza, non c’è stato verso di trattenermi. Ci ho provato, credetemi, ma non ce l’ho fatta (no, non è vero, non mi sono opposta poi tanto :D) !

Pie alle mele dell'Etna e mirtilli - images © by Manuela Viel Fare l’impasto di questa pie si è rivelato terapeutico. E

di un rilassante incredibile e mai me ne sarei resa conto se, come sono di solito abituata, avessi messo tutto nel boccale del robot da cucina e avessi avviato la macchina senza preoccuparmene troppo.

... Farina di grano tenero e un po' di quella integrale, setacciate insieme in una capiente ciotola di acciaio appena tolta dal freezer. ... Si aggiungono quadratini di burro freddissimo alla farina e si mescolano. SI schiacciano pazientemente, piano piano ed energicamente, sentendone il freddo sulle punte delle dita. Si sente il composto trasformarsi sotto le mani, la farina diventa sabbiosa, grumosa ma morbidissima.
Poi è la volta dell'uovo: si rompe il guscio e lo si versa direttamente sull'impasto, il bianco trasparente dell'albume scompare scivolando fluido da tutte le parti come se fosse calamitato verso l’esterno e il tuorlo, più viscoso, aderisce laddove lo si posa; si amalgama il tutto e l'impasto assume colore.
Quella che prima era sabbia è ora una bella palla morbida, profumata... apparentemente imperfetta per la presenza di pezzettini bianchi di burro rimasti intatti... Ma è proprio così che deve essere. Quasi come l'impasto per croissant: la presenza ancora intatta del burro in diversi punti della "sfoglia" crea "tasche" in cottura, che sono quelle che la renderanno così speciale.

Sapevo che la specialità di questa torta era la sua pasta, come già aveva avvertito Sara che come ultima nota scrive: “ho utilizzato una confettura bio al 64% di frutta, era molto liquida quindi ne ho potuta mettere pochissima perché avevo paura che si creasse qualche buchino e fuoriuscisse. Ma era buonissima, un vero concentrato di sapore, quindi è stata più che sufficiente. Se disponete di confetture più dense (oppure un po' povere di sapore) potete anche abbondare un po', ma senza esagerare, qui l'importante è la pasta!

Mi aveva colpito sin dal primo istante. Ma finché non provo personalmente è difficile riesca ad immaginarmi alla perfezione com'è, mi sembra ovvio, anche se talvolta grazie alle vostre 'gustose descrizioni' riesco comunque a immaginarlo già molto molto bene (... "gustose descrizioni" ... usare le sinestesie mi è sempre piaciuto, mi viene spontaneo più che altro. Certe figure retoriche permettono di associare, all'interno di un'unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, creando così immagini inedite e vivide...).

Pochi minuti dopo aver adocchiato la torta, avevo già pensato a come avrei voluto intermezzarla: avevo in credenza una confettura extra di Mele dell'Etna che aspettava giusto giusto la morte sua...

La confettura in questione l'ho ordinata dopo averla vista su "La Compagnia del Cavatappi", insieme a diversi altri buonissimi prodotti (tra cui le foglie di ulivo, un tipo di pasta fresca che ho trovato deliziosa e che presto posterò). Potete anche voi ordinarla tramite il loro sito e-commerce come ho fatto io, approfittando di aggiungere magari anche altri prodotti tra i tantissimi disponibili. Dovete semplicemente cliccare qui, entrare nel nel loro, visionarlo e godere dell’ampia varietà di buoni prodotti che propone, vini compresi. Infine ordinare : )

Dunque questa era l'idea inziale, usare questa particolare confettura extra di mele. Mele dell'Etna, chiamata anche Mungibeddu o semplicemente 'a Muntagna in siciliano:) Andrea Mandraga se vuole aggiungere un commento in lingua è il benvenuto e sarebbe giusto in tema :)
In Sicilia queste famosissime mele dell'Etna alla vista si presentano molto piccole e di
forma arrotondata; al gusto sono, invece, molto dolci e saporite ma di un dolce marcatamente equilibrato, non eccessivo e non nauseante. L'avrei vista molto bene anche con delle mandorle a lamelle.
Queste mele in tutta purezza sono particolarmente aromatiche, anche se risultano generalmente poco appetibili a vederle.
Ho letto in giro che ci sono molte coltivazioni di qualità in questo luogo, anche se con questo non vi sto dicendo nulla di nuovo dato che già di per sé la Sicilia è rinomata per la qualità di alcuni agrumi, frutti e non solo. Il pistacchio di Bronte, per fare un “banale” esempio, ormai diventato famoso in tutto il mondo. Le fragole di Maletto sono un altro eccellente prodotto. Infine, la vasta produzione di fichi d'india, più grossi e gustosi. Infine arance e limoni e altri agrumi molto aromatici vengono coltivati alle falde dell'Etna ed in particolare nelle zone più vicine al mare.... ma dei Suoi agrumi, ne siamo ormai tutti a conoscenza.

A comporre il ripieno di questa torta non è stato solo un abbondante strato di deliziosa confettura di mele. Il giorno prima all'ortomercato di Milano, mio fratello aveva comperato per mia nonna una cassetta intera di mirtilli neri selvatici, freschissimi e buonissimi (altro che quelli coltivati, grossi e piuttosto insapori) e io ne ho presi un po' per me, anche se al momento ero del tutto inconsapevole che fine gli avrei fatto fare. Al momento di spalmare la confettura di mele sulla base, il mio cervellino ha elaborato un’idea tutto da sé nel giro di pochi secondi.
In un colapasta ho sciacquato e pulito i mirtilli, li ho messi in una padella antiaderente, ho acceso il fuoco e li ho scaldati con una parte di zucchero di canna fino a che questo si è sciolto iniziando a caramellare. Una volta che lo zucchero ha cominciato a fare delle bolle (tipico del processo dello zucchero quando caramella), ho aggiunto l'altra parte di zucchero di canna e ho spruzzato sopra un quarto di limone (avendo l'accortezza di togliere prima i semini visibilmente presenti). Se lo sciroppo dovesse ritirarsi troppo, si può allungare con un filino di acqua, mescolare bene, far andare ancora un minuto e spegnere il fuoco.
Una volta ottenuto lo sciroppo (la consistenza deve essere proprio sciropposa e densa, non fluida) ho spento il fuoco, lasciato riposare un pochino per farlo intiepidire (mescolando, soprattutto ai bordi concavi della pentola, per far sì che non rimanesse attaccato) e infine l’ho versato delicatamente sopra alla confettura di fragole (solo 2-3 cucchiai abbondanti) disposta e stesa nella zona centrale della torta, sopra a quella di mele. Una volta versata la composta di mirtilli, l'ho spianata su tutto il diametro della torta, molto molto delicatamente, affinché le due confetture principali - mela e mirtilli - non si mischiassero troppo. In quest’immagine la composta di mirtilli non l’avevo ancora stesa.
Pie alle mele dell'Etna e mirtilli - images © by Manuela Viel

Il risultato iniziale dell'interno potete osservarlo dalla foto.. non sono riuscita a non fotografarlo perché solo a vederlo mi faceva venire l'acquolina.

... La confettura di mele non eccessivamente dolce e dal sapore decisamente buono e particolare, il gusto deliziosamente dolce dei mirtilli con piacevoli note acidule era l'insieme ideale per un bilanciamento di gusto perfetto ma soprattutto, un eccellente ripieno per un'eccellente impasto a cui questa torta deve la sua particolare bontà: la croccantezza dell'impasto è eccellente, data dalla presenza della farina integrale (nel mio caso) o di riso (nel caso dell’originale). Infatti ho apportato qualche piccola variazione. Intanto anziché spolverarla di zucchero bianco raffinato (come verrà spiegato di fare verso fine cottura) ho usato abbondante zucchero di canna (quello a granelli un poco più grossi rispetto quelli normali). Ho usato 210 gr di farina 00 e 40 gr di farina integrale (anziché 200gr di “00” e 50gr di farina di riso)... la farina integrale mi sa più di rustico e con un ripieno di confettura dagli antichi sapori (mele, mirtilli, zucchero di canna…) l’ho trovato più che adatto.
Ho avuto dei problemi di “rottura” dell'impasto quando lo alzavo per trasferirlo nello stampo… e ho pensato "è normale oppure ho commettesso qualche errore?" La risposta di Sara è stata consolatoria e rivelatrice: "Per me è stato difficilissimo trasportare l'impasto, nel senso che è venuto credo al 4° tentativo, piegandolo in quattro come spiega nel link e trasportandolo sopra alla marmellata per poi stenderlo solo alla fine. Credo sia così e basta, un po' di fatica per aumentare la soddisfazione!” Infatti dopo due tentativi, al terzo ce l’ho fatta.

Questa volta non mi cimento nella spiegazione della lavorazione e stesura dell’impasto, perché io per prima ho imparato a farlo per la prima volta leggendo
qui, che è un’utilissima traduzione dell’
originale.

Pie alle mele dell’Etna e mirtilli

Per la pasta

200gr farina tipo 00
40gr farina integrale setacciata (più qualche aggiunta dei rimasugli integrali “filtrati”, ma non troppi)
60 gr di zucchero bianco semolato + 2 cucchiai di zucchero di
canna
120gr di burro freddissimo
1 uovo

Per il ripieno

360 gr di Confettura Extra di Mele dell'Etna (meno un cucchiaino per la degustazione in tutta purezza:)
3 cucchiai abbondanti di confettura di fragole
Composta di mirtilli, fatta con 2 tazze circa colme di mirtilli freschi, zucchero di canna
q.b per: caramellarli e in più formare un composto sciropposo, denso ma fluido, come spiegato nell’introduzione). All’incirca diciamo
1/2 o 1 tazza di zucchero di canna; ma comunque sono andata ad occhio aggiungendolo man mano per regolarmi.

In una ciotola in acciaio capiente versare le farine e lo zucchero, aggiungere il burro freddo tagliato in piccoli quadratini e intriderlo bene nella farina utilizzando la punta delle dita.
Io l’ho poi riposto in freezer così, appoggiandoci sopra un velo di carta trasparente per non contaminarlo e lasciandocelo per una decina di minuti* (note!).
Quando il composto avrà una consistenza sabbiosa ma omogenea, aggiungere l'uovo e impastare brevemente senza preoccuparsi troppo dell'eventuale presenza di pezzettini bianchi di burro non amalgamati, anzi, devono esserci! Formare una palla, ricoprire con pellicola e riporre in freezer per una decina di minuti (o in frigorifero per mezzora circa).
Preparare intanto la composta di mirtilli come spiegato sopra, così da ridurre i tempi: avrà modo di intiepidirsi mentre saremo occupati a stendere l’impasto più e più volte dopo averlo più e più volte rotto :D (ma io vi auguro comunque non vi succeda).
Trascorso il tempo suggerito, riprendere in mano la pasta e dividerla in due parti, una un po' più grande dell'altra. Prendere la parte più grande e stenderla molto sottile in un cerchio più grande di 4-5 cm rispetto allo stampo* (note!). Trasferirlo nello stampo, lasciando pendere l'eccesso di pasta all'esterno (dovesse spezzarsi un poco, pendendo all’esterno, ricomponetela pure in modo rozzo con le vostre manine, tanto sarà la parte che andrà ad accavallarsi:). Riempire con lo strato di marmellata, nel mio caso di mele. Mettere più o meno al centro della torta la confettura di fragole, livellandola un poco.
A questo punto versare in più punti, sopra alle altre confetture, la composta di mirtilli.
Con una paletta da cucina (io ho usato quella in silicone, "lecca pentole" penso di chiami?, utilissimo strumento) appianare omogeneamente e delicatamente la salsa di mirtilli su quella di mele, senza mischiarle. Devono risultare due strati abbastanza separati, nel limite del possibile* (note!).
Stendere l'altra parte di impasto in un cerchio questa volta della stessa misura dello stampo, ma facendolo se possibile ancor più sottile del primo. Trasferirlo sopra la marmellata. Sigillare con i lembi in eccesso dello strato di pasta sottostante e fissare pungendo con i rebbi di una forchetta lungo tutto il bordo.
Incidere una piccola croce al centro della torta, per permettere un po' di evaporazione dei liquidi della marmellata.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti; estrarre lo stampo dal forno
, spolverare con zucchero di canna, a granuli fini o poco più spessi (io vi consiglio i granuli un poco più spessi, donano da morire; ma a voi la scelta) e rimettere in forno per altri 10 minuti. Se la superficie della torta dovesse sembrarvi già fin troppo colorata, abbassate la temperatura del forno o appoggiateci un foglio di carta da forno (ma con questi tempi non dovrebbe succedere).

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Secondo me questa torta è fantastica anche tiepida: magari scaldandola 20 secondi al microonde e lasciandola riposare un minuto dentro prima di aprire lo sportello (permettendo così alle microonde di propagarsi anche all'interno della torta).

Note e consigli utili
# nel procedimento, all’inizio, dico: “l’ho poi riposto in freezer così, appoggiandoci sopra un velo di carta trasparente per non contaminarlo e lasciandocelo per una decina di minuti.” Perché? Perché nel
sito di riferimento tradotto, che spiega il procedimento per filo e per segno da usare (e vi raccomando di leggerlo, perché molte cose io non le ho riportate per non allungare questo post più del necessario), dice espressamente di mantenere freddo il burro quanto più possibile, sempre praticamente! In modo tale che questo rimanga “visibile”. Io anziché mischiare le farine, poi mettere il burro freddo, ecc. ho semplicemente messo nella ciotola farine, zucchero e burro già a pezzetti e messo tutto insieme e raffreddare in freezer per 10minuti, cosicché anche la ciotola raffreddandosi avrebbe aiutato a mantenere una certa temperatura una volta cominciato a impastare. Meglio di così…
# viene suggerito di preparare una forma di 4 cm circa più grande del diametro del vostro stampo. Io non mi sarei trovata affatto bene con la carta sinceramente e sono arrivata persino a pensare di disegnare il cerchio con un compasso O_O … ma poi, fortunatamente mi è venuta incontro una semplicissima ma grandissima idea, che di meglio non potevo trovarne! Prendete un coperchio grande (di una pentola ad esempio) o un grande piatto che sia maggiore di qualche centimetro del diametro del vostro stampo (cosicché l’impasto sbordi un bel po’), appoggiatelo sopra all’impasto già steso… e con un coltello affilato ritagliate lungo il bordo :) et voilà.
# Al fine di farle risultare abbastanza separate vi
suggerisco: per la confettura di base, sceglierne una abbastanza gelatinosa, molto consistente (ma che si possa pur sempre spalmare abbastanza facilmente). Per quella da mettere sopra, oltre quella di fragole, dovrà essere ancora più facilmente spalmabile, così da non dover premere troppo nel distenderla sopra alla prima. Siate comunque molto leggeri con la mano nel spalmare quest’ultima.

Ulteriori Note
# Confermo quanto detto da Sara, le dosi indicate per l’impasto sono perfette per uno stampo di cm 24.

LE DOSI precise per la composta di mirtilli non le ho, prendete spunto alla foto che vedete; io di mirtilli non ne ho usati di più solo perché non ne avevo, Tuttavia non saprei se consigliarvi o no di usarne di più, dato che in fondo si deve poter gustare a meraviglia non tanto il ripieno, che deve comunque rendere omaggio ad una pasta così buona, ma piuttosto la croccantezza e friabilità della pasta.

IDEE: Come l'ho servita.
Ho preso un pezzo dello stesso impasto che era avanzato e l'ho cotto in forno per
qualche minuto dentro una formella quadrata (ma va bene anche stenderla direttamente sulla carta da forno, per dire). Essendo piccolo, si è cotto in un attimo. L'ho lasciato raffreddare e poi l'ho sbriciolato grossolanamente. Solo al momento di servire la torta lo ho mescolato a 3 cucchiai di yogurt Müller alla nocciola (trovo sia una goduria unica questo yogurt, alla nocciola non ne ho mai assaggiati di migliori; sembra di mangiare veramente una crema di nocciole...), ho formato con lo 'yogurt biscottato' alcune strisce lungo un piatto piano di grande dimensione e sullo yogurt ho poi "disegnato" degli intagli con il colorante rosso, con l'aiuto della punta di uno stuzzicadenti. Ho decorato la crema di nocciole con sfogliette sottilissime di cioccolato precedentemente sciolto a bagnomaria, poi steso a velo su un pezzo di carta da forno e lasciato solidificare in freezer fino al momento di usarlo: l'ho frantumato con certo riguardo per le forme delle scaglie che volevo ottenere e le ho infine "impiantate" in verticale nella crema di nocciole.  
Ho tagliato e adagiato una fetta di torta nello spazio vuoto lasciato al centro e finalmente ho servito.

Commenti

Semidipapavero ha detto…
Anche io trovo terapeutico impastare, soprattutto impasti dolci che profumano di burro e zucchero che iperstimolano la mia secrezione di serotonina:)) Bellissimo il pie e intrigante questa marmellata, mele e Etna, fantastici insieme di sicuro!
Lauretta and Mary ha detto…
Sono rimasta incantata da questo post, la ricetta in se e poi come l'hai scritta e ancora le foto mi hanno folgorata. Chissà quando finirò di combinae spatasci e riuscirò in un pie di tale bontà!!!

Complimenti per l'esame, secondo me ti ha aiutato il solo odore che avevi per casa mentre cucinavi questa delizia!!! :-)

Segno la ricetta, chissà che prima o poi non mi arrivi un'illuminazione!!!

baci
Stefania Oliveri ha detto…
Certo che un pie così rende felice... e si vede anche da come lo descrivi! Complimenti, quindi, anche per l'esame!
pinar ha detto…
decisamente questa meravigliosa torta avrà avuto la sua parte nella riuscita dell'esame, ora ci provo anche io!
grazie
Andrea Matranga ha detto…
complimenti per l'esame potrei dire soltanto "chi ciavuru"...ossia che odore perchè la tua cucina sarà inebriata dal profumo.baciamo le mani a vossignoria
Federica Simoni ha detto…
complimenti per il risultato eccellente ottenuto!! segnata!
meringhe ha detto…
Eccola qua finalmente, quella che prima era solo un commento sul mio blog poi solo una fotina su flikR è diventata praticamente un'enciclopedia della pie,e una stupenda magistrale rielaborazione di una mia torta che oltrettutto mi ha fatto un immenso piacere.

si sa che le note e i consigli dettagliati prodotti dal tuo cervellino geniale sono il tuo punto di forza, oggi però si leggono un po' male ce li fai per favor un po' più in grande o scuretti, thanks!
ciao bella
s.
la Susina ha detto…
Io adoro impastare, tuffare le mani in quella morbida poltiglia ... mi rilassa, mi sfoga ... e comunque anche io sono come te, se mi metto in testa una cosa, figurati!!! ^^
Alex ha detto…
Buona, ma buona, davvero buona!!!
marianna franchi ha detto…
Davvero complimenti è dir poco fantastica!Ciao un abbraccio
La Signora Laura ha detto…
Sei fortunata che non amo i mirtilli sennò io e i miei germi influenzali eravamo già da te a degustare!! :D Sarà per la prossima!!
Manuela e Silvia ha detto…
Anche a noi succede spesso: amore a primma vista solo con le ricette...che tristezza!
particolare quest apie! mele e mirtilli! un acconstamento insolito.
E volgiamo parlare della base?
Leggendo tra le righe già ti vedevamo a cimentarti nella sua preparazione! Hi hi
Ma dai che alla fine ci sembi più che soddisfatta: ti sei tolta lo sfizio, l'hai fatta a modo tuo e sembra ti sia piaciuta una cifra! cosa vuoi di più??
Un bacione
PS: per lo yogurt alla nocciola...hai ragione sono buonissimi, quello al ciococlato bianco è il nostor preferito, assieme a stracciatella, torttoncino e....insomma hai capito!
Solitamente prendiamo quelli magri, ma ogni tanto uno sfizio ce lo togliamo! E poi èè sempre yogurt e fa bene!!
Mary ha detto…
Complimenti è una bontà questa crostata!
Sonia Monagheddu ha detto…
Evviva, brava Manu eh si sono soddisfazioni! Uè che post breve ;) come al solito mi prometto di leggere tutto con calma Mi fido ciecamente di te e proverò a fare questa pie. Prima o poi... besos
Saretta ha detto…
E' un piacere leggerti, scrivi in modo troppo poetico!Anche a me piace da matti la sinestesia sai?
Quanto alle scelte per questa favolosa pie..eccezionale.Dalle mele ai mirtilli, alla pasta!
Bravissima!
Patrizia ha detto…
carissima, sapessi come mi fà bene a me impastare!!! anche con mano dolorante, infatti stasera impasto e forse faro' l'alba anch'io perché l'impasto ha da lievitaaaaareeeee!!!

mi piace, mi piace e mi piace la tua pie e con tutte quelle mele della raccolta di domenica una pie non mi scappa di sicuro ed usero' i tuoi consigli ed il tuo impasto per rilassarmi ancora di più!!! solo a leggere quel meraviglioso testo mi sono rilassata!
Bacetti, bacetti!
Unknown ha detto…
ah come ti capiamo! impastare, lavorare con le mani: ke sfogo! se poi si sfornano dolci come i tuoi...ke soddisfazione!!!
Manuela e Silvia ha detto…
che bello dopo una giornata al mercato preparare direttament quello che si è comprato! ha molto più gusto vero?
avete passato proprio una splendida girnata! E vero ceh le distanze impediscono la coltivazione di queste amicizie..o almeno...sono possibili sono utilizzando la tecnologia!
Noi geeneralemtne prendiamo quelli magri, poi una volta a settimana ci conediamo quello goloso (muller oppure semplciement bianco con un po' di muesly), una soddisfazione senza esagerare: dopotutto è yogur, magro comunque e fa pure bene!
un bacione.
katty ha detto…
delizio dolce!!! complimenti ora ci vorrebbe una fettina!! bacioni!!
minnie ha detto…
Ognuno ha le sue terapie!!!
La tua è impastare la mia è leggere i tuoi post!
Sono in ufficio e ho letto solo poche righe (mannaggia i capi mi controllano e devo sempre iconizzare!) ma sono già rapita!
Ora devo chiudere ma giuro che torno!!!!
Mirtilla ha detto…
io impasto quando sono nervosa,e le pizze mi engon su una meraviglia credimi!!!
Rosmarina ha detto…
Devo farla °_°
Devo farla, devo farla, devo farla, devo farla...
Manu, mi sono incantata a leggere questo post, te lo giuro, sebbene muoia di sonno e DEBBA dormire e la sveglia sia alle 7 e abbia avuto una giornata pesantissima e ieri abbia dormito 4 ore.
Dovevo leggerlo, ma proprio tipo romanzo...
E dovevo commentare, adesso.
Non scherzo, credo sia il più bel post tuo che abbia letto finora, mi hai fatto anche ridere in certi punti.
Bravissima, oltre che per il dolce (sottintesamente fighissimo - di qui il "Devo farla"), anche per come mi hai incatenata qui, con gli occhi impastati di sonno e tutto quanto :D
Vado a letto feliiiiiscie e con un nuovo must in testa - Devo farla!...
Un bacione!
Notte

(ros)marina
genny ha detto…
io se sono giù o triste o nevosa cucino...ma se sono molto giù o molto triste o spt molto nervosa, impasto! a lungo, per ora, non itro fuiori neanche il kenwood...facico una idi quelle cose che vanno impastate due o tre volte....assolutamente meglio dello yoga!la torta?ecchetelodicoaffà?
genny al cibo commestibile
spighetta ha detto…
Questa torta per la colazione della mattina srebbe mooolto invitante ;D
Ho anche la marmellata di mirtilli senza zucchero!!!
Dolci a gogo ha detto…
per me impastare e creare dolci è super terapeutico....è un antistress goloso come questa pie strepitosamente golosa!!!baci imma
Sabrine d'Aubergine ha detto…
Impastare? Una delle cose più goduriose che esistano in cucina. Io faccio quasi tutto a mano (pane compreso), quindi ti capisco. La torta, oltre che propedeutica agli esami universitari, mi pare terapeutica per molti stati d'animo, dalla lieve afflizione alla disperazione più cupa. La tengo dunque in archivioper tirarla fuori alla bisogna. Grazie per la ricetta e le dettagliat(issim)e spiegazioni. A presto
Sabrine
Günther ha detto…
mi paice la pasta che hai aggiunto la farina integrale e mele e mirtilli mi sembra un abbinamento più che ottimo, per una prima colazione con i fiocchi
Fiordilatte ha detto…
Finalmente riesco a leggermi con calma il post tanto atteso. Come ti dicevo su fb, questa torta mi fa una gola! Sai che ero tentata anche io di prendere quella marmellata? Poi ho ripiegato su quella di limoni temendo fosse troppo...banale ecco. Mi sa che era ottima! mannaggia!
virgikelian ha detto…
Questa pie deve essere veramente una delizia da fare subito!!!Complimenti per la tua scrittura così creativa e liberatoria....
Un saluto.
rossella ha detto…
io ho comincito a cucinare così... più per l'odore di burro sulle mani che per voglia di mangiare!
ed è veramente terapeutico.
Gli impasti poi sono il massimo!
;-)
Edda ha detto…
Questa me l'ero persa, poetica e forte come l'etna, mi piace tantissimo. Come te, impasterei tutto il tempo, ti fa' dimenticare (quasi) tutto. Sempre vivida la tua creatività